Migliaia di visitatori e 200 eventi in quattro giorni, 160 espositori da tutta Italia e dalla Corsica, più di diecimila libri negli stand degli editori e una Babele di lingue e letterature alla diciassettesima edizione del Pisa Book Festival, che ha avuto come ‘Paese’ ospite l’Europa e che oggi pomeriggio chiuderà con un bilancio finale ancora una volta dal segno positivo.

Una edizione che ha incuriosito il pubblico e ottenuto l’attenzione dei media per l’attualità e l’importanza dei temi affrontati e presentati in focus, speciali e incontri con gli autori. Oltre a una grande partecipazione alle conversazioni con i grandi nomi della scena nazionale – da Sandro Veronesi a Marco Malvaldi e Marco Vichi, da Lina Bolzoni a Franco Cardini e Giulietto Chiesa, da Benedetta Tobagi a Emanuele Trevi e Sebastiano Mondadori – si registra il forte interesse dei visitatori agli eventi speciali: l’anniversario della Caduta del Muro di Berlino (incontri con gli scrittori dell’Est Europa), gli omaggi a Dario Fo e Franca Rame, a Napoleone Bonaparte, alla nuova traduzione del Diario di Anna Frank e alla monumentale biografia di Oscar Wilde.

Il salone degli editori indipendenti, il più grande della Toscana e il terzo per importanza in Italia nel campo dell’editoria, fedele alla missione di promuovere la cultura del libro, quest’anno ha sposato la causa in difesa dell’ambiente e ha iniziato un percorso verso il “plastic free”. L’ambiente e la sua difesa sono stati anche il motivo conduttore della speciale rubrica Scienza e Natura che quest’anno ha visto come ospite d’onore il padre comboniano Corrado Dalmonego, di recente al fianco di Papa Francesco al sinodo sull’Amazzonia e autore dedicato al Polmone Verde della Terra. Per quattro giorni la città di Pisa è stata l’epicentro della cultura letteraria europea promuovendo l’idea di un continente senza muri né barriere e unito da radici comuni. Come sempre si è registrata la presenza di migliaia di studenti di ogni età, dai più piccoli ai quali sono riservati laboratori e un grande spazio con le case editrici per bambini, ai più grandi, coinvolti in progetti di lettura nelle scuole e in incontri con gli autori.

Molto soddisfatti anche gli editori espositori per i quali il salone pisano rappresenta una importante occasione per far conoscere al pubblico e ai media autori e libri in catalogo, ampliare relazioni e avere una vetrina di visibilità. È questo, difatti, il ‘mandato’ del Pisa Book Festival che assieme alla lettura vuole promuovere il lavoro gravoso e complesso delle case editrici indipendenti, sovrastate dai colossi.

Lucia Della Porta, fondatrice e direttrice del salone degli editori indipendenti, dà appuntamento a editori e lettori all’anno prossimo, novembre 2020, per una diciottesima edizione rivoluzionaria ma ancora top secret: “Obiettivo raggiunto anche quest’anno. Siamo felici in primo luogo per il grande parterre di editori, fra conferme e nuovi acquisti. Il nostro salone si connota per l’alta qualità degli espositori e del loro importante lavoro di ricerca e di cura in titoli, contenuti e cataloghi. Grazie alla loro presenza e a un imponente lavoro di squadra, il Pisa Book Festival è un fiore all’occhiello nel panorama dell’industria culturale italiana. Dal nostro salone lanciamo come ogni anno un appello alle istituzioni del nostro Paese perché la piccola e media editoria possano essere sostenute e valorizzate”. “Come sempre anche quest’anno e forse più del solito, il pubblico di Pisa ha premiato il lavoro di noi organizzatori e dei curatori nel creare un programma grazie al quale il festival è cresciuto e riesce a far sognare il pubblico”.

 

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