"I musei sono certamente tra i principali protagonisti dello sviluppo culturale del paese grzzie anche alla figura dei direttori dei musei che ricoprono un ruolo di primo piano. I direttori, che sono entrati nell'immaginario del pubblico come in nessun altro paese europeo, sono grandi protagonisti di questo sistema museale e del lavoro che stiamo conducendo con le regioni". Lo ha detto il direttore generale della Dg Musei del Mibact, Antonio Lampis, introducendo il consueto appuntamento al Planetario delle Terme di Diocleziano a Roma con il Sistema museale nazionale. Lampis ha anche sottolineato il "momento magico per i musei sottolinesto anche dalla recente indagine di Bankitalia che ha evidenziato il ruolo dei musei autonomi con evidenze numeriche e scientifiche".

Con l'incontro di oggi si chiude il secondo ciclo di incontri romani dedicato al sistema museale nazionale. Gli incontri ripartiranno a gennaio. A raccontare oggi la propria esperienza il Museo archeologico nazionale di Taranto (con la direttrice Eva Degl'Innocenti), il Polo museale dell'Emilia Romagna (con il direttore Mario Scalini) e la Fondazione Marini San Pancrazio di Firenze (con la presidente Patrizia Asproni). Introduzione e coordinamento affidato, come di consueto, al dg della Direzione Musei del Mibact Antonio Lampis.

IL MARTA

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, fra i più importanti d'Italia, è stato istituito nel 1887. I materiali rinvenuti in Puglia venivano sino ad allora acquisiti dal Real museo Borbonico di Napoli o dal museo di Lecce. Era questo il periodo dei grandi lavori che interessavano il Borgo Nuovo, dove privati potevano esercitare diritti di proprietà sugli oggetti trovati nel sottosuolo, effettuando anche scavi non autorizzati. Il progressivo miglioramento della legislazione e la capacità da parte di alcuni archeologi di rapportarsi con i notabili della città permisero la donazione di importanti reperti che entrarono a far parte delle raccolte del museo, riconosciuto come centro di riferimento culturale. Nel 1909 confluirono Inoltre nella collezione del Regio museo di Taranto per disposizioni testamentarie i quadri di monsignor Giuseppe Ricciardi. Oggi l'incremento delle collezioni museali avviene tramite acquisti in via di prelazione o restituzione di beni archeologici da scavi clandestini e rientrati Italia a seguito di accordi bilaterali con musei stranieri.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto affianca all'azione di conservazione, tutela, ricerca e valorizzazione un'intensa attività di educazione, destinata alle più varie tipologie di visitatori, con un'attenzione specifica alle diverse tipologie di disabilità, facendo del museo un luogo vitale inclusivo e aperto verso la comunità. Nell'ambito del progetto MarTa 4.0 verranno realizzate la digitalizzazione e la catalogazione digitale di 40 mila reperti in open data, non che la reinventariazione di tutti i reperti dei depositi. Questi, una volta digitalizzati, saranno resi disponibili mediante una piattaforma e confluiranno in parte nel nuovo allestimento.

POLO MUSEALE EMILIA ROMAGNA

 Il polo museale dell'Emilia Romagna gestisce e coordina la valorizzazione di 26 luoghi della cultura. L'offerta culturale si estende su tutto il territorio della Regione, dalle Rocche medievali dell'Appennino piacentino e riminese alle abbazie di pianura, dei musei archeologici, allo sterminato patrimonio visivo dal Medioevo fino all'800. Nel 2018 i visitatori sono stati 743.373. Il Polo museale dell'Emilia Romagna gestisce un ricco patrimonio archeologico. L'area archeologica e l'antiquarium di Veleia a Lugagnano Val D'Arda, ad esempio, ospita dei resti della città fondata nel II secolo avanti Cristo, sviluppata su un sistema di terrazze. A Ravenna appartengono al Polo alcuni dei monumenti più celebri dell'età tardoantica e medievale, molti dei quali riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità, come il Battistero degli Ariani, costruito dal re Goto Teodorico, famoso per i suoi preziosi mosaici, il Mausoleo di Teodorico, eretto verso il 520 dopo Cristo, nell'area sepolcrale gota, il cosiddetto palazzo di Teodorico, unica testimonianza architettonica superstite dell'ottavo secolo dopo Cristo.

La basilica di Sant'Apollinare in Classe infine, consacrata nel 549, presenta tra le più importanti decorazioni musive. La pinacoteca nazionale di Bologna offre un percorso attraverso la pittura emiliana con capolavori di artisti quali Giotto, Costa, Perugina, Raffaello, Parmigianino, Tiziano, Guido Reni, Guercino.

MUSEO MARINO MARINI

La fondazione Marini San Pancrazio, con sede a Firenze, è stata costituita nel 1988 per volontà del Comune di Firenze della fondazione Marino Marini di Pistoia, per assicurare la conservazione, la tutela, la valorizzazione e l'esposizione al pubblico delle opere donate dallo scultore Marino Marini e dalla moglie Mercedes Pedrazzini Marini. Il museo è ospitato nell'ex chiesa di San Pancrazio. Negli anni Ottanta del Novecento è stato condotto un intervento di restauro volto alla restituzione della leggibilità del Monumento in tutte le sue fasi, dall'involucro medievale all'orditura settecentesca, con le ulteriori sovrastrutture protoindustriali in ferro del XIX secolo. L'intervento ha portato alla creazione di un percorso che consente di riconoscere le memorie di una storia antica che che si interfacciano con gli eccezionali documenti di una poetica moderna e attuale, quale quella di Marino Marini.

Il Museo conserva esclusivamente opere di Marino Marini eseguite tra il 1916 e il 1977. Il museo è aperto al pubblico sabato, domenica e lunedì dalle ore 10 alle ore 19 a ingresso gratuito punto Durante gli altri della settimana sono disponibili visite programmate su prenotazione. Nel museo è attivo il dipartimento educativo che offre visite e laboratori per scuole di ogni ordine e grado, con particolare attenzione alla prima infanzia, per le famiglie e per gli adulti, oltre che progetti dedicati all'accessibilità e fruizione da parte di pubblici con esigenze speciali.

 

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