Il biglietto nominale per gli spettacoli dal vivo invece di perseguire l’attività di quei soggetti e delle imprese che rivendono a prezzi maggiorati i biglietti su piattaforme secondarie (secondary ticketing), colpiscono fortemente i consumatori e gli organizzatori degli eventi comportando ricadute negative sull’intero settore. È quanto emerso nella conferenza "Biglietto nominale. Presentazione della ricerca SWG sugli effetti per il pubblico e per il settore" che si è tenuta al Senato alla presenza del senatore del Partito democratico Roberto Rampi, del presidente di Assomusica Vincenzo Spera e dell'amministratore delegato di TicketOne, Stefano Lionetti. Per tutti, "la sperimentazione del biglietto nominale è fallita perché ha lasciato intatto il mercato secondario e ha penalizzato solo spettatori e organizzatori".

VINCENZO SPERA

In base all’indagine di Swg e in base a quanto documentato in occasione di alcuni concerti, spiega ad AgCult Vincenzo Spera, “l’applicazione del biglietto nominale crea una serie di problematiche legate soprattutto al pubblico, ma anche agli organizzatori. Con una conseguenza di difficoltà sul campo e di ritardi nell’inizio dei concerti. Questo potrebbe voler dire perdere fette di pubblico importanti in un settore che è in crescita continua dal 2012”. 

Ma non solo. Il fenomeno della rivendita di biglietti a prezzi maggiorati in realtà è abbastanza circoscritto e, nonostante la norma in vigore, continua ad essere tuttora presente sui siti di secondary ticketing. “Se si vuole chiudere questa finestra e vietare veramente che i biglietti vengano venduti sui siti secondari bisogna intervenire sulle piattaforme oppure stabilire una norma che consenta la vendita ma con una percentuale che non abbia un tetto alto. Due soluzioni che trovano applicazione in tanti paesi. Speriamo che l’impegno preso dal ministro Bonisoli venga portato avanti e si arrivi a una conclusione positiva”.

"Tra le cause principali del fenomeno del Secondary Ticketing - aggiunge Spera - figura il fatto che in Italia, fino a qualche anno fa, non esisteva una legge che lo vietasse e che chiedesse l’oscuramento dei siti responsabili di tale fenomeno. Anche grazie all’attività di Assomusica è stato possibile realizzare una legge del genere (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016), che tuttavia non è stata mai applicata. Da luglio è entrata in vigore una nuova normativa, che ha portato invece numerosi problemi non solo per le associazioni di categoria, ma soprattutto per il pubblico, italiano e straniero. Sono state svolte delle analisi che dimostrano chiaramente come l’attuale norma non funzioni, soprattutto in vista del fatto che non vengono applicate le sanzioni previste nei confronti dei veri responsabili del fenomeno del bagarinaggio online".

ROBERTO RAMPI

Contrario alla soluzione del biglietto nominale anche il senatore Rampi che annuncia ad AgCult la presentazione di un emendamento alla Legge di Bilancio 2020 per sopprimere la norma e aumentare al contempo gli strumenti da affidare ad AgCom nel contrasto alla bigliettazione secondaria con sovrapprezzo esagerato. “Abbiamo dovuto dimostrare con dei dati scientifici quello che purtroppo avevamo già tentato di evidenziare in passato rispetto all’introduzione del biglietto nominale: è un sistema che non risolve il problema della bigliettazione secondaria e soprattutto della vendita di biglietti a prezzi maggiorati da parte di soggetti che compiono anche elusione ed evasione fiscale (che è la vera questione da combattere). Inoltre costringe le persone a una forma di controllo fuori misura e nella concretezza della vita si rivela un disastro. La verità è che il biglietto nominale complica la vita a chi compra il biglietto regolarmente, mentre non ha minimamente intaccato il mercato del biglietto secondario in sovrapprezzo”.

