Il 12 giugno 2019 Anna Frank, simbolo assoluto della Shoah che ha segnato un’epoca attraverso il suo Diario, avrebbe compiuto 90 anni. Per ricordarla il Museo ebraico di Venezia ha organizzato in quella ricorrenza un evento-maratona: la lettura integrale e pubblica del Diario in un luogo suggestivo e simbolico insieme, Campo di Ghetto Nuovo a Venezia. Il progetto, curato da Matteo Corradini in collaborazione con Museo ebraico e CoopCulture, Comunità ebraica di Venezia, università ca’ Foscari, associazione Figli della Shoah, Consiglio d’Europa e Rizzoli, è stato ricordato nel panel organizzato nell’ambito della II edizione di Ro.Me Museum Exhibition all’interno dello spazio di CoopCulture.

Presenti Massimiliano Zane, Progettista-Consulente strategico per lo sviluppo del patrimonio e delle risorse culturali, Michela Zanon, Project Manager Museo Ebraico di Venezia e Matteo Corradini, scrittore e ideatore della maratona.

“Ho pensato che il modo migliore per ricordare Anne Frank fosse leggere l’intero diario in un luogo simbolico come il Ghetto di Venezia. Abbiamo avuto l’idea di far leggere il Diario a 90 persone, ognuna simbolicamente rappresentava 1 anno che Anna non ha vissuto. E’ partito tutto da internet e in sole 48 ore sono arrivate oltre 500 proposte dall’Italia e dall’estero”, ha evidenziato Corradini.

“Un progetto – gli ha fatto eco Zane - che ci dimostra che ‘si può fare’ e che ‘si deve fare’: in un momento storico come quello che stiamo vivendo oggi, si deve trovare una nuova modalità d’impegno, mettere in campo le nostre energie e rispondere all’esigenza di partecipazione delle persone e delle comunità”. L’evento “90 voci per Anne Frank”, ha concluso, “ha dimostrato che la gente ha una sana voglia di partecipare ed è quindi necessario dargli ascolto e la possibilità di esprimersi”.

“Il lavoro di CoopCulture è stato fondamentale per lo sviluppo del museo, negli ultimi anni abbiamo fatto un grande sforzo per aprirci e dialogare in maniera più completa con tutti", ha ricordato la Zanon. "Abbiamo messo in atto tutta una serie di azioni che hanno avvicinato persone che mai si sarebbero sognate di venire da noi”. 

 

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