L'ambasciatore tedesco Viktor Elbling con il direttore degli Uffizi Eike Schmidt (foto Twitter)

“Rome Museum Exhibition è una manifestazione che mancava, la Germania non ha partecipato lo scorso anno ma adesso è veramente molto utile parteciparvi, anche per il mio paese”. Lo ha dichiarato Barbara Ischinger - Professore Associato di Scienze Umane all’università di Colonia e membro del Consiglio di amministrazione della goettingen University e del Liberal Arts College presso l’Università di Friburgo - anticipando ad AgCult quelli che saranno i contenuti del panel “La scena culturale tedesca: passato e presente”, che si terrà nell’ambito della II edizione di Rome Museum Exhibition, la manifestazione sui musei, sui luoghi e le destinazioni culturali che si terrà alla Fiera di Roma dal 27 al 29 novembre. Il panel, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Germania in Italia, sarà dedicato alla scena culturale tedesca e ai cambiamenti che l’hanno attraversata negli anni.

“Nel corso dell’incontro - ha spiegato Ischinger, che modererà il panel - interverranno quattro-cinque esperti: alcuni provenienti dai musei, poi ci sarà un esperto di collezioni private e anche un’esperta che tratta i soggetti del pubblico e il museo. L’obiettivo è infatti avere una rappresentanza che sia la più diversa possibile. Siamo molto felici di partecipare all’evento, i tedeschi amano Roma e l’Italia e lo stesso ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling – che ha studiato storia dell’arte – si è detto molto interessato a questo panel e ci ha annunciato che parteciperà”. 

Il talk, che si terrà il 28 novembre dalle 10,30 alle 11,30, sarà introdotto dall’ambasciatore Elbling, che offrirà una panoramica sui principali attori e fattori culturali tedeschi. Ad intervenire e a raccontare la scena culturale tedesca saranno: Volker Mosbrugger, Direttore del Senckenberg Society for Nature Research di Francoforte, Sabine Schormann, CEO di Documenta, tra le tre biennali più prestigiose al mondo, Maike Weisspflug, teorica politica e ricercatrice al Museum für Naturkunde di Berlino e Ulrich Seibert, collezionista d’arte berlinese. 

 

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