Difendere la richiesta del Parlamento europeo di raddoppiare il budget per Europa Creativa (da 1,4 a 2,8 milioni di euro) è “una battaglia politica, una battaglia fondamentale che dobbiamo portare avanti”. Ad assicurarlo è Massimiliano Smeriglio, europarlamentare dem e relatore generale del dossier Europa Creativa, che il 16 novembre a Roma ha promosso l’incontro “La cultura per un nuovo modello di sviluppo”. “Raddoppiare i fondi è il nostro obiettivo - afferma Smeriglio ad AgCult - e fino a quel momento non chiuderemo nessun negoziato perché il budget è il termometro dell’attenzione politica ai temi della creatività e della dimensione culturale”. Per quanto riguarda i negoziati, “il secondo trilogo (tra Parlamento, Consiglio e Commissione, ndr) ci sarà il 26 novembre, il terzo si terrà il 12 dicembre e poi saremo in grado - spiega l’europarlamentare - di fare un punto complessivo sul testo approssimativo che avremo determinato”. Si tratta di “un obiettivo ambizioso e complicato, ma è anche vero che dobbiamo valutare un assetto complessivo: se dovessimo rinunciare un pochino perché si apre un cluster specifico in Orizzonte Europa sarebbe comunque una cosa positiva”, sottolinea Smeriglio.

Il link con Orizzonte Europa è in fase di costruzione: “C’è la disponibilità - afferma Smeriglio intervenendo all’incontro - di istituire un cluster specifico su creatività e digitale, che sia ‘fratello’ di Europa Creativa”. L’europarlamentare ricorda poi di aver “preso questo progetto in corsa”, sul quale “ha lavorato molto bene Silvia Costa”; ora “siamo entrati nella fase finale: sono in corso i negoziati e si può provare a decidere sulle priorità”. Smeriglio torna sul titolo del portafoglio della Commissaria europea per Innovazione e giovani, Mariya Gabriel, nel quale non compare il riferimento alla cultura (“Stiamo cercando di intervenire”) e insiste sul lavoro di squadra: “C’è un grande lavoro da fare ma c’è un assetto istituzionale che permette di farlo”. Il riferimento è alla nuova Commissione europea (“L’ultima per gli europeisti convinti se non cambiamo approccio”, avverte), alla presidenza del Parlamento europeo (con David Sassoli che è “un punto di riferimento”), al governo italiano con un “ministro serio (Dario Franceschini, ndr) in grado di capire cosa stiamo dicendo”, e alla Regione Lazio. Smeriglio parte da questo schema - dimensione europea, governo, Regione e territorio - per rafforzare il ruolo della cultura in Europa.

 

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