Il mondo della politica si stringe attorno alla libreria La Pecora Elettrica di Roma, nel quartiere Centocelle, vittima nella notte di un attentato incendiario. Il locale era già stato messo a fuoco nella notte tra il 24 e il 25 aprile e avrebbe dovuto riaprire domani. Solidarietà è stata espressa dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che ha parlato di “una violenza criminale contro la libertà d’impresa e la cultura”, e dalle sottosegretarie Lorenza Bonaccorsi (“Non la faranno franca. Pronti ad aiutare la Pecora Elettrica ad aprire i suoi spazi”) e Anna Laura Orrico (“A quella comunità dico di andare avanti e di resistere, a loro va tutta la mia solidarietà”). 

Vicinanza è stata espressa anche dalle massime cariche della Capitale, con Virginia Raggi (“Vicina ai proprietari, si faccia subito chiarezza”) e il vicesindaco Luca Bergamo (“Non c’è dubbio che la presenza della libreria, un presidio culturale fondamentale del quartiere di Centocelle, dia fastidio a qualcuno”). Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha assicurato che “se c’è bisogno la Regione darà una mano. Faremo tutto quello che possiamo fare. Lo faremo senza ombra di dubbio”.

Manifestazioni di solidarietà anche dalle diverse forze politiche. Vito (FI) ha parlato di “delitto orrendo”, Rosato (IV) ha sottolineato che “anche un locale può trasformarsi in un presidio di sicurezza in alcune periferie delle nostre città”, mentre dal Movimento 5 Stelle si chiede di “fare subito chiarezza su un gesto gravissimo”; De Petris (LeU) parla di un “atto vile molto grave”, Roberto rampi (Pd) sottolinea che “la cultura spaventa chi odia”. 
 

 

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