“La cultura è una risorsa assolutamente strategica per l’Italia. La cultura è infatti “pane”, cioè lavoro ed economia, ma anche “rose”, cioè produzione di beni intangibili, in grado di fare da moltiplicatore al nostro Pil e da orizzonte di senso. Con buona pace di quei cinici che sostenevano che “con la cultura non si mangia”. Con la cultura, invece, si mangia e si prospera. Ci si nutre non solo fisicamente, ma intellettualmente. Tanti giovani, infatti, scelgono questo settore e altrettanti ne fruiscono: non da semplici consumatori, ma da cittadini, perché la cultura non è un bene, ma la chiave di volta dell’essere cittadini”. Lo scrive su Facebook la sottosegretaria ai Beni culturali, Anna Laura Orrico, commentando l’ultimo rapporto di Federculture, presentato oggi al MiBACT. 

“Gli italiani hanno speso nel 2018 per i consumi culturali e creativi 72,5 miliardi, ovvero il 6,7% della spesa complessiva delle famiglie: +2,4% rispetto al 2017, un grande successo. Più di quanto siano cresciuti i consumi in generale. Oltre 63 milioni, invece, sono stati i turisti stranieri venuti in Italia l’anno scorso: +51,2% in 10 anni. Questi risultati, nonostante alcuni problemi strutturali del pubblico italiano, legati ad ampie fasce di povertà, ai tanti che leggono di meno di quanto non succeda altrove, sono la dimostrazione che il nostro settore culturale e creativo è vivo e vitale”. 

“Gli italiani ci sono. Certo, si può e si deve fare di più. La politica innanzitutto. Servono strategia, programmazione, idee e, ovviamente, investimenti. Investire in cultura perché la cultura genera ricchezza, crea lavoro, sostiene lo sviluppo locale, favorisce l’inclusione sociale e il benessere. Lavorare sulla tutela e sulla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio. Per vincere le sfide dell’economia globale, abbiamo sempre più bisogno di cittadini informati e consapevoli, non di consumatori. E la palestra della cittadinanza è la cultura”.

 

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