In Parlamento si sta ragionando in queste ore sulla possibilità di estendere il Bonus facciate anche agli alberghi. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo all’Assemblea Annuale di Assoimmobiliare.

“Ho chiesto che in legge di Bilancio ci fosse il Bonus facciate, una norma già sperimentata in altri paesi come la Francia, che mette in moto immediatamente lavoro e fa più belle le città dal momento che la misura come è scritta oggi vale in tutte le aree urbane e non solo per i centri storici. Una misura che si andrà a incrociare con gli altri bonus fiscali: sarà integrativa e non sostitutiva”. 

“Il tema delle periferie e della rigenerazione urbana – ha poi aggiunto - è un tema che riguarda profondamente anche il mio ministero. Nel secolo scorso abbiamo complessivamente vinto la battaglia di tutela dei centri storici, ora la sfida di questi decenni è la periferia e la rigenerazione urbana: anche per questo all’interno della riorganizzazione del ministero c’è per la prima volta un servizio che si occupa esclusivamente di questo”. 

IL BONUS FACCIATE

Il Bonus facciate prevede la detraibilità al 90 per cento dall’imposta lorda delle spese documentate e sostenute nel 2020, senza alcun limite, per gli interventi edilizi, anche di manutenzione ordinaria, per il recupero o il restauro della facciata degli edifici.

Il bonus facciate non avrà limiti di spesa e riguarderà tutti gli edifici, dai condomini alla villa, dal casale al rustico. La detrazione sarà inoltre cumulabile alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico e le ristrutturazioni. Le spese detraibili al 90 per cento includono di fatto ogni rifacimento delle facciate, inclusi i semplici interventi di tinteggiatura, ripulitura, intonacatura.

 

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