Una segreteria di “facilitatori” che faranno da tramite tra le istanze locali, quelle intermedie e quelle nazionali; una squadra di 12 persone a cui sarà affidata un’area tematica - dall’ambiente alla giustizia, dagli esteri all’economia - per progettare, organizzare il futuro del Movimento 5 Stelle nei prossimi 10 e 20 anni. Questo l’obiettivo del “Team del Futuro”, il nuovo gruppo nazionale del Movimento presentato negli scorsi mesi deal leader del Movimento, Luigi Di Maio. Una delle 12 aree tematiche sarà dedicata alla Cultura, Ricerca e Istruzione e annovererà nella sua struttura alcuni componenti della commissione Cultura della Camera. 

A presentare la squadra, il progetto e la metodologia di lavoro a Montecitorio è stato il deputato Alessandro Melicchio, candidato come facilitatore, alla presenza del presidente della commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo, del sociologo Domenico De Masi, dell’esperta di progettazione partecipata, Francesca Scafuto e di Nicola Grasso, esperto di Diritto dei Beni culturali. 

Il compito del team, ha spiegato Melicchio, “è facilitare una realizzazione concreta di idee e progetti strutturati che vengono dagli iscritti e non solo, mettere in rete le istituzioni (comuni, regioni, ministeri), il mondo della cultura e della ricerca, le aziende e i cittadini”. La squadra sarà composta da un facilitatore, più tre portavoce (nazionale, regionale e comunale) e altri cinque esperti: “Una squadra di alto livello”, ha commentato il deputato pentastellato.  

“Considero estremamente intelligente aver pensato a un metodo che raccolga le istanze culturali che vengono dal basso: manca infatti in Italia un osservatorio che ci dica momento per momento come si muove la cultura”, ha sottolineato De Masi. “La questione cultura è molto complessa, è difficile anche fare una previsione su come evolverà”. 

"Abbiamo deciso di dare una scossa al Movimento 5 Stelle con la presentazione e il lancio del nostro Team del Futuro su Cultura, Istruzione e Ricerca”, ha dichiarato Gallo. “In questa squadra, di cui Alessandro Melicchio, deputato di Commissione Cultura, è il facilitatore, c’è tanto entusiasmo e la giusta competenza per dar vita ad una rigenerazione del Movimento 5 Stelle riaccendendo la rivoluzione culturale avviata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Noi dobbiamo riprendere il filo di quella rivoluzione culturale che abbiamo avviato e che ci ha portato al governo del paese con il voto di 11 milioni di cittadini”. 

“Il mio desiderio di impegnarmi in questo team – ha proseguito il presidente della VII commissione - nasce dalla consapevolezza che io stesso rappresento uno snodo e una memoria vivente di quelle che sono state nel M5S le battaglie e i progetti su scuola, università, ricerca e cultura. Una storia che non può essere dispersa. Sono stato per due anni capogruppo in commissione cultura nella scorsa legislatura ed oggi sono il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati. Uno degli obiettivi su cui ci concentreremo come team è il rinnovo dei corpi intermedi della società. Nessuno può negare che nel panorama politico è cambiato tutto. Ma questo cambiamento può restare finto, totalmente sulla carta se non ci impegniamo tutti al rinnovamento del corpo sociale e dei corpi intermedi del paese”.

“Il lavoro che sta portando avanti il team è encomiabile, perché creare una squadra che metta insieme una serie di azioni così importanti è fondamentale”, ha osservato la deputata Alessandra Carbonaro, componente della commissione Cultura. “Quello che manca nel paese è una Costituente sulla cultura che lavori per mettere insieme in un perimetro ben specifico l’arte, lo sviluppo, la ricerca e l’istruzione: perimetri nei quali bisogna muoversi e dal quale bisogna partire. Quello che ci aspetta è una sfida globale importantissima, lo vediamo nelle nuove tecnologie e nelle nuove professioni”, ha concluso. 

Otto gli obiettivi individuati per il settore cultura:

  • superamento dell’etnocentrismo e progetto nella direzione dell’interculturalità, a sostegno degli enti culturali e delle associazioni del Terzo settore in tal senso impegnate
  • Promozione di una visione sistemica ed interdisciplinare dei saperi: integrazione tra arte e scienza, cultura umanistica e scientifica al di là di parcellizzazioni riduzionistiche. Riconoscere nell’arte un ruolo fondamentale di tipo politico, sociale ed educativo e sostenere le sue applicazioni in ognuno di questi ambiti
  • Sostegno ad una cultura incentrata sulla consapevolezza di sè e del mondo esterno, sul “saper essere” ed il “saper fare” che si evolvono attraverso le interazioni umane e gli spazi fisici e simbolici di comunità, piuttosto che una cultura della frugalità, del sapere virtuale e nozionistico e del narcisismo della comunicazione dei social. In tal senso, il Movimento dovrà per primo essere un modello culturale di ri-evoluzione, lavorando sulla formazione dei propri iscritti e portavoce e sulla loro comunicazione con l’esterno
  • Creare opportunità di sviluppo sostenibile dal settore culturale, promuovendo innovazione sociale e tecnologia e utilizzando le possibilità di finanziamento nazionale ed internazionale. Operare un’analisi critica del modello culturale predominante, dell’economia e del pragmatismo come forgianti la cultura post-moderna e promozione, al contrario, del valore dell’arte e della cultura come svincolato dal solo e mero valore commerciale ed una economia più equa, rispettosa della natura e nel contempo dei valori culturali
  • Valorizzazione dei beni culturali tangibili come beni comuni attraverso una prima mappatura partecipata degli stessi che sono in condizioni di disuso. Tali beni possono essere oggetto di progettualità di associazioni, istituzioni scolastiche e cittadinanza, ovvero di azioni di adozione e tutela.
  • Valorizzazione dei prodotti e dei processi immateriali della cultura, dei suoi risvolti per il benessere, la felicità, il rinsaldamento delle relazioni di comunità. Tale processo può avvenire attraverso una ricognizione sociale delle innovazioni artistiche e culturali italiane, ed il riconoscimento e valorizzazione delle esperienze culturali che restano fuori dal mercato economico e dalla risonanza mediatica, attraverso call che si rivolgano in particolare alla popolazione giovanile, nell’ottica di promuovere il loro potenziale creativo e culturale. 
  • Stimolare la progettazione partecipata dei “Distretti culturali”, coinvolti in un piano strategico di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile, integrando tutela del paesaggio e della cultura locale come attrattori turistici e leve per una economia sociale e di prossimità. Diventa, in tal senso, importante far confluire il lavoro educativo scolastico con quello associazionistico, perché i beni culturali possano diventare aule interattive e la scuola si apra al territorio.
  • Promuovere e strutturare un piano di divulgazione scientifica e culturale della emittente televisiva di rete pubblica, ovvero della Rai. 
 

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