Ancora un nulla di fatto in commissione Cultura al Senato sul via libera per l’Aula ai disegni di legge riguardanti la promozione della lettura e l’accesso aperto all’informazione scientifica. Anche oggi la 7a non ha concluso i lavori sui due provvedimenti che restano bloccati in attesa di un chiarimento all’interno della maggioranza.

Il ddl sull’Open Access, fortemente voluto dal M5S, è stato approvato lo scorso 13 marzo dalla Camera. Da prima dell’estate è fermo in commissione a Palazzo Madama a causa di divergenze tra i Cinquestelle e i partner di governo, vecchi e nuovi. Se fino ad agosto, infatti, è stata la Lega a frenare il provvedimento, adesso è il Pd a mettersi di traverso. Al disegno di legge, di cui è relatrice Danila De Lucia (M5S), i dem hanno presentato un paio di emendamenti riguardanti la tutela delle pubblicazioni scientifiche che, al momento, non sono intenzionati a ritirare.

La “vendetta” dei pentastellati ha finito così per tirare in ballo il ddl lettura, approvato a Montecitorio lo scorso luglio e di cui è prima firmataria la deputata Flavia Piccoli Nardelli (Pd). Al provvedimento, di cui è relatore il dem Francesco Verducci, sono stati presentati dieci emendamenti e due sono della senatrice M5S Tiziana Drago. Anche in questo caso nessun passo indietro da parte dei Cinque Stelle: ad oggi niente ritiro delle due proposte di modifica.

La motivazione del perché neppure nella seduta odierna la 7a abbia votato gli emendamenti al ddl lettura è la mancanza del parere della commissione Bilancio, impegnata con il Dl sul riordino dei ministeri e con la Manovra 2020. Il fatto che il presidente della 5a sia il pentastellato Daniele Pesco, però, potrebbe portare a un rallentamento da parte della commissione Bilancio per il via libera all’agognato parere.

In attesa che M5S e Pd arrivino a un accordo che permetta il superamento del duplice stallo, sui lavori del Senato incombe l’imminente sessione di Bilancio. La commissione Cultura ha già avanzato la richiesta di deroga per poter lavorare sia sul ddl lettura che sul ddl Open Access, mentre Palazzo Madama è alle prese con la Manovra. Spetterà alla Conferenza dei capigruppo decidere se concedere la deroga alla 7a. Un ok che, secondo il Regolamento, deve arrivare all’unanimità.

Domani alle 13 in calendario è prevista una nuova seduta della commissione Cultura con all’ordine del giorno il ddl lettura. Tutto lascia prevedere che M5S e Pd resteranno ancora arroccati sulle proprie posizioni e rinvieranno il tema alla prossima settimana. Poi, una volta ottenuta la deroga dalla capigruppo, avranno più tempo per sbloccare l’impasse in cui sono caduti i due provvedimenti.

Le difficoltà di pentastellati e dem non sono passate inosservate alle forze di opposizione. “Stiamo assistendo a una situazione imbarazzante, con M5S e Pd che da settimane in commissione non riescono a portare avanti dei loro provvedimenti - commenta con AgCult il senatore Andrea Cangini, responsabile Cultura di Forza Italia -. La maggioranza non trova la quadra su nulla, grande o piccola che sia la questione da approvare”. 
 

 

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