La Puglia può trovare nel turismo, nella cultura e nella creatività un modello economico e di sviluppo in grado di consentire alla regione di crescere in modo sostenibile e duraturo, evitando l’abbandono dei territori da parte delle giovani generazioni e, perché no, capace di affiancare e sostituire il modello industriale che negli anni “ha avvelenato le persone” e che oggi, con il caso dell’Ilva, si rivela in piena crisi. È questo il filo conduttore che ha attraversato gli interventi al  workshop ‘Puglia, a way of life’ che si è tenuto a Roma, presso la sala conferenze della Stampa Estera in Italia. Sul banco dei relatori Aldo Patruno, Direttore del dipartimento Turismo della Regione Puglia, Giorgio Palmucci, Presidente ENIT, Guido Guerzoni, docente dell’Università Bocconi, Vincenzo Bellini, Presidente Distretto produttivo Puglia Creativa, Fabio Viola, Coordinatore area gaming Scuola Internazionale Comics di Firenze. I lavori della mattina sono stati aperti dall’Assessore regionale al Turismo, Loredana Capone. 

Negli ultimi cinque anni, gli arrivi sono aumentati del 27,5% con una crescita dall’estero del 71%. A salire è anche il gradimento verso la regione: nell’ultimo anno, le recensioni online (+46%) palesano un sentimento positivo di oltre l’86%. Un successo, questo, che è frutto di investimenti, interventi mirati e una promozione che hanno valorizzato il territorio al punto da farlo divenire una top destination. Insomma, il brand Puglia è in grado di generare valore sociale ed economico, nonché di rivestire una rilevanza nel contesto nazionale e sullo scenario internazionale.

La Puglia infatti è nota per il suo straordinario patrimonio paesaggistico, architettonico, culturale e si caratterizza anche per la sua forte vocazione identitaria, per la sua creatività, per la storica ospitalità che contraddistingue le sue comunità. Tutto ciò si traduce in uno stile di vita - a way of life, appunto - autentico e genuino, in grado di accogliere il visitatore e fargli vivere un’esperienza unica.

LOREDANA CAPONE

Il turismo e la cultura possono rappresentare in Puglia un modello economico e di sviluppo alternativo all'Ilva? Alla domanda ha risposto l'assessore alla Cultura e al Turismo, Loredana Capone: "Non solo siamo impegnati per un altro modello, noi stiamo ribaltando questo approccio. E lo stiamo facendo promuovendo un modello partecipato dai cittadini e condiviso e che non fa loro male". I pugliesi, ha ricordato Capone, "negli anni 70 hanno raccolto qualcosa che 'generosamente' era stato dato loro. Quelle logiche sono lontane nel tempo e hanno lasciato un approccio che lo sviluppo debba essere raccolto da fuori". Quello proposto dalla Regione Puglia è invece "un approccio che parta e si fonda dal legame col territorio".

L'investimento nel turismo tiene conto dei dati. Sembra essere la seconda industria al mondo. "Ciò che a noi importa tuttavia è che il turismo genera lavoro per persone in carne e ossa. Il turismo richiede ancora tante persone che lavorano con tante professionalità diverse. Offre una grande opportunità ed è trasversale. Un modello di sviluppo a misura umana".

VINCENZO BELLINI

Anche per Vincenzo Bellini, la cultura e il turismo “possono essere un'alternativa alla ‘semischiavitù’ dell'agricoltura (caporalato) e ‘all'avvelenamento del territorio e delle persone’ dell'industria (Ilva): quello culturale, infatti, è un sistema a impatto zero”. 

Oggi, spiega Bellini, i giovani hanno deciso di non scappare, ma di cercare il proprio obiettivo professionale nella regione. “Dei circa 60mila posti di lavoro che esistono in Puglia nel settore della cultura e della creatività, circa il 60% sono in una fascia di popolazione tra 25 e i 45 anni”. 

Il presidente di Puglia Creativa ha ricordato come la Puglia sia stata la regione con “il primo distretto produttivo legato alla cultura. Oggi in Puglia cultura e creatività rappresentano circa il 4,2% dell’economia regionale, sia in volumi di affari sia in termini di occupati, in crescita nel 2018 del 4% sul 2017. Negli ultimi 5 anni abbiamo creato 5000 posti di lavoro, che sono più difficili da produrre rispetto all'industria ad esempio ma che sono l’unica alternativa possibile in questo momento come alto potenziale di occupazione nella regione”.

“Con uno studio indipendente abbiamo cercato di raccontare lo sviluppo in base economica. Stiamo dimostrando nel tempo che con la cultura si produce economia, si sviluppa una regione, si creano posti di lavoro, si dà una dinamica diversa di sviluppo al territorio”.

GIORGIO PALMUCCI

Secondo Palmucci, come Enit, “dobbiamo lavorare insieme alle regioni, dobbiamo essere al servizio delle regioni per promuovere un paese meraviglioso come il nostro. E in Puglia abbiamo proprio una sintesi del nostro paese. Dobbiamo lavorare sulle destinazioni meno conosciute. In Puglia prima c'era solo il turismo balneare, per giunta principalmente italiano. E va benissimo, ma non c'è solo quello. Dei 55 siti UNESCO italiani il 60% è in comuni sotto i 5000 abitanti, per conoscerli bisogna scoprire questi luoghi. Bisogna scoprire i luoghi come la Puglia, senza dimenticare che i turisti scelgono l'Italia per il nostro stile di vita. Non bisogna snaturare questi luoghi che invece vanno preservati”.

“Noi vogliamo che chi viene in Italia ci torni e andare a conquistare nuovi turisti, facendo in modo che  turismo sia per tutto l'anno e in tutta Italia. E la Puglia è qualcosa di esemplare in questo senso”.

 

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