Istruzioni e procedure operative per il rilascio delle autorizzazioni relative a prestiti per mostre ed esposizioni. È questo il contenuto della circolare a firma Direttore generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio Federica Galloni con la quale si indicano precisazioni agli attori coinvolti nella tematica. 

La circolare è stata resa necessaria “al fine di assicurare il buon andamento dell’azione amministrativa e di semplificare i procedimenti di autorizzazione al prestito per mostre ed esposizioni”. Si fa in particolare riferimento a due motivi specifici. Da un lato, i numeri “assai importanti” del volume delle movimentazioni per prestiti in Italia e all’estero. Si parla di circa 9600 opere, per un totale di 655 mostre, per l’anno 2018, e circa 4200 opere, per un totale di 333 mostre, per i primi due quadrimestri del 2019. 

Dall’altro, si sono riscontrate criticità dovute “allo scarso rispetto delle tempistiche e dei requisiti di valutazione richiesti dalla legge, nonché dalla sovrapposizione e confusione di due procedimenti, simili ma non uguali, quali quelli di prestito per mostre e spostamento di beni culturali mobili” definiti nel Codice dei Beni culturali. 

LE COMPETENZE

Con la nuova riorganizzazione del Ministero per i Beni culturali (DPCM 76/2019), specifica la premessa della circolare, è decaduta la delega parziale al rilascio delle autorizzazioni al prestito per mostre concessa dal Direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio alle Soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio. La delega riguardava i prestiti per le mostre svolte sul territorio nazionale, escludendo i casi di particolare delicatezza e rilevanza individuati in base alla natura e tipologia dei beni o cose d’interesse culturale richiesti in prestito e al loro valore culturale. 

L’esercizio delle funzioni in materia è tornato nell’esclusiva competenza della Direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio. 

LE AUTORIZZAZIONI DELEGATE AI SOPRINTENDENTI

I Soprintendenti Archeologia belle arti e paesaggio rilasciano le autorizzazioni al prestito per mostre ed esposizioni che si svolgono in Italia e che hanno ad oggetto beni e cose d’interesse culturale e la cui movimentazione non rientra in casi di particolare delicatezza e rilevanza. Si tratta, ad esempio, di dipinti su tavola superiori a 150 cm in una delle due dimensioni, di beni che appartengono al nucleo principale di un museo o collezione e ne costituiscono elemento caratterizzante o di opere, beni culturali o cose frammentarie e ricostituite a seguito di eventi calamitosi, guerre, atti di terrorismo.

La delega è effettiva solo se vengono rispettati i criteri per la valutazione nel merito e le istruzioni procedurali e operative definiti dalla circolare stessa. 

Nel rilascio delle autorizzazioni in via diretta e nel corso delle istruttorie relative alle autorizzazioni, le Soprintendenze Archeologia, Belle arti e Paesaggio si atterranno “rigorosamente” ai principi delle “Linee guida prestiti per mostre e alle esemplificazioni” con particolare riferimento al vademecum operativo intitolato “Ragioni per prestare o non prestare” allegato al “Rapporto prodotto da un gruppo indipendente di esperti, istituito dalla risoluzione del Consiglio d'Europa 13839/04”, dal titolo “Lending to Europe. Recommendations on collecion mobilities of European museum”. 

I PRESTITI

Due gli elementi in base ai quali valutare se autorizzare o meno un prestito: le condizioni conservative dell'opera, di importanza primaria, e l'opportunità dell’allontanamento dall'ubicazione abituale. Tra le ragioni per prestare, indicate dalla circolare, sono comprese il contribuire a una mostra importante o a un progetto educativo interessante o che coinvolga nuovi pubblici, l’approfondire la conoscenza di un’opera o cogliere l’occasione per restaurarla, il riunire temporaneamente oggetti che il tempo ha separato; mostrare opere solitamente conservate nei depositi e pertanto difficilmente fruibili e il conoscere nuove culture. 

Ampie ed esplicate anche le ragioni per non prestare. Oltre a quelle connesse ai rischi dal punto di vista della sicurezza e conservazione fisica del bene, la circolare fa riferimento a quelle legate alla circostanza che l’argomento della mostra sia troppo limitato o commerciale per giustificare la movimentazione del bene richiesto, che il progetto scientifico sia confuso o non in grado di dimostrare chiaramente la necessità di includere un determinato bene nella mostra, che il valore aggiunto nel prestare l’oggetto non sia rilevante. 

La circolare 29/2019 richiama, per uniformare le valutazioni circa lo stato conservativo dei beni richiesti in prestito, gli undici modelli di scheda di rilevazione predisposti nella circolare 28/2018. Si specifica che, in caso di prestito di beni archeologici di natura eterogenea, reperti bioarcheologici e paleontologici, le schede conservative di prestito possono essere sostituite da una tabella conservativa di sintesi, allegata alla stessa circolare 28/2018. Stesso per beni collettivi assimilabili, quali ad esempio, talune tipologie di beni demoetnoantropologici, oggetti di design, prodotti di natura industriale, ecc. Una volta verificato che lo spostamento non mette a rischio l’integrità del bene, si valuterà l’opportunità del prestito sotto il profilo scientifico. 

Particolare attenzione, nella circolare, è posta alla questione delle tempistiche. La comprensione e i chiarimenti in merito sono infatti necessari a realizzare quegli obiettivi buon andamento dell’azione amministrativa che richiama la stessa circolare in premessa. 

 

Articoli correlati