Ph. NEMO

Il 29 novembre accanto ai manifestanti di Fridays for Future è scesa in piazza anche la comunità museale che ha sposato la battaglia contro i cambiamenti climatici dando vita al movimento #MuseumsforFuture. A Vienna cinque musei hanno manifestato chiedendo un azione rapida per il clima mentre in piazza a Berlino c’era Nemo, la rete delle organizzazioni dei musei europei (“La sostenibilità rimane una delle nostre priorità”, scrivono sui social).

LE OPERE IN SCIOPERO

In linea con le 10 azioni che i musei possono intraprendere per sostenere l’azione per il clima, diffuse da #MuseumsforFuture, alcuni musei hanno sostenuto il movimento facendo “scioperare” alcune opere. In Italia è successo al musei civici di Recanati, dove il dipinto “Leopardi sul letto di morte” è stato rimosso dall’esposizione, o al Muse di Trento dove i visitatori hanno trovato alcune tassidermie ricoperte con un telo di tnt (che poi verrà usato nella serra e negli orti) con un cartello in cui si dichiarano “Object on strike”, tradotto “in sciopero”. La scelta in questo caso è ricaduta sulla pernice bianca, il leone bianco, l’ape e lo stambecco, animali - spiega il Museo delle Scienze - che possono essere realmente partecipi dello sciopero perché direttamente interessati dai cambiamenti climatici.

 

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