È stata presentata presso il ministero dei Beni culturali l’XI edizione del Gran Premio Internazionale del Doppiaggio, il riconoscimento che dal 2007 si propone di promuovere il doppiaggio come eccellenza della produzione culturale italiana grazie al contributo del Mibact e la partnership di importanti collaboratori istituzionali quali il Nuovo Imaie e Siae. Presenti, fra gli altri, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, l'organizzatore del Premio Filippo Cellini, la conduttrice e giornalista Monica Marangoni, che presenterà il Premio il 21 novembre, Roberto Di Giovan Paolo, coordinatore del Rapporto sul Doppiaggio, ed Elisa Pinci, dell’Università degli studi internazionali Unint di Roma. Durante la presentazione sono state annunciate ufficialmente le nomination delle personalità e dei film in corsa per la premiazione del Gran Gala delle voci, che si terrà a Roma all’Auditorium Parco della Musica. 

CELLINI

“Obiettivo del Premio – ha sottolineato Cellini - è tutelare la qualità di questo settore. L’avvento delle piattaforme digitali ha infatti comportato un aumento incredibile dei prodotti, si è creata un’enorme domanda di doppiaggio dando la possibilità al pubblico di scegliere se vedere un film o una serie in lingua originale o doppiata. Ma questa grande domanda rischia di ricadere sulla qualità, e il nostro impegno passa da una domanda: siamo in grado di poter garantire questo livello di qualità? Per questo, la nostra idea è di lavorare su un bollino di qualità, vogliamo che venga stabilito nel più breve tempo possibile uno standard di qualità. Per questo lanceremo una campagna social per il ‘doppiaggio dop’. Quello del doppiaggio è infatti un lavoro artigianale fatto da straordinari artigiani, oggi sta diventando un’industria e questo passaggio non è semplice. Se infatti la qualità scende, il pubblico si allontanerà da questo settore”. 

FRANCESCHINI

“Il doppiaggio è da noi radicato da molti decenni, ha aiutato la diffusione della lingua italiana di qualità”, ha ricordato Franceschini. “Capisco che la crescita quantitativa possa portare a una perdita di qualità, anche un orecchio non attento si accorge di quando i doppiaggi sono fatti in fretta. Quindi, oltre al sostegno che già abbiamo deciso di dare al Premio, si può condividere l’idea di fare un tavolo, di avere un luogo in cui capire che problemi possiamo affrontare senza norme di legge e problemi che possiamo affrontare con norme di legge. Mi piacerebbe anche che potessimo sostenervi, perché la difesa della qualità passa come sempre dalla formazione. Le scuole che si occupano di formazione di doppiatori sono molte, private, alcune di qualità altre meno, mentre il riconoscimento dell’importanza della figura e del settore comporta che ci sia qualche cosa di riconosciuto anche formalmente dallo Stato: o attraverso il Centro sperimentale di Cinematografia o comunque altre cose da concordare con il Miur”, ha concluso il titolare del Collegio Romano. 

RAPPORTO SUL DOPPIAGGIO

L’incontro è stato inoltre l’occasione per presentare “Il Rapporto sul Doppiaggio”, la prima ricerca sullo stato dell’arte di questo settore con lo scopo di fotografare valori e criticità che riguardano il lavoro di centinaia di professionalità artistiche e tecniche. Insieme al Rapporto è stato dato il via alla campagna #doppiaggiodop, una chiamata rivolta agli operatori dell’audiovisivo per avviare una riflessione congiunta sulla tutela della qualità e raccogliere così la richiesta che viene dal grande pubblico. 

I dati raccolti hanno fatto emergere in modo chiaro le maggiori criticità che da alcuni anni affliggono questo ambiente artistico. Le ristrette tempistiche di lavorazione, unite alla contrazione delle risorse di budget stanziate per la distribuzione dell’audiovisivo, hanno determinato negli ultimi tempi non solo un abbassamento della qualità del prodotto lavorato, ma anche un appiattimento delle professionalità. Appare infatti chiaro come sia proprio la scarsa qualità, evidente in particolar modo nei prodotti audiovisivi “di massa” della grande distribuzione, a rappresentare l’aspetto problematico più rilevante nell’attuale panorama del settore. Lo scarso livello qualitativo di molti prodotti audiovisivi è un fattore percepito non soltanto dagli spettatori, ma anche e soprattutto dagli addetti ai lavori. 

 

Articoli correlati