© Progetto Horizon 2020 “CLIC - Circular models Leveraging Investments in Cultural heritage adaptive reuse”

Sviluppo sostenibile, economia circolare, cambiamento climatico, sostenibilità ambientale sono temi che sempre più frequentemente (e urgentemente?) irrompono nel dibattito inerente il patrimonio culturale.
Che sia per gli evidenti rischi a cui sono sottoposti molti beni culturali per effetto dei cambiamenti climatici, Venezia ne è il caso emblematico, per la necessità di modelli di gestione sostenibile del patrimonio o per il contributo della cultura allo sviluppo sostenibile – il Consiglio dell’UE ha adottato il 21 novembre una risoluzione sulla dimensione culturale dello sviluppo sostenibile − la mobilitazione di esperti, professionisti, attori pubblici e privati è ormai evidente.

Tra le iniziative più recenti, si pensi al lancio del Climate Heritage Network lo scorso 24 ottobre a Dublino, al Forum dei Ministri della cultura tenutosi a Parigi lo scorso 19 novembre sul tema “Culture and public policy for sustainable development”, stesso tema della conferenza annuale di NEMO – Network of European museums organizations “Museums 2030 – Sharing recipes for a better future”, tenutasi dal 7 al 10 novembre a Tartu in Estonia, ma anche all’iniziativa #museumsforfuture lanciata da professionisti museali, facendo eco al movimento #fridaysforfuture, con la proposta di 10 azioni in vista del quarto sciopero per il clima del 29 novembre. 

In questo dibattito si inserisce il progetto europeo di ricerca “CLIC − Circular models Leveraging Investments in Cultural heritage adaptive reuse”, finanziato dal programma “Horizon 2020” sotto la Call “Innovative financing, business and governance models for adaptive re-use of cultural heritage” (SC5-22-2017): “il progetto CLIC ha individuato il patrimonio culturale come campo di sperimentazione per modelli innovativi di finanziamento, di business e di governance in grado di promuovere e abilitare il riuso del patrimonio culturale nelle città e nei paesaggi culturali europei, nella prospettiva dell’economia circolare come modello di sviluppo sostenibile” (Oppido e Daldanise, 2019: 1352). 

Avviato nel dicembre 2017 e della durata di tre anni, il progetto è coordinato da IRISS-Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), sotto la responsabilità del prof. Luigi Fusco Girard, e vanta 15 partner tra enti di ricerca, organizzazioni di governi locali, imprese ed enti locali di 10 paesi europei: City of Rijeka (HR), City of Salerno (IT), FacilityLive OpCo S.r.l. (IT), ICHEC Brussels Management School (BE), ICLEI European Secretariat GmbH (DE), Pakhuis de Zwijger Foundation (NL), Technische Universiteit Eindhoven (NL), University College London (UK), University of Nova Gorica (SL), University of Portsmouth Higher Education Corporation (UK), University of Warsaw (PL), Uppsala Universitet (SE), Västra Götaland Lans Landsting (SE), Vienna University of Economics and Business (AT).

IL PROGETTO. OBIETTIVI E AZIONI

“Se da un lato la fruizione di massa “consuma” i grandi attrattori culturali, dall’altro la maggior parte del patrimonio culturale esistente è opaco ai processi di rigenerazione urbana e rappresenta una passività nello sviluppo di capitale sociale e culturale. In una logica di economia circolare si sta sviluppando una transizione da una visione polarizzata (bene culturale da conservare) ad una visione di infrastruttura culturale (capitale da valorizzare e riprodurre). In tale visione, il capitale culturale rappresenta il driver di un processo di rigenerazione a scala urbana o metropolitana nel quale le interconnessioni trasversali tra i cicli produttivi del riuso adattivo del patrimonio disponibile, sia nella fase di adeguamento che in quella gestionale, configurano un processo circolare di produzione multidimensionale di valore” (Esposito De Vita e Cerreta, 2019: 1349). A partire da questa constatazione, il progetto intende indagare come il riuso del patrimonio culturale possa diventare attivatore di valori culturali, economici, sociali ed ecologici, diventando così rigenerativo nell’ottica dell’economia circolare.

Obiettivo principale del progetto è quindi sperimentare e valutare modelli circolari di business, governance e finanziamento per il riuso funzionale del patrimonio, inizialmente nelle città di Salerno in Italia e Rijeka in Croazia, nella regione Västra Götaland in Svezia, e presso la Fondazione culturale Pakhuis de Zwijger di Amsterdam in Olanda, che possano poi essere replicabili in altri territori. 

