Foto Mibact

“La stima di massima che abbiamo fatto, basandosi sui casi che si sono potuti vedere in questi giorni, è di circa 60mila euro di danni per chiesa: su circa 120 chiese la metà è andata sott’acqua, una sessantina perciò ha avuto l’imbibizione salina di 187 cm per alcune ore. Si tratta quindi di 3,6 mln di euro solo per una prima pulitura, una prima desalinizzazione e messa in sicurezza”. Lo ha dichiarato Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Comune Venezia e Laguna, nel corso di una conferenza stampa a Venezia con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, con il Patriarca di Venezia Moraglia e con il sindaco Brugnaro.

“Potete immaginare lo stato d’animo che chi si occupa di beni culturali in una città come Venezia possa provare dopo questo disastro. Solo Venezia ha circa 2000 edifici vincolati tra tutti i generi, privati pubblici ecclesiastici: 187 cm è una soglia storica, avrà allagato quasi la totalità della città antica e quindi gran parte di questo patrimonio avrà danni. Avrà – ha spiegato - perché l’acqua è birichina, fa vedere i danni dopo mesi e anni, ma è un cancro che lavora: lo vediamo dai marmi sofferenti, dalle scaglie che si staccano quotidianamente. In questa tragedia c’è stata una risposta prontissima e grande vicinanza a tutti i livelli; riconoscenza quindi ai veneziani e alle istituzioni che ci sono vicine”.

“Finita la fase d’emergenza dovremo iniziare quella molto più impegnativa della ricognizione dei danni: questa viene chiesta dal Mibact proprio per avere una stima più analitica di quelli che potrebbero essere i fondi necessari per far fronte alla seconda fase di messa in sicurezza, restauro e manutenzione straordinaria. Franceschini, per quanto riguarda i beni ecclesiastici, si è impegnato ad estendere i benefici fiscali dell’art bonus – riservati al patrimonio pubblico - anche al patrimonio ecclesiastico. In manovra è poi in programma il bonus facciate che è una misura per una città di Venezia molto interessante. Al momento è però presto per fare una stima dei danni analitica, l’estensione dell’art bonus è stata un primo passo importante”.

“Su circa 120 chiese – ha poi annunciato - la metà è andata sott’acqua, quindi una 60ina ha avuto l’imbibizione salina di 187 cm per alcune ore: di queste alcune hanno i pavimenti musivi straordinari che conosciamo, tra le opere tecnicamente più delicate proprio per la loro composizione con malte ed elementi lapidei di varia natura, che nel caso in cui le efflorescenze saline cominciassero a lavorare si disgregherebbero molto più rapidamente. Per quanto riguarda i campanili, abbiamo attivato da tempo una commissione campanili in prefettura e stiamo cercando di seguire i casi di maggiore pendenza e fragilità. Stiamo valutando se fare un ulteriore passo in avanti, abbiamo ricevuto infatti un’offerta della Protezione civile per poter attingere gratuitamente ai dati della rilevazione satellitare degli ultimi 4 anni e mezzo”.

Intanto torna l’allerta per domenica. Il Centro maree del Comune di Venezia ha aggiornato le previsioni indicando tre possibili picchi elevati (e ravvicinati) durante la giornata di domenica 17 novembre: alle 03.05 possibile acqua alta a 130 centimetri, alle 6.50 a 110 centimetri e, infine, alle 12.30 possibile picco di 160 centimetri. La marea dunque si manterrà molto elevata per diverse ore, ma le condizioni meteo sono in continua evoluzione.

IL MIBACT IN CAMPO

“Abbiamo presentato un emendamento per estendere l’art bonus, l’incentivo fiscale per chi dona per il recupero del patrimonio culturale, anche a tutto il patrimonio ecclesiastico di Venezia”, ha annunciato nelle scorse ore il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. “Sono tante le chiese che hanno avuto danni e sono state invase dall’acqua. In Parlamento auspico che tutte le forze politiche convergano su questa proposta che non deve avere colore politico”.

“Sono arrivati i caschi blu della cultura e sono partite le prime misure per l’emergenza, ma qui c’è un problema enorme che va dal completamento del Mose agli interventi per risarcire tutte le attività commerciali e private che sono danneggiate”, ha ricordato il titolare del Collegio Romano.

“Ho parlato con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, è già stato attivato il numero 45500 per effettuare donazioni via SMS per il recupero del patrimonio culturale di Venezia. Tutto il mondo ama questa splendida città, che lo dimostri adesso”, ha aggiunto. Il numero solidale è attivo da oggi per la durata di 30 giorni. Attraverso i gestori telefonici che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Dipartimento per la Protezione Civile sarà possibile donare due euro inviando un SMS solidale o effettuando una chiamata da rete fissa al 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile.

Un appello alla solidarietà condiviso anche dal ministero degli Esteri, che attraverso la rete di Ambasciate e Consolati la Farnesina avvierà in tutto il mondo una campagna di solidarietà a sostegno della città lagunare.

Anche la Siae ha stanziato 150 mila euro e ha lanciato una raccolta fondi per aiutare le librerie e le biblioteche di Venezia. Questo è l’Iban del conto corrente bancario destinato ai titolari delle librerie e alle biblioteche di Venezia che risultino gravemente danneggiate dagli eventi degli ultimi giorni: IT 36 V 02008 05085 000105794751. Per bonifici effettuati dall'estero il codice bic swift: UNCRITM1B33”

"Come Ministero, per la parte turistica, stiamo monitorando anche la situazione delle strutture ricettive, sia in città che sulla costa”, ha evidenziato la sottosegretaria al Mibact, Lorenza Bonaccorsi. “Oltre ai danni materiali c’è tutta la problematica inerente le prenotazioni prossime future per un gioiello turistico come Venezia. Insieme agli operatori e alle associazioni di categoria siamo in costante aggiornamento sulla situazione”.

“Quanto successo a Venezia e Matera è una ferita grave per il nostro paese: un paese fragile perché il rischio idrogeologico riguarda 91 per cento del nostro territorio”, è la denuncia della sottosegretaria Anna Laura Orrico. “Siamo consapevoli che questo disastro ambientale è l’ennesima prova che la mano dell’uomo non è stata accorta nel prendersi cura della fragilità del paese”.

IL GOVERNO

Il Governo ha deliberato giovedì in Cdm lo stato di emergenza per Venezia. Stanziati 20 mln, i primi fondi per gli interventi più urgenti, a sostegno della città e della popolazione.

"D’intesa con il Mibact, stiamo lavorando ad un sistema di monitoraggio satellitare attraverso la rete Cosmo SkyMed in grado di fornire i necessari warning sulle strutture potenzialmente instabili”, ha poi annunciato il sottosegretario alla Presidenza con delega alle politiche dello spazio Riccardo Fraccaro, a margine della riunione del Comitato interministeriale con il Ministero dei Beni culturali, la Protezione Civile, l’Agenzia Spaziale Italiana e il Dipartimento Casa Italia.

 

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