Attualmente, l'affresco con il Cristo crocifisso – che si trovava un tempo su un altarino a Via dei Cappellari, in Roma, tra i civici 30 e 35 - è conservato sulla parete di fondo della cripta del Venerabile Collegio Inglese, legittimo proprietario dell'edificio che contiene l'edicola (secondo l'ampia documentazione storica), all'interno della quale il dipinto era conservato anticamente. Lo ha dichiarato la sottosegretaria al Mibact, Lorenza Bonaccorsi, rispondendo a un’interrogazione di Michele Nitti (M5S) in merito al “Cristo crocifisso” rimosso dall'altarino di via dei Cappellari.

“Nel 2016, il Collegio Inglese ne ha finanziato il restauro, eseguito sotto la sorveglianza della Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma e autorizzato il 30 maggio di quell'anno”. La Soprintendenza speciale di Roma, ha concluso la sottosegretaria, “ritiene che l'attuale collocazione dell'opera ne garantisca la migliore conservazione”.

Il dipinto murale, raffigurante Cristo Crocifisso tra la Vergine, San Giovanni Evangelista e un donatore, risalente presumibilmente agli inizi del XV secolo, si trovava inizialmente sulla parete di una casa in via dei Cappellari, e da qui sarebbe poi stato trasferito – con un primo, antico, distacco – nel corso della prima metà del XIX secolo, al centro dell'edicola ubicata fra i civici 30 e 35 di via dei Cappellari, in un vicolo cieco di pertinenza del Collegio Inglese.   

Qui l'affresco è ricordato dalle fonti già nel 1853 – seppur erroneamente indicato come dipinto su tela – e lì è rimasto fino al 1993, quando, al fine di sottrarlo alle pessime condizioni di conservazione in cui versava, il dipinto murale viene nuovamente staccato e collocato in una cappella all'interno del Collegio Inglese. Nel 2010 l'area comunale in cui si trova l'edicola sacra, rimasta sguarnita della sua decorazione, è stata oggetto di una convenzione, stipulata fra il Comune di Roma e il Condominio di via dei Cappellari 33/38 (nel 2010) per la gestione dell'area comunale.

Fra i termini dell'accordo, la convenzione prevedeva anche che gli affidatari collocassero all'interno dell'edicola sacra una copia del dipinto della Crocifissione e una targa esplicativa, che tuttavia non furono apposte. In seguito al mancato rispetto dei termini dell'accordo, nel 2014 il TAR ha accolto un ricorso che ha determinato la revoca la convenzione (la documentazione relativa è conservata presso la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali — Direzione interventi su edilizia monumentale).

 

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