In ciascuna delle quattro realtà di sperimentazione, sono state istituite e sono testate delle HIP-Heritage Innovation Partnership, ovvero dei partenariati tra un ente di ricerca e un ente/partner operativo locale che hanno l’obiettivo di accompagnare una molteplicità di attori locali, ovvero una comunità di pratica, nella co-elaborazione di piani di azione locale per il riuso funzionale del patrimonio culturale, favorendo la cooperazione e l’attivazione di processi e risorse a livello territoriale. Il tutto è coordinato da ICLEI − Local Governments for sustainability, network istituito nel 1990 che, ad oggi, riunisce 1750 enti locali e regionali impegnati per lo sviluppo sostenibile. 

Nell’ambito del progetto, è stata lanciata anche una Survey per mappare pratiche di rigenerazione del patrimonio secondo l’approccio dell’economia circolare, compilabile online da chiunque voglia contribuire alla costruzione del relativo database, che al momento contiene informazioni relative a 126 progetti dislocati in tutta Europa

IL PROGETTO. RICERCHE E PUBBLICAZIONI

Parallelamente alla sperimentazione locale, i partner del progetto svolgono attività di ricerca, restituite in pubblicazioni scientifiche disponibili online, riguardanti vari aspetti legati ai processi di riuso, in particolare quello gestionale e di valutazione, oltre all’analisi di casi-studio. 

La pubblicazione più recente, dal titolo “Circular economy strategies for adaptive reuse of cultural heritage buildings to reduce environmental impacts” e realizzata da Gillian Foster dell’Institute for Ecological Economics della Vienna University of Economics and Business, propone un modello operativo per i team impegnati in processi di riuso del patrimonio culturale con indicazioni per ridurne gli impatti ambientali e 46 strategie per garantirne la massima circolarità, adattando l’approccio delle 9R (recuperare, riciclare, riconvertire, rifabbricare, rinnovare, riparare, riusare, ridurre, ripensare) caratterizzante l’economia circolare. 

Tra i casi studio rientrano “Circular Economy Strategies in Eight Historic Port Cities: Criteria and Indicators Towards a Circular City Assessment Framework” (Gravagnuolo, Angrisano e Fusco Girard), con le esperienze di Amsterdam, Rotterdam, Londra, Antwerp, Amburgo, Marsiglia, Lisbona e Porto; “Creative adaptive reuse of cultural heritage for urban regeneration” (Daldanise, Oppido e Vellecco), che propone riflessioni a partire da alcune esperienze italiane di riuso; “The Role of ICT in Mapping Resources for Sustainable Historic Urban Regeneration: Case Studies of Amsterdam and Salerno” (Lu, Pintossi, Dane e Pereira Roders) con le esperienze di mappatura realizzate a Salerno e Amsterdam, due delle città oggetto di sperimentazione del progetto. 

Modelli circolari e proposte di strumenti gestionali sono invece il focus delle seguenti pubblicazioni: “Circular governance models for cultural heritage adaptive reuse: the experimentation of Heritage Innovation Partnerships” (Garzillo, Gravagnuolo e Ragozino), “Models of Public Private Partnership and financial tools for the cultural heritage valorisation” (Allegro e Lupu), “Cultural Heritage Adaptive Reuse: the role of connective civic infrastructures” (Fusco Girard, Gravagnuolo ed Esposito De Vita), “A decision support system for preservation and reuse of the cultural heritage” (Barbati, Rui Figueira, Greco, Ishizaka e Panaro), “Circular models for the city’s complexity” (Esposito De Vita, Gravagnuolo e Ragozino). 

