Si è tenuta a Tivoli un’Assemblea pubblica indetta dal Comitato “La Rocca Pia è anche mia” per supportare la richiesta di non affidare la gestione della Rocca a enti privati (in questo caso al FAI), quale era la volontà iniziale del Sindaco sulla base della Delibera Comunale n. 27 del 20/02/2019, ma di farla gestire direttamente dal Comune, e soprattutto di aprire un confronto democratico e partecipato sull’argomento. 

A moderare l’incontro Barbara Putzolu, una delle coordinatrici del Comitato, del quale è stata anima e portavoce per mesi, di professione guida turistica e socia AGTA (Associazione Guide Turistiche Abilitate). 

Al tavolo dei relatori, oltre a lei, Margherita Corrado, Senatrice, della Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali del Senato, e Daniela Pietrangelo, portavoce di “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali”. 

Per AGTA ha parlato la presidente nazionale Isabella Ruggiero, che ha innanzitutto sottolineato i danni che il fenomeno del volontariato, su cui tante associazioni si basano, crea all’economia locale: a fronte di aperture di siti, si impone una economia basata sul lavoro non pagato, o retribuito miseramente, impoverendo quelle comunità che invece dal turismo dovrebbero essere avvantaggiate. 

Altro elemento su cui AGTA ha portato l’attenzione, quello dei bandi: “Il sindaco ora ha assicurato che la gestione degli spazi di Rocca Pia saranno affidati attraverso un bando, ma i bandi non sono la soluzione di tutto. Le esternalizzazioni non vanno demonizzate, perché può essere utile e conveniente affidare la concessione a soggetti privati particolarmente esperti e qualificati, ma i bandi dovrebbero contenere obblighi di trasparenza e correttezza e i funzionari dovrebbero vigilare costantemente  sulla corretta gestione. Nell’ultimo ventennio invece abbiamo visto le amministrazioni abdicare ai propri ruoli, riducendo talvolta le gestioni a svendite dei beni”.

Legata alle questioni precedenti c’è la progressiva preclusione alle guide turistiche dei siti pubblici, denunciata da Ruggiero: “Il fenomeno iniziò nel 2015 con il divieto a noi guide abilitate di svolgere la professione proprio al Quirinale, la “Casa degli Italiani”, un episodio che ancora oggi brucia, nel vedere che lo Stato ha preferito riservare le visite solo ai volontari del Touring Club e agli studenti. Non c’è speranza per il mondo dei beni culturali se lo Stato ritiene più dignitoso il volontariato (nella maggior parte dei casi equivalente a lavoro svolto da persone onestissime e ammirabili ma non preparate) che il lavoro remunerato di professionisti qualificati (che oltretutto attraverso le partite IVA portano forti entrate all’erario pubblico). Soprattutto se non si permette più ai cittadini neanche di scegliere e il sistema del volontariato diventa un obbligo. Finché le istituzioni, le più alte, negando i valori stessi su cui si basa la nostra Costituzione, non smetteranno di glorificare il lavoro non pagato nel settore dei beni culturali e di svilire invece quello retribuito, non c’è futuro in Italia”.

A questo proposito è stata significativa la testimonianza di Gemma Guerrini, che giorni fa, a causa di quello che stava accadendo a Tivoli, ha rassegnato le dimissioni da Vicepresidente Vicaria del Consiglio di Roma Capitale, proprio per dare un segnale forte di opposizione contro la politica dei beni culturali del nostro paese.

Barbara Putzolu ha chiesto un cambio di rotta sulla questione, auspicando che su Rocca Pia il Comune si apra a un dialogo sereno e costruttivo con tutti i cittadini, senza pregiudizi e senza vincoli: “Grazie alla presenza anche del sindaco e di rappresentanti delle diverse forze politiche e di varie categorie interessate, l’incontro è stato un momento importante di confronto e di partecipazione attiva. Il Sindaco Proietti ha assicurato che la Delibera in questione sarà ritirata. Il nostro Comitato continuerà a seguire le vicende di Rocca Pia e del Comune”.

 

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