E’ stata inaugurata presso la Camera dei Deputati (Complesso di Vicolo Valdina) la mostra dedicata a Guglielmo Sansoni, in arte Tato (Bologna 1896 – Roma 1974) artista futurista italiano, inventore e padre dell’aeropittura. L’esposizione, curata da Salvatore Ventura su progetto e coordinamento curatoriale di Cornelia Bujin, coglie l’occasione dell’importante ricorrenza dei cento anni dell’incontro di Tato con Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista. La mostra resterà aperta fino al 6 dicembre (ingresso gratuito). 

“Ospitare l’artista dell’Aeropittura Guglielmo Sansoni Tato nei locali della Camera con una mostra, voluta dai deputati Federico Mollicone e Paola Frassinetti, non rappresenta soltanto un’occasione prestigiosa per esporre nelle istituzioni opere di rara bellezza, ma è anche il modo per ricordarci della potenza industriale italiana e celebrare ciò che in un continuum di millenni ha rappresentato la grandezza italiana, prima ancora dell’Unità nazionale”, sottolinea il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fdi). “L’arte italiana costituisce infatti una delle ‘potenze industriai’ più forti al mondo, la cifra attraverso cui non a caso l’Italia viene considerata la vera cultura globale in grado di ispirare centinaia di milioni di stranieri che ogni anno studiano la nostra lingua, le arti figurative, l’architettura il belcanto e visitano le nostre città”. 

"Ospitare nello splendido complesso di Palazzo Valdina la mostra “Tato aeropittore futurista” a cura del generale Ventura e da un’idea di Cornelia Bujin Sarcinelli è per noi un onore e un vero piacere”, gli ha fatto eco Federico Mollicone (Fdi), capogruppo in commissione Cultura di Montecitorio. “Il Futurismo ha tutta la nostra ammirazione e passione come originale movimento che nutrì le altre avanguardie in tutte le arti fino ai giorni nostri, di cui l’aeropittura rappresenta la massima espressione dei valori artistici, estetici e plastici del Futurismo”.    

“Le aeropitture di Tato – ha sottolineato Cornelia Bujin - costituiscono un elemento importante e fondamentale alla riconoscibilità di un tracciato urbano quanto paesaggistico rurale o industriale proprio per quella peculiarità di tratto o di “polvere” come lo definisce Marinetti che gli è rimasta dalla tradizione. La lettura delle sue opere va indubbiamente vista anche in un’ottica di importante contributo allo studio e all’analisi del territorio italiano, alla sua evoluzione in una dimensione antropologica e di innovazione tecnologica. La mostra è stata fortemente voluta in questo contesto perché finora non era mai stata contestualizzata una monografica completa sulla sua opera e della sua figura. Tato, rispetto ad altri pittori, costituisce una particolarità: le sue opere ci consentono a distanza di anni di poter mappare il territorio italiano e vedere l’andamento e il cambiamento della stratificazione urbana e della città”. 

LA MOSTRA

Con circa ventisei opere tra oli su tela, tempere su carta, dipinti su ceramica e foto originali d’epoca, incentrati sulla visione emozionale del paesaggio italiano visto da nuovi e inesplorati punti di vista come gli aerei in volo, la mostra pone l’accento proprio sul ruolo primario dell’avanguardia italiana nel fermento degli albori del Novecento, individuando il ruolo del collezionismo d’autore e dello studio scientifico, come custode del patrimonio della memoria storica e punto nodale dei nuovi processi di fruizione del “bene condiviso”. L’avanguardia artistica italiana è uno dei più sensibili specchi della grande rivoluzione della modernità dove il dinamismo, l’aeropittura e la sperimentazione, comunicano perfettamente le inquietudini, lo stupore, le emozioni di chi per la prima volta sente il brivido della velocità, del suono registrato e vede lo spazio urbano e la terra dall’alto.

L’aeropittura si colloca in questo senso nell’ambito del secondo futurismo iniziando tuttavia ad affermarsi negli anni successivi alla prima guerra mondiale e trovando in D’Annunzio eroe-aviatore, un indubbio precursore. L’aeropittura e il suo manifesto entusiasmo per il volo e la velocità aerea, scandisce le immagini per piani di colore riproponendo luoghi e paesaggi italiani in prospettiva aerea. Il tema pittorico della “veduta” tra natura e modernità, si lega così al racconto delle trasformazioni dello spazio tra ruralità e urbanizzazione di un’Italia in evoluzione. Un viaggio ininterrotto agli albori del XX secolo attraverso gli occhi sensibili di Tato nella visione esaltante di un paesaggio in cui, il dinamismo di strade e ferrovie, si intreccia con la staticità metafisica d’insondabili labirinti meccanici.

Tra le opere in esposizione “Sorvolando in spirale il Colosseo (Spiralata)” 1930 esposto al Guggenheim Museum di New York nel 2014 in occasione della mostra ItalianFuturism, 1909–1944: Reconstructing the Universe, “Aeroplani + Metropoli” 1930, “Paesaggio in velocità - scivolamento d’ala” 1930, “Sport” 1930, “Avvitamento” 1930, “Sorvolando Sabaudia” 1934, “Spiralata” 1936, “ Volo notturno” 1936, “Atterrando” 1937, “Sensazioni di volo II tempo” 1929, “Il dirigibile Italia al polo Nord” 1928, “Alba futurista” 1926.

La mostra è organizzata da Civita. Il catalogo è edito da Palombi.
 

 

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