Sul versante delle risorse private destinate alla cultura, l'Art bonus si è ormai affermato come strumento fondamentale di sostegno e di valorizzazione del patrimonio culturale ad opera di cittadini ed imprese. E’ quanto si legge nel Rapporto Federculture 2019 “Impresa cultura” che analizza l’andamento dei consumi, della partecipazione e delle risorse destinate alla cultura nel nostro Paese.

Ben 12.871 mecenati (ad ottobre 2019) hanno superato i 390 milioni di euro in donazioni destinati a intervenire in favore di musei, monumenti, siti archeologici e fondazioni lirico sinfoniche sparse in tutta la Penisola. La ripartizione tra le tipologie di mecenati che hanno effettuato erogazioni liberali beneficiando dell'Art bonus denota una grande partecipazione di privati cittadini (quasi il 60%) anche se l'impatto economico prevalente è determinato dalle donazioni di imprese e fondazioni bancarie.

DIVARIO TERRITORIALE

Come negli anni precedenti si rileva ancora, però, una forte territorializzazione dello strumento, che viene utilizzato prevalentemente nelle regioni del Nord; basti pensare che nelle prime quattro per donazioni ricevute, Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna si concentra il 77% delle risorse. 

L’efficacia di Art bonus è però molto diversa nei territori: ben l’81% delle erogazioni, infatti, si ferma al Nord, al Centro ne è destinato il 17% e appena il 2% arriva fino al Sud e alle Isole. 

FONDAZIONI BANCARIE

Altro attore fondamentale per il settore si confermano le fondazioni bancarie che sostengono arte, attività e beni culturali con cifre importanti - quasi 256 milioni nel 2018 pari al 25% del totale delle erogazioni, primo settore d'intervento - che, dopo un vistoso calo negli ultimi anni, nel 2018 sono tornate a crescere segnando un +8%.

 

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