“Riteniamo che Aquileia abbia una peculiarità e un messaggio particolarmente ricco, originale e interessante, che abbiamo deciso di portarlo nel cuore della romanità: all’Ara Pacis, a un passo dal Mausoleo di Augusto, per cercare idealmente di raffrontare le due romanità di Roma e di Aquileia, quarta città romana dell’Impero”. Così l’Ambasciatore Antonio Zanardi Landi, Presidente della Fondazione Aquileia, ha presentato la mostra “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente” in esposizione fino al 1 dicembre al Museo dell’Ara Pacis.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata dalla Fondazione Aquileia e con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, la mostra ripercorre le numerose “trasformazioni” della città nei suoi momenti più significativi: l’antica città romana, l’Aquileia bizantina e medioevale e il Patriarcato, sino a giungere al periodo asburgico e infine gli anni della Prima Guerra Mondiale e il successivo dopoguerra. 

Il ruolo che Aquileia ha svolto per due millenni ha avuto un significato non solo militare, politico ed economico, ma anche culturale e ideale nel bacino del Mediterraneo e nel rapporto tra Oriente e Occidente. Una caratteristica che diviene obiettivo primario “Aquileia 2200”. 

Una mostra composita con una decina di opere che provengono dal Museo Archeologico Nazionale di Aquilea, tra cui l’iconica “testa di Vento” bronzea, la testa di vecchio e due eccezionali mosaici, una pregiata collezione di ambre (Aquileia era il terminale più a nord del Mediterraneo della via dell’Ambra), 23 calchi di reperti aquileiesi realizzati nel 1937 per la mostra Augustea della Romanità (dove Aquileia era la città più rappresentata, insieme ad Ostia e Pompei) provenienti dal Museo della Civiltà Romana, un bassorilievo in pietra calcarea dei IV secolo raffigurante l’abbraccio tra Pietro e Paolo,  43 fotografie dell’antica colonia romana del Maestro friulano Elio Ciol, dei prodotti multimediali e un estratto del film “Le tre Vite di Aquileia” nato dalla collaborazione dell’Istituto Luce e Sky Arte, presto in programmazione sull’emittente dedicata all’approfondimento in tema di arte.  Il percorso espositivo si chiude con un filmato dell’istituto Luce sulla vicenda del Milite Ignoto che proprio nella Basilica di Aquileia, nel 1921, venne scelto tra altri dieci soldati ignoti caduti nella prima guerra mondiale: il tricolore che avvolse il feretro viene esposto qui per la prima volta. 

“Roma è aperta verso i Balcani, verso l’Oriente ma anche verso il Sud e verso il Nord. E’ una delle qualità di questa città, anche se a volte la paura del futuro che regna in questo nostro tempo, spinge le persone a chiudersi. Noi facciamo con la nostra programmazione culturale un lavoro costante verso questa dimensione. Chiunque cammina sulle strade di Roma e ne rispetta i codici è romano, cosi dicevano i nostri antenati e forse sarebbe bene che noi continuassimo a fare così.” A margine della conferenza stampa, il Vicesindaco con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo ha commentato con AgCult l’apertura della mostra “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e verso l’Oriente”, ripercorrendo la lunga storia che lega le due città rappresentata nel percorso espositivo: dalla proiezione della Roma Augustea verso i Balcani fino al momento in cui è stato scelto il corpo da interrare nel Monumento al Milite Ignoto. 

 

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