La scelta di lasciare la Reggia di Caserta chiusa il 24 e il 31 dicembre (due martedì, giorno consueto di chiusura del monumento) è dettata da motivi organizzativi da un lato e di opportunità per il territorio e per i visitatori dall’altro. Lo spiