Parma si prepara ad essere Capitale Italiana della Cultura 2020. Per l’occasione, il Ministero per i Beni culturali ha approvato, con un decreto ministeriale del 14 ottobre 2019, il programma degli interventi volti a sostenere iniziative per la valorizzazione del suo patrimonio culturale. 

I finanziamenti contenuti nel decreto ammontano a 3 milioni di euro e sono stati orientati verso due interventi: restauro, consolidamento e valorizzazione del complesso monumentale della Pilotta e restauro e consolidamento della Chiesa di San Giovanni Evangelista. Per la prima tipologia di interventi il Mibact ha deciso di stanziare 2 milioni di euro mentre il rimanente milione di euro sarà rivolto al secondo intervento.

LE RISORSE FINANZIARIE E LA SCELTA DEGLI INTERVENTI

Le risorse sono state stanziate dalla Legge di bilancio, per l’anno 2019, sul capitolo 7691 dello stato di previsione della spesa del Ministero. Il capitolo fa riferimento alla “Valorizzazione del patrimonio culturale della città di Parma designata capitale italiana della cultura 2020”.

A seguito della disposizione finanziaria, il Segretario generale del Mibact aveva invitato, con nota del 2 agosto 2019, il Segretario regionale dell’Emilia Romagna ad attivarsi per realizzare le “necessarie attività di coordinamento delle proposte degli Uffici” del Mibact. Con nota dell’8 agosto, il Segretario regionale aveva proposto un programma di interventi che aveva ricevuto il parere favorevole del Ministero.

PARMA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

Parma è stata proclamata Capitale italiana della Cultura per il 2020 il 16 febbraio 2018. La proclamazione era arrivata nel corso di una cerimonia presso il Mibact, alla presenza dell’allora ministro Dario Franceschini e dei sindaci delle città che si contendevano il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020. 

Parma è la quarta capitale italiana della Cultura (saltando Matera che quest’anno è stata “capitale europea” della cultura) e segue Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017 e Palermo nel 2018.

Le 31 città inizialmente in corsa per l’ambito riconoscimento erano Agrigento, Bellano, Benevento, Bitonto, Casale Monferrato, Ceglie Messapica, Cuneo, Fasano, Foligno, Gallipoli, Lanciano, Macerata, Merano, Messina, Montepulciano, Noto, Nuoro, Oristano, Parma, Piacenza, Pietrasanta, Pieve di Cadore, Prato, Ragusa, Ravello, Reggio Emilia, Scandiano, Telese Terme, Teramo, Treviso e Vibo Valentia.

L’iniziativa di selezionare ogni anno la “Capitale italiana della cultura” è stata introdotta con la legge Art Bonus (decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83 convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106) e mira a “sostenere, incoraggiare e valorizzare l‘autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”.

 

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