“Spesso e volentieri la politica non ha fatto le domande giuste all’architettura, probabilmente non l’ha neppure interrogata su come determinati interventi dovessero essere fatti. Ecco perché poi ci sono territori fragili dove penso esista una domanda sociale di architettura”. Lo ha sottolineato la sottosegretaria al Mibact, Anna Laura Orrico, intervenendo al convegno per il ventennale di Inarch Istituto Nazionale di Architettura.

“Nei nostri territori – spiega - esiste un ‘non finito’, un’architettura lasciata lì proprio perché non sono state poste le domande corrette. Ma è proprio lì che l’architettura può e deve intervenire e la politica si deve dotare degli architetti, della loro visione, della loro capacità di essere creativi e innovativi. Spazi non finiti possono infatti essere rigenerati, diventare startup e luoghi dove i talenti del campo della cultura possono incontrarsi”.

“Abbiamo bisogno di un’architettura in grado di valorizzare il paesaggio e ridurre il consumo del suolo: è sempre più prioritario ridisegnare il territorio in termini di rigenerazione urbana, di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio esistente”, ha concluso la sottosegretaria.

 

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