"Servono politiche di incremento del consumo culturale che cerchino di mobilitare più risorse possibili sia pubbliche che private". Lo ha detto il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, introducendo la presentazione del 15esimo Rapporto 2019 "Impresa Cultura" sullo stato di salute della cultura in Italia, dal punto di vista di chi la cultura la produce.

Secondo il presidente di Federculture "la proposta culturale, la conservazione e l'accrescimento del patrimonio culturale, la diffusione della cultura alla cittadinanza sono elementi che compongono l'identità nazionale, un modo di caratterizzare l'Italia come il paese della cultura". Se questo è vero, si e chiesto Cancellato, "tutti coloro che hanno responsabilità stanno facendo il loro dovere per raggiungere gli obiettivi?".

Cancellato ha poi ricordato come quando c'è stato lo sforzo di incrementare il consumo culturale "i risultati sono venuti, cone ad esempio dai musei ai siti archeologici". Per il presidente di Federculture, allora, "si può e si deve fare in altri ambiti,  con politiche di incentivazione tipo l'app18, defiscalizzando i consumi culturali, ampliando i destinatari dell'art bonus che è un provvedimento a costo zero". Secondo Cancellato, occorre poi "continuare con le politiche di incentivo alla programmazione come le Capitali italiane della cultura. Dare seguito alla normativa speciale sulle imprese culturali e creative". Tutto questo, ha precisato, non può essere fatto con una sola legge di bilancio, ma può e deve essere fatto nell'arco di una legislatura, in modo costante e programmato. Un paese non si misura solo con il pil, ma questo resta il maggiore indicatore. La crescita dell'Italia passa anche per la cultura e non e solo il turismo culturale. Non possiamo non vedere fenomeni di analfabetismo di ritorno. Attraverso la cultura possiamo dare un contributo decisivo al miglioramento dell'Italia, alla sua reputazione internazionale,  alla sua consapevolezza di paese ricco di cultura e di storia. Non ci mancano le risorse, ci mancano forse la convinzione e la continuità".

Non bisogna fare l'errore, ha concluso Cancellato, "di considerare la cultura come un orpello".

 

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