“La Conferenza nazionale Aici è diventata un appuntamento importante per fare il punto sulla situazione degli istituti di cultura nel paese e più in generale per una riflessione sul ruolo centrale che può avere la cultura per stimolare una riflessione sulle prospettive del nostro paese all’interno delle trasformazioni che stiamo vivendo”. Lo ha sottolineato la vicepresidente della regione Toscana, Monica Barni, nel corso del suo intervento a Firenze all’assemblea dell’Aici.

“Per la Toscana la cultura ha avuto sempre un ruolo centrale e strategico, e di questa cultura fanno parte gli istituti culturali, rappresentano un patrimonio di grande valore; solo in Toscana sono più di 40 le istituzioni culturali che la Regione sostiene ogni anno e rappresentano una ricchezza diffusa nel territorio. Un patrimonio che il contesto di cambiamento che stiamo vivendo chiama a nuovi compiti: le trasformazioni sociali, geopolitiche ed economiche che hanno accentuato anche nel nostro paese le disuguaglianze sono infatti i grandi temi sui quali siamo chiamati a confrontarci”.

“Questo confronto - prosegue la Barni - richiede una riflessione profonda sul ruolo del nostro paese e dei territori che lo compongono nel contesto di queste trasformazioni e sul ruolo che la cultura ha per la società attraverso la diffusione dei valori che veicola. La consuetudine costante con i prodotti culturali ci aiuta a migliorare la nostra capacità di valutazione, ci obbliga a metterci in gioco in prima persona, favorendo il pensiero critico e sviluppando la resistenza alle discriminazioni e al pregiudizio promuovendo la partecipazione attiva, insomma ci aiuta davvero a essere membri della società”.

“Abbiamo allora bisogno di istituzioni culturali come laboratori delle nuove relazioni sociali, capaci di arricchire il proprio patrimonio materiale con il rapporto immateriale delle persone del territorio. Occorre quindi che le istituzioni culturali si aprano sempre di più al territorio e dialoghino con le istituzioni locali”.

 

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