“Cultura e patrimonio culturale rappresentano il DNA dell’Europa” e per questo i leader europei dovrebbero “collocarli esplicitamente al centro del rilancio del progetto europeo”. E’ quanto si legge in un passaggio del Manifesto di Parigi - “Relançons l'Europe par the culture et le patrimoine culturel!” – presentato durante il vertice europeo sul patrimonio culturale, che si è svolto a fine ottobre nella capitale francese, e reso pubblico da Europa Nostra nei giorni scorsi. Il Manifesto raccoglie le principali conclusioni politiche del vertice di Parigi e insiste sul fatto che la cultura dovrebbe essere esplicitamente menzionata nel titolo del portafoglio del commissario europeo Mariya Gabriel, che avrà una responsabilità diretta, tra l'altro, per cultura e patrimonio culturale. Attraverso il Manifesto di Parigi, i suoi sostenitori si impegnano anche a preparare una serie di proposte concrete e di azioni da presentare alle istituzioni e agli Stati membri dell'UE durante il prossimo vertice europeo sul patrimonio culturale, che sarà organizzato da Europa Nostra a Bruxelles nel giugno 2020.

UN APPROCCIO TRASVERSALE

Il documento – che ha avuto il sostegno di centinaia di attori chiave nel settore della cultura e del patrimonio culturale che hanno partecipato al vertice di Parigi – mira a trasmettere un forte messaggio sul ruolo strategico del patrimonio culturale per affrontare alcune delle sfide più urgenti che l'Europa e i suoi cittadini hanno di fronte, nonché sul suo contributo significativo per il futuro dell'Europa. Europa Nostra ha trasmesso il Manifesto di Parigi ai leader dell'UE, a partire da Ursula von der Leyen, presidente eletta della Commissione europea, David Maria Sassoli, presidente del Parlamento europeo (che ha inviato un videomessaggio al vertice europeo sul patrimonio culturale), Charles Michel, presidente eletto del Consiglio europeo, Karl-Heinz Lambertz, presidente del Comitato europeo delle regioni, e Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo (che hanno partecipato al dibattito politico e all'evento di chiusura del vertice di Parigi).

I sostenitori del Manifesto - “Noi, rappresentanti del mondo della cultura e del patrimonio culturale, provenienti da tutte le parti d’Europa” – sottolineano inoltre l'importanza di coinvolgere tutti i paesi membri del Consiglio d'Europa e i paesi del bacino del Mediterraneo nelle future azioni dell'UE per quanto riguarda la cultura e il patrimonio culturale, “riconoscendo così l'esistenza di uno spazio culturale comune e di un patrimonio culturale condiviso che va oltre i confini geografici di l'Unione”. Nel testo si fa riferimento poi alla “necessità di rilanciare l’Unione” attraverso “un progetto globale e ambizioso” che deve dare “maggiore priorità all'istruzione, alla cultura e al patrimonio culturale”. Proprio in virtù del loro approccio trasversale, cultura e patrimonio culturale possono dare un “forte e indiscusso contributo a tutte le sfide dell'Unione, in particolare in termini coesione sociale, sviluppo sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici; ricerca e innovazione; creazione di posti di lavoro; promozione del turismo sostenibile; rigenerazione di città e zone rurali”.

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