“La mozione di Fratelli d’Italia è un atto generoso ed encomiabile ma inutile. Sull’ Antico Caffè Greco già esiste un vincolo dal 1953 ed è sugli arredi interni. Poi c’è un secondo vincolo sulla storicità dell’attività. L’Ospedale Israelitico, unico legittimo proprietario del locale e degli arredi dell’Antico Caffè Greco, ha già detto che il Caffè non chiuderà ma cambierà solo gestione. Chi lo prenderà non potrà far altro che il caffè con quegli arredi intoccabili. Punto. In ogni caso c’è il Mibact che si occupa della tutela. E il Mibact non si intromette in trattative private, cosa che a quanto pare fanno altri e in modo assolutamente illegittimo. La proprietà privata è sacra. Il Caffè Greco continuerà ad esistere. Non viviamo in un paese comunista. Se ne facciano tutti una ragione. Entro Gennaio si chiuderà questa grottesca vicenda”. Lo dichiara il senatore Francesco Giro (FI). 

In precedenza il consigliere di Roma Capitale Francesco Figliomeni (Fdi) aveva spiegato in un’intervista a Spraynews che nella mozione “chiediamo al Sindaco e alla Giunta il vincolo del bene culturale alla Soprintendenza facente capo al Mibact affinché l’Antico Caffè Greco non venga commercializzato con altri marchi che non hanno nulla a che vedere con la storia. Se la mozione non venisse accolta bisogna che se ne facciano carico anche le altre istituzioni. Noi da parte nostra continueremo la nostra richiesta per fare in modo che la questione non cada nel dimenticatoio, che lo sfratto venga poi di fatto eseguito anziché scongiurato. Il Caffè Greco è un patrimonio immateriale della Città di Roma Capitale e deve essere garantito”. 

 

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