Gli aspetti legati alla valutazione sono affrontati in “The influence of values on the composition of well- being indexes from the perspective of cultural heritage and circular models” (Roszczynska-Kurasinska e Domaradzka), “Towards an evaluation framework to assess Cultural Heritage Adaptive Reuse impacts in the perspective of the Circular Economy” (Gravagnuolo, Saleh, Ost e Fusco Girard), “Progression Analytics and Establishing Continuum of Participatory Governance in Cultural Heritage” (Stanojev) e “Evaluation criteria for a circular adaptive reuse of cultural heritage” (Gravagnuolo, Fusco Girard, Ost e Saleh). In quest’ultima pubblicazione, dopo un inquadramento teorico gli autori propongono una riflessione sulla “produttività multidimensionale” del patrimonio e un set di criteri per la valutazione ex-post del riuso, sia nella prospettiva dello sviluppo sostenibile, sia in quella dell’economia circolare. Nel primo caso, viene proposta una lista di 37 criteri suddivisi nelle quattro dimensioni dello sviluppo sostenibile (sociale, ambientale, economico e culturale) e misurabili su scala macro, meso o micro, mentre nel secondo caso i criteri individuati sono distinti in tre categorie: relativi alla conservazione, in modo da garantire l’autenticità e l’integrità del capitale culturale; relativi ai processi di economia circolare dei lavori di conservazione; relativi ai processi di economia circolare relativamente agli impatti dell’utilizzo degli edifici nella zona considerata.

A SUPPORTO DEL PROGETTO

A supportare l’avanzamento del progetto, nell’intento di estendere la riflessione, il confronto e lo scambio sul tema a una più estesa comunità di innovatori nel settore del patrimonio culturale, anche una Task Force di esperti e practitioners, che si riunisce periodicamente (21 novembre a Bruxelles, 7-8 Maggio 2020 ad Amsterdam, Settembre 2020 a Napoli) ed è suddivisa in sei gruppi di lavoro. La Task Force intende proporre un modello di economia circolare e di circular city/region centrato sui processi di riuso e rigenerazione del patrimonio culturale e naturale, promuovendo il raggiungimento degli obiettivi della Nuova Agenda Urbana e dei Sustainable Development Goals. Nel 2020, nell’ambito della Start Europe Week, i partner del progetto CLIC lanceranno inoltre una Start-Up Competition grazie alla quale 5 start-up vincitrici, selezionate da una preselezione di 10 aziende culturali e creative, potranno beneficiare di attività di mentoring e networking e di opportunità di inserimento in piattaforme di crowdfunding per supportare la commercializzazione dei loro prodotti. La selezione terrà conto del’impatto sociale e ambientale dell’idea di business.

Un progetto che ha il merito di combinare ricerca e sperimentazione per individuare strumenti operativi che favoriscano e facilitino la gestione dei processi di rigenerazione del patrimonio culturale nella prospettiva dell’economia circolare, nella consapevolezza delle implicazioni di governance a livello urbano e delle specificità dei singoli contesti di intervento, oltre la retorica. Appuntamento tra un anno per osservarne i frutti. 

Bibliografia

Daldanise Gaia, Gravagnuolo Antonia, Oppido Stefania, Ragozino Stefania, Cerreta Maria, Esposito De Vita Gabriella (2019), “Economie circolari per il patrimonio culturale: processi sinergici di riuso adattivo per la rigenerazione urbana”, Atti della XXI Conferenza Nazionale SIU | CONFINI, MOVIMENTI, LUOGHI. Politiche e progetti per città e territori in transizione, pp. 1348-1361

Foster Gillian (2020), “Circular economy strategies for adaptive reuse of cultural heritage buildings to reduce environmental impacts”. Resources, Conservation and Recycling 152, 104507

Gravagnuolo Antonia, Fusco Girard Luigi, Ost Christian, Saleh Ruba (2017), “Evaluation criteria for a circular adaptive reuse of cultural heritage”. BDC. Bollettino del Dipartimento di conservazione dei beni architettonici ed ambientali dell'università degli studi di Napoli, 2/2017

Tutte le pubblicazioni scientifiche realizzate nell’ambito del progetto CLIC sono disponibili al seguente link: https://www.clicproject.eu/scientific-publications/

Abstract

“CLIC - Circular models Leveraging Investments in Cultural heritage adaptive reuse” is a 3 years research and innovation project funded by Horizon2020 EU programme. Its aim is to identify, test, implement and share business, financing and governance tools for the adaptive reuse of cultural heritage in the circular economy perspective. The project counts 15 partners from 10 European partners and will end in November 2020. Besides the research and evaluation activities, it includes four pilot experimentations in Salerno (Italy), Rijeka (Croatia), Pakhuis de Zwijger Foundation (Netherlands) and Västra Götaland Lans Landsting (Sweden), a task force of experts and practitioners, a series of scientific publications, as well as an online Survey to map heritage regeneration practices and a competition for cultural and creative startups.

 

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