Secondo Rampi, bisogna quindi rafforzare la normativa contro il secondary ticketing e “porre fine a questa sperimentazione. Per questo, nell’ambito dell’esame della Manovra 2020 il Pd chiederà di cancellare questa norma e di rafforzare gli strumenti di AgCom per intervenire. Non è questione di principi né di chi vince e di chi perde: se una cosa non funziona bisogna correggerla”.

STEFANO LIONETTI

Per una piattaforma europea come TicketOne, nelle parole dell’AD Stefano Lionetti, una situazione del genere comporta “ingenti costi e faticose operazioni di back office oltre ad una presenza massiccia sui luoghi degli eventi, per rispondere ai problemi e alle richieste di persone disorientate (frequentissimo il caso di chi acquista quattro biglietti tutti con lo stesso nominativo), tutto ciò mentre il fenomeno del bagarinaggio è ancora ampiamente presente online. Dopo 2 eventi con bligletto nominale su 130 già messi in vendita dal primo di luglio, dobbiamo prendere atto del fatto che la normativa è di difficile gestione mentre non incide minimamente sul fenomeno e che non c’è alcun tipo di vera e propria dissuasione nei confronti dei siti in questione. Da parte nostra, insieme ad Assomusica e altri operatori del settore abbiamo presentato un esposto ad Agcom, già nel marzo 2019, per chiedere misure repressive contro il fenomeno del Secondary Ticketing come previsto dalla Legge,  tuttavia queste tardano ad essere applicate”.

LA RICERCA SWG

Secondo le ricerche realizzate da SWG relativa a 8 diversi eventi programmati tra l’ottobre 2019 e il luglio 2020, è stata registrata un’ampia disponibilità di biglietti su piattaforme di Secondary Ticketing, con prezzi fino a 11 volte superiori a quello nominale. L’indagine ha preso in considerazione 3 piattaforme (Ticketcity, StubHub e Viagogo), spesso ai primi posti dei motori di ricerca. 

Per il concerto di STING (Forum di Assago 29/10/2019), i prezzi ufficiali di 63-144 euro raggiungono i 214-720 euro su StubHub. Per il concerto dei MODÀ (Forum di Assago 04/12/2019), sono disponibili su StubHub numerosi biglietti, con un prezzo variabile tra i 119 e i 358 eur. Per il concerto di COEZ (Forum di Assago 26/11/2019), si passa dai 37-52 euro dei prezzi ufficiali agli 80-110 euro di Viagogo. I bigletti per il concerto di ANTONELLO VENDITTI (Forum di Assago 30/11/2019), con costo pari a 30-79 euro, arrivano anche a 83-120 euro su StubHub e ai 60-95 euro di Viagogo. Per il concerto di LIAM GALLAGHER, (Palalottomatica – Roma 15/02/2020), si passa dai prezzi ufficiali di 46-57 euro, ai 95-134 euro di StubHub e ai 79-123 euro di Viagogo. Dai 41-66 euro dei biglietti per il concerto di TIZIANO FERRO (San Siro – Milano 05/06/2020) si arriva ai 79-113 euro di StubHub. Ci sono infine ULTIMO (Stadio Comunale di Bibbione 29/05/2020), che da 46-75 euro passano a 155-205 euro su StubHub e a 104-836 euro su Viagogo e RAMMSTEIN (Stadio Olimpico Grande Torino 13/07/2020), che da 77-126 euro vengono venduti a 191-347 euro su StubHub e a 179-217 euro su Viagogo.

Secondo la ricerca condotta da SWG, l’acquisto dei biglietti online dalle piattaforme di Secondary Ticketing è inoltre normalmente considerata dal pubblico un’operazione estremamente semplice, che richiede non più di 12 minuti, senza avere informazioni su quale sia la reale fonte che lo ha messo a disposizione.

L’inserimento del nominativo non garantisce infatti la legalità, i cosiddetti “bagarini”, presenti nei luoghi degli eventi, effettuano il cambio nome agli uffici preposti e concludono le proprie trattative indisturbati, mentre la complicata procedura per cambiare il biglietto introdotta con la nuova normativa, impedisce di fatto ai consumatori di regalare un biglietto a un familiare, amico o parente. 

 

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