Tradurre la tecnologia applicata ai beni culturali per il mondo imprenditoriale e allo stesso tempo alimentare le tecnologie tenendo conto delle necessità delle imprese. Un binomio che è alla base del Distretto tecnologico dei Beni culturali della Regione Lazio che ha chiuso gli eventi organizzati all’interno dello spazio di confronto di CoopCulture allestito a Ro.Me - Museum Exhibition dedicato ai temi della crescita dei territori, delle comunità e delle persone attorno al museo. L’esperienza del DTC quindi per una contaminazione tra mondo della formazione e la cooperazione culturale.

All’incontro (dal titolo ‘Lo sviluppo people-centered’) hanno partecipato Giovanna Barni Presidente CoopCulture, Paola Autore Responsabile formazione nuove competenze CoopCulture, Maria Sabrina Sarto Prorettore Università La Sapienza di Roma,  Alberto Marinelli Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi Università La Sapienza di Roma, Fabio Mestici Vice Presidente Legacoop Lazio.

MARIA SABRINA SARTO

L’obiettivo del Centro di eccellenza, ha spiegato ad AgCult Sabrina Sarto a margine della conferenza, è quello di “creare una rete di competenze, di persone negli ambiti della ricerca, dell’impresa e dell’alta formazione perché soltanto unendo questi tre elementi riusciamo a dare la possibilità di crescita nel settore dei beni culturali. La nostra missione è proprio quella di rendere e di tradurre per il mondo imprenditoriale la tecnologia di alto livello che viene sviluppata nei centri di ricerca”. Ma allo stesso tempo, ha aggiunto la prorettrice della Sapienza, “alimentare le nostre tecnologie prendendo coscienza delle necessità e dei bisogni che vengono dal mondo imprenditoriale. Un binomio che è quello che si è costituito e di cui abbiamo avuto testimonianza nell’incontro di oggi tra mondo della cooperazione, Regione Lazio e Dtc ne è la conferma”. 

GIOVANNA BARNI

La serie di conversazioni, ospitate nello spazio CoopCulture a Ro.Me - Museum Exhibition, è stata chiusa - come detto - dall’incontro tra i soggetti responsabili del Distretto tecnologico dei Beni culturali del Lazio di cui la cooperazione è stakeholder. “La cooperazione è un modo di fare impresa centrato sulle persone - ha spiegato ad AgCult Giovanna Barni, presidente di CoopCulture -. La cooperazione è quindi impegnata in prima linea affinché i nostri operatori, tra cui tantissimi giovani, possano trovare lavoro innovativo e qualificato nel settore con nuove competenze che guardano a quanto di nuovo si può fare attraverso l’uso del digitale”. 

 

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