“Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha attivato sin dalle prime ore di allerta per l’acqua alta eccezionale a Venezia l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale. La valutazione dei danni al patrimonio culturale prenderà il via non appena lo consentirà il deflusso della marea ma già da ieri i tecnici della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Venezia sono a lavoro e in raccordo con la Protezione civile, il Nucleo territoriale dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e i Vigili del Fuoco". Lo ha dichiarato il ministro per i beni e le attività Culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

"Dalle prime notizie pervenute dalla Soprintendenza, il patrimonio culturale della laguna, che comprende le isole del Lido e di Pellestrina, Jesolo e Chioggia, ‘ha subito per alcune ore un’imbibizione di acqua salata e sporca che rischia di innescare fenomeni di degrado accelerato sui materiali delle murature e sulle superfici architettoniche’. Al momento non si registrano problemi per il patrimonio culturale mobile delle diverse collezioni museali, archivistiche o librarie statali, ma solo danni agli impianti elettrici e idraulici e alle superfici. Domani mattina è in programma un sopralluogo alla Basilica di San Marco con la Procuratoria per una prima Valutazione del danni”.

Nella notte di martedì l'acqua alta ha raggiunto quota 187 centimetri, la seconda alta marea più alta di sempre dopo l'alluvione del 1966, quando raggiunse 194 centimetri. "Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole", ha commentato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. In serata sono arrivati a Venezia il premier Giuseppe Conte e la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli.

Prima di arrivare nella città lagunare, il presidente del Consiglio da Camerino ha dichiarato che “a Venezia c’è una situazione drammatica e purtroppo non è l’unica. In molte regioni ci sono situazioni preoccupanti, sono aggiornato costantemente. Lavoreremo con le autorità di soccorso locali, mi voglio rendere conto della situazione e speriamo che non ci siano dei danni irreparabili. Dobbiamo assolutamente limitare ulteriori aggravi e poi si faranno le valutazioni”. "Stiamo iniziando a verificare i danni - ha poi aggiunto da Venezia - ci è stata fatta richiesta da Zaia della dichiarazione dello stato d’emergenza. Domani c’è un Consiglio dei ministri che sicuramente prenderà in considerazione questa valutazione e allo stato non ci sono ragioni per negare il riconoscimento dello stato d’emergenza e quindi stanziare i primi fondi".

“La Basilica di San Marco sta soffrendo dei danni strutturali, l’acqua che è entrata è salata e fa danni irreparabili, soprattutto nelle parti basse delle colonne e dei mosaici”, ha commentto il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia parlando dei danni provocati dalla marea eccezionale di martedì notte. “Noi possiamo fare manutenzione ordinaria, ma non possiamo fare manutenzione straordinaria strutturale”. E’ necessario, aggiunge, “mettere intorno a un tavolo le necessità, i fondi, arrivare a date e passaggi certi per gestire le ferite e l’unicità di questa città”.

L’emergenza in corso a Venezia finisce sul tavolo anche della Procura della Repubblica, che dovrà aprire una indagine per il reato di Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale. Il Codacons presenterà infatti un esposto alla magistratura veneziana relativo alla situazione critica della città, con gli allagamenti che rischiano di distruggere le bellezze artistiche e storiche, in cui si chiede, tra le altre cose, di indagare sui lavori per la realizzazione del Mose. "Un patrimonio culturale inestimabile e protetto dall’Unesco - scrive il Codacons - rischia di essere distrutto a causa degli allagamenti che si stanno registrando a Venezia, e che potrebbero essere stati causati, o quantomeno alimentati, proprio dai lavori legati al Mose, opera che secondo gli esperti avrebbe profondamente modificato la morfologia della città. Una situazione che configurerebbe il reato previsto dell’art. 733 del Codice Penale che punisce chi danneggia il patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale".

Italia Nostra esprime la più profonda vicinanza ai cittadini e alla sezione veneziana “da sempre impegnata con grande determinazione a difendere e a tutelare la città di Venezia”. “Siamo tutti in grande angoscia per quanto sta avvenendo alla città unica al mondo per la sua bellezza e particolarità", sottolinea l'associazione.

 

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