Si svolgeranno oggi e domani, presso la Direzione Generale di Viale Mazzini, le finali delle Audizioni per i candidati italiani dell’Orchestra giovanile dell’Unione Europea 2020. Gli 80 giovani talenti, scelti tra i 1.000 iscritti al concorso annuale, saranno valutati da una Commissione formata da 11 Professori d’orchestra e dal Maestro Peter Stark di EUYO.

Le sale di Viale Mazzini ospiteranno perciò studenti e diplomati in flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone, tuba, percussioni, arpa, violino, viola, violoncello e contrabbasso. Un’inedita invasione musicale nella sede centrale del Servizio pubblico.

EUYO-European Union Youth Orchestra, nata nel 1978 su iniziativa del Maestro Claudio Abbado, ha la sede legale presso Rai Radio ed è composta da 160 giovani di età compresa tra i 16 e i 26 anni. Raccoglie i talenti dei 28 Paesi membri con l’obiettivo di rappresentare l’ideale europeo dell’integrazione, la missione unificante della musica, la diffusione dell’eccellenza artistica. Da oltre 40 anni la Rai organizza le audizioni per l’Italia e promuove la presenza di musicisti italiani nell’organico dell’Orchestra. Oltre a sostenere le sue attività in Italia e nel mondo.

“L’industria culturale europea ha bisogno di evolversi e di essere maggiormente conosciuta dai cittadini, e grazie al vostro impegno riusciremo nell’obiettivo di creare un panorama culturale europeo unico”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, nel messaggio di saluto ai giovani musicisti.

SASSOLI

“Come presidente del Parlamento europeo – ha sottolineato - vorrei congratularmi con tutti i giovani talenti che hanno partecipato alle audizioni dell’orchestra, in particolare con gli 80 finalisti. È un piacere per me rivolgervi questo messaggio perché la vostra presenza qui indica non solo la passione per la musica ma anche la vostra intelligenza nello sfruttare i mezzi dell’Ue che vi offre molte opportunità, e questo lo fate agendo come ambasciatori culturali per l’Ue. Siamo fortunati perché l’Italia è la patria di grandi maestri della musica, dell’arte, che tutto il mondo ci invidia. Maestri che hanno lasciato il segno, come Abbado, Toscanini e che sono stati fonte di ispirazione per figure come Riccardo Muti, Daniele Callegari, Nicola Luisotti: nomi che l’attuale panorama italiano può vantare come i grandi direttori d’orchestra del nostro tempo”.

“Questo patrimonio culturale immateriale è essenziale per farci riflettere su quello che significa appartenenza e su quella che è la nostra identità. La cultura e la musica sono tra i mezzi più adatti ed efficaci ad affrontare il dibattito sul futuro dell’Europa; sono fondamentali nel mantenimento della diversità culturale, incoraggiano il rispetto reciproco, il dialogo interculturale e ci aiutano a ricordare chi siamo, da dove veniamo e come intendiamo andare avanti. Diventate ufficialmente ambasciatori di questo progetto, sfruttando uno dei mezzi culturali più potenti e moderni, la musica, con l’obiettivo di accomunare persone, culture diverse, in un’orchestra, contribuendo alla promozione del patrimonio musicale europeo, alla circolazione delle opere europee. Come presidente del Parlamento europeo e come presidente onorario dell’Euyo, vi assicuro che le istituzioni europee continueranno a supportare il vostro lavoro. L’industria culturale europea ha bisogno di evolversi e di essere maggiormente conosciuta dai cittadini, e grazie al vostro impegno riusciremo nell’obiettivo di creare un panorama culturale europeo unico”.

“La futura orchestra che si formerà sarà appunto la proiezione di una società europea ideale, vogliamo una grande sinfonia che lavori insieme per raggiungere la pace, la comprensione, per mettere tutti nella condizione di essere protetti e capiti, pur mettendo in mostra la ricchezza e la diversità delle culture europee e dei talenti emergenti”.

“Un’orchestra europea che trascende i confini culturali ed è composta da giovani musicisti provenienti da tutti gli stati membri dell’Ue. Ognuno di voi in un modo o nell’altro ha contribuito in maniera eccezionale a proteggere, valorizzare o promuovere il nostro ricco patrimonio culturale”, ha concluso Sassoli.

 

Articoli correlati