Le guide italiane, e in particolare quelle romane, rivendicano uno spazio autonomo anche in ambito internazionale nell’attività di autopromozione e di offerta di visite guidate come prodotto a sé stante che invece sono vendute da tutti gli altri soggetti che fanno turismo in qualsiasi forma. Di ritorno dalla World Tourism Market, una delle più importanti fiere del turismo al mondo, tenutasi a Londra dal 4 al 6 Novembre, l’Associazione Guide Turistiche Abilitate Roma (AGTAR) fa qualche considerazione sulla fiera londinese dove, per il secondo anno consecutivo, è stata presente come co-espositore di Roma Capitale.

“La prima cosa che salta agli occhi, purtroppo, è l’assenza delle guide e dei ‘tour’ come prodotto a sé stante”, nota Isabella Ruggiero, presidente di AGTAR, che aggiunge: “Le fiere - tutte, non solo questa di Londra, lo abbiamo sperimentato a Milano, Rimini e in altre sedi - sono ancora basate sulla organizzazione tradizionale di agenzie, tour operator, hotels, vettori, ecc. Non è previsto che qualcuno si occupi di visite guidate, non è contemplata neanche come categoria. È una “sottospecie” venduta da tutti quelli che fanno turismo in qualsiasi forma. Eppure sappiamo quanto può influire una guida, positivamente o negativamente, sull’esperienza totale del viaggio e su quelli futuri: una brava guida può far venire voglia di tornare in una città per scoprire itinerari “minori” rimasti ignoti la prima volta, può spingere a fare il viaggio successivo in un’altra regione italiana di cui sa tessere le meraviglie, può “fidelizzare” il turista”.

La conseguenza “è che tutti si occupano di organizzare tour tranne quelli che hanno il know-how acquisito sul campo. Il turismo è cambiato, in città come Roma per visitare i siti servirebbe un training apposito solo per cavarsela tra biglietti e altri problemi pratici, organizzare bene i tour è un lavoro che richiede preparazione ed esperienza sul campo, è necessario che anche le fiere riflettano ormai questi cambiamenti”.

Perché alla WTM? “Nonostante AGTAR non sia un ente commerciale né un’agenzia né un tour operator, riteniamo fondamentale esserci. Innanzitutto per rappresentare le guide di Roma: pubblicizziamo le guide nostre associate come eccellenza per chi vuole dare il meglio ai propri clienti. Spieghiamo perché prendere una guida locale abilitata; e AGTAR garantisce l’alto livello dei suoi associati. Inoltre, la WTM è un’occasione unica per scambiare esperienze con persone di tutti i paesi del mondo e tenersi aggiornati  sulle nuove tendenze e sul futuro del nostro lavoro. Non a caso l’hashtag della fiera quest’anno era #IdeasArriveHere. AGTAR partecipa ai workshops, seminari e agli eventi per poi tornare a Roma con i resoconti da condividere con i Soci”.

Qual è il ruolo dell’Italia all’estero in ambito turistico? “Quello che lascia di più l’amaro in bocca è l’assenza quasi totale di speakers italiani ai workshop e seminari e dell’Italia in generale da questi incontri. A fronte del ruolo enorme rivestito dall’Italia nel mondo del turismo grazie ai beni culturali, naturalistici ed eno-gastronomici che abbiamo, in questi eventi il nostro paese rimane ai margini, da anni. E mentre gli altri paesi fanno rete e lavorano attivamente con azioni pratiche su overtourism, smart cities, sostenibilità, e mentre discutono in maniera costruttiva su come “usare” o “neutralizzare” la stampa al fine di indirizzare i flussi turistici e attirare i visitatori, Italia e Roma rimangono assenti dai tavoli di discussione e dai meeting. Non possiamo continuare a vivere sul passato. Ci sono tante persone nel nostro settore con la voglia e la capacità di lavorare guardando avanti e pronte a collaborare”.

 

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