Dall’8 novembre 2019 fino al 24 gennaio 2020, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – ICCD in via di San Michele 18 a Roma, sarà aperta al pubblico la mostra fotografica dal titolo: Archivio Bellosguardo. Fotografie di famiglia e produzione contemporanea. 

Archivio Bellosguardo è un progetto pilota ideato dal fotografo Alessandro Imbriaco con la collaborazione scientifica dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, il coordinamento dell’Associazione Rehub Alburni e il patrocinio del Comune di Bellosguardo che nasce con l’obiettivo di costituire un archivio fotografico del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano che oltre a conservare la memoria e l’identità di quei luoghi, possa essere anche strumento di promozione e sviluppo territoriale. 

L’inaugurazione avrà luogo domani alle 17:30 alla presenza dell’ideatore del progetto Alessandro Imbriaco, del Direttore dell’ICCD Carlo Birrozzi e della responsabile per la Fotografia Contemporanea dell’ICCD Francesca Fabiani. Saranno inoltre presenti il sindaco e i cittadini di Bellosguardo e di altri paesi limitrofi all’area di sperimentazione e intervento. 

IMBRIACO

“Archivio Bellosguardo è un progetto fatto con le fotografie: quelle delle famiglie di Bellosguardo che gli abitanti del paese ci hanno portato in questi mesi di raccolta e digitalizzazione e quelle di 5 autori che hanno raccontato il luogo attraverso il loro sguardo. Abbiamo sperimentato un metodo di lavoro da esportare in altri posti per strutturare archivi di famiglia in parallelo a un sistema di residenze artistiche in grado di curare questi archivi e di arricchirli tramite la produzione di nuove campagne fotografiche”, ha commentato l’ideatore del progetto Alessandro Imbriaco. 

BIRROZZI

“La felice intuizione di Giovanni Gargiolli che a fine Ottocento parte con la macchina fotografica per documentare monumenti e paesaggi ci consente di godere, oggi, di una grande quantità di immagini di grande qualità che rappresenta con dovizia di particolari il diffuso patrimonio culturale italiano. Altrettanto felicemente, quando della fotografia si è colta la serie di potenzialità che va oltre la sola documentazione, il Gabinetto Fotografico Nazionale e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione hanno avuto la lungimiranza di aprire le collezioni anche alle opere di autori affermati e alla documentazione della vita quotidiana, alla storia della società e delle persone contenute negli album dei collezionisti e degli studi fotografici che sono entrati a far parte della collezione dello Stato”, ha dichiarato Carlo Birrozzi, Direttore ICCD. 

“Ci piace pensare che in ICCD ci sia tutto: monumenti e fatti, luoghi e persone. Potremmo raccontare attraverso le immagini l’Italia e gli italiani sotto molti punti di vista. Mi pare che con questo spirito ci siamo avvicinati alla richiesta di progettare l’archivio fotografico di una comunità, documentando cose, paesaggi, storia e storie e mettendo a disposizione il consolidato know how dell’Istituto in tema di gestione, archiviazione, inventariazione, digitalizzazione, conservazione e valorizzazione della fotografia, sia storica che contemporanea. Attraverso la fotografia conserviamo la memoria del paese a tutto tondo, un lungo e appassionante piano sequenza in cui entrano cose, fatti, famiglie, feste ed eventi. Attraverso la fotografia si prende atto della bellezza del proprio Paese, la si documenta e la si tramanda. L’artista, poi, offre la possibilità di uno sguardo più profondo, parziale forse, ma che si rinnova continuamente offrendo all’osservatore dettagli e significati sempre diversi.”

LA MOSTRA

La mostra è divisa in due sezioni: Fotografie di famiglia, a cura di Benedetta Cestelli Guidi con Martina Alessandrini  propone una selezione degli originali messi a disposizione dai cittadini, affiancata da una videoproiezione realizzata da Alessandro Imbriaco e la sezione Produzione contemporanea, a cura di Francesca Fabiani che restituisce il risultato delle campagne fotografiche condotte sul territorio dai 5 fotografi emergenti ospitati in residenza: Alessandro Coco, Valerio Morreale, Nunzia Pallante, Mattia Panunzio e Sarah Wiedmann. 

Gli originali delle fotografie di famiglia e le immagini delle campagne contemporanee si pongono come strumento di comprensione della società e del contesto architettonico e naturalistico per ripercorrere pratiche e abitudini della popolazione nel corso di oltre un secolo e di tracciare la mutata conformazione del territorio. La fotografia è stata eletta linguaggio preferenziale di questa narrazione. 

La mostra offre uno spaccato inedito del paese di Bellosguardo (comune di 800 abitanti nella Provincia di Salerno), teso a valorizzare l’identità di un territorio di estremo interesse non solo dal punto di vista naturalistico ma anche per le dinamiche sociali interne: dal fenomeno dell’emigrazione degli anni passati, al progressivo spopolamento attuale, cui fa da contraltare la presenza del turismo nei soli mesi estivi. Sottraendo le fotografie delle famiglie alla dispersione e all’oblio, si è riconosciuta loro la valenza storica e documentaristica all’interno di una zona oggetto di notevoli cambiamenti, mentre lo sguardo sul territorio dei cinque giovani fotografi invitati, ha offerto punti di vista inediti attraverso un linguaggio fotografico aggiornato. 

La mostra (presentata in anteprima a Bellosguardo lo scorso agosto, nell’ambito del festival Rural Dimensions, riscuotendo largo consenso e interesse dalle comunità locali e non solo), è frutto della prima tappa del progetto, da intendersi come primo passo di un’operazione più ampia che prevede la replica dell’esperienza anche in altri paesi del Parco Nazionale che condividono fenomeni e peculiarità simili e i cui patrimoni sommersi e preziosi vanno pertanto salvaguardati e valorizzati.

L’ICCD, istituzione pubblica di riferimento per la fotografia con particolare attenzione alle dinamiche del territorio, ha sostenuto il progetto operando fattivamente nel luogo, interagendo con la popolazione, prestando il suo consolidato know how per l’attività di digitalizzazione e archiviazione e svolgendo un ruolo di collettore tra i promotori, i fotografi e i partner istituzionali. Inoltre, una selezione di immagini delle campagne fotografiche entrerà a far parte delle collezioni di fotografia contemporanea dell’ICCD. L’ingresso, gratuito, sarà consentito dal lunedì al venerdì dalle 10:00 – 18:00, festivi esclusi. 

L’ICCD

L'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) è un istituto del Ministero per i beni le attività culturali e il Turismo (afferente alla Direzione generale Educazione e Ricerca). Tre sono gli ambiti di competenza: la catalogazione, la fotografia e la formazione. La sua storia inizia a fine ‘800 con l’istituzione del Gabinetto fotografico, nato per documentare il paesaggio e i beni culturali. Grazie a questa attività e all’acquisizione di importanti collezioni (unica nel suo genere è la raccolta di fotografia aerea), l’Istituto vanta oggi una delle più consistenti collezioni di fotografia storica a livello nazionale con alcuni milioni di fototipi che vanno dal 1840 a oggi. La Fototeca, l’Aerofototeca, il Laboratorio Fotografico e quello di Restauro, il museo degli strumenti fotografici, le sale espositive, le aule didattiche, lo spazio convegni e una biblioteca specializzata sono i perni attorno cui ruota l’attività di promozione, studio e valorizzazione della fotografia. Oltre a gestire, conservare, digitalizzare, rendere fruibile e valorizzare le proprie collezioni storiche attraverso ricerche, mostre e pubblicazioni, l’ICCD promuove progetti di committenza, di formazione, residenze per artisti e progetti sul territorio per incrementare il patrimonio, esportare il proprio know how e contribuire al dibattito, più che mai attuale, su significato, usi e lettura delle raccolte fotografiche nella contemporaneità.

 

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