Nell’ambito della mostra di Medardo Rosso in corso al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, domenica 24 novembre, alle ore 11, Aurelio Amendola conversa con Marcello Barbanera. “Scolpire con la luce” è il tema dell’incontro, dove la luce come materiale è parte stessa del vocabolario di Rosso. Elemento che permea non solo i lavori plastici, ma anche la fotografia che gli consente di sviluppare una ricerca autonoma e compiuta proprio sulla materia e sulla luce.

Il lavoro fotografico di Aurelio Amendola, che ha ritratto non solo i più grandi artisti del panorama contemporaneo, ma anche indagato con il suo obbiettivo l’opera di grandi artisti del passato come Michelangelo, Jacopo della Quercia e lo stesso Donatello - quest’ultimo così vicino alla ricerca sull’antico propria di Medardo Rosso -, consente di riflettere sul mutevole e personale approccio della luce in fotografia. L’incontro è curato da Marcello Barbanera. A partire dalla fine dell’Ottocento, la fotografia assume per Rosso il senso di una ricerca autonoma e compiuta, parte integrante e insostituibile di un’incessante lavoro di ripresa di immagini che ha un’equivalente nella continua rielaborazione delle sculture a partire dai primi anni del Novecento. La fotografia era per Rosso occasione di manipolazione della materia e della luce, ormai svincolata dal confronto col reale: Rosso fotografa le sue opere per intervenire poi con viraggi, ingrandimenti, scontornature, collages, tracce di materia pittorica, tagli e abrasioni, fino ad accettare l’intervento del caso e dell’errore.

Promossa dal Museo Nazionale Romano, la mostra “Medardo Rosso” resta aperta al pubblico fino al 2 febbraio 2020 ed è realizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Milano e grazie al sostegno del Museo Medardo Rosso di Barzio, con l’organizzazione e la promozione di Electa. Con la curatela di Francesco Stocchi, curatore del Boijmans Museum di rotterdam, di Paola Zatti, conservatrice della Galleria d’Arte Moderna di Milano, e con Alessandra Capodiferro, responsabile del Museo di Palazzo Altemps, l’esposizione documenta – con una selezione diversificata di opere, scultoree e fotografiche - come il grande artista abbia posto le basi, tra il 1890 e il 1910, al pensiero moderno sull’idea di copia non più intesa come riproduzione, ma come interpretazione: anticipando le avanguardie artistiche del Novecento.

Domenica 8 dicembre, sempre alle ore 11, è invitato a conversare sull’opera di Medardo Rosso lo scultore Fabio Viale.

La partecipazione alle “Conversazioni ad Altemps intorno a Medardo Rosso” è gratuita per i possessori del biglietto d’ingresso al Museo. A seguire alle ore 12.00 visita guidata della mostra e del museo.

Nel corso della sua lunga carriera di fotografo Aurelio Amendola si dedica principalmente all’arte contemporanea, immortalando i protagonisti dell’arte del Novecento: De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro, Schifano, Warhol, per ricordarne solo alcuni. Tra le numerose monografie dedicate ai maggiori scultori e pittori contemporanei ricordiamo Marino Marini, Burri, Manzù, Fabbri, Ceroli, Vangi, Kounellis. Aurelio Amendola è poi noto per le fotografie delle sculture del Rinascimento italiano: ha documentato l’opera di Jacopo Della Quercia, Michelangelo e Donatello, e illustrato singoli capolavori e monumenti quali il pulpito pistoiese di Giovanni Pisano, il fregio robbiano dell’Ospedale del Ceppo, sempre a Pistoia, Santa Maria della Spina e il Battistero a Pisa, San Pietro in Vaticano. San Pietro in Vaticano è il primo di una serie dedicata ai grandi temi dell’arte italiana visitati secondo l’ottica personale del fotografo, presenta una campagna iconografica completamente nuova, calibrata sul “taglio” e sulle esigenze specifiche del progetto: approfittando della rara occasione di un contatto senza vincoli con i monumenti berniniani e, più in generale, con i vari elementi architettonici e scultorei caratterizzanti San Pietro, simbolo di tutta la cristianità, Amendola riesce a riprenderne gli scorci e i particolari più inaspettati.

Marcello Barbanera è professore di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma, dove nel 1991 è diventato conservatore della Gipsoteca archeologica, curandone il progetto di restauro. Si è specializzato a Roma in Storia dell’arte antica. Ha trascorso soggiorni di studio a Parigi con Alain Schnapp (La Sorbonne 1997), è stato borsista a Berlino con Adolf H. Borbein (Alexander von Humboldt Stiftung, Freie Universität 1998 e 2005) e a New York (The Italian Academy, Columbia University 1999). Visiting professor a Parigi (Ecole des Hautes Etudes 1997 e Institut d’Histoire de l’Art 2006), è stato nel 2008 «Kress Lecturer» per l’Archaeological Institute of America, di cui è membro. E’ socio corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico. Fellow del Morphomata Kolleg di Colonia (2012-13). La sua attività di ricerca è orientata verso la storia dell’archeologia, la scultura greca, la metodologia della storia dell’arte, la storia del collezionismo, l’archeologia della Magna Grecia, la museografia, la ricezione dell'antico e la definizione di arte nella società greca.

 

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