La Banca d’Italia ha inaugurato la Sala espositiva di Arte Orientale che raccoglie la maggior parte delle opere di arte orientale dell’Istituto. Una sessantina di opere provenienti dalla collezione appartenuta a Riccardo Gualino, un protagonista dell’economia italiana dei primi del Novecento. A seguito del suo tracollo finanziario, i beni di Gualino vennero confiscati e una parte della collezione divenne proprietà di Bankitalia che era tra i maggiori creditori dell’imprenditore. 

Questa scelta della Banca d’Italia di esporre le opere di arte orientale è “un’operazione molto importante, una collezione di arte orientale così rilevante oggi è esposta in una modalità attiva e didattica che piacerà molto alle scuole” ha commentato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini al termine dell’inaugurazione a Palazzo Koch. La mostra “rende fruibile una parte del patrimonio in un palazzo che è parte della Storia d’Italia. Una bellissima operazione di restituzione al pubblico di un pezzo importante delle collezioni di arte orientale che sono diverse nel nostro Paese ma non tante con pezzi di assoluta qualità come questa”. 

L’obiettivo, ha poi aggiunto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, è “quello di rendere più disponibile ciò che abbiamo”. Bankitalia ha una collezione di opere varie di circa 3000 pezzi di cui 200 di una certa importanza. Dagli Anni ‘50/’60 la Banca d’Italia ha cominciato anche ad acquisire opere di artisti contemporanei italiani: un’attività che continua ancora oggi. Per Visco “è importante che i giovani si avvicinino a vedere ciò che abbiamo in questo istituto”. La mostra sarà accessibile “una volta al mese, il sabato in cui Palazzo Koch è aperto al pubblico” e su prenotazione. 

 

Articoli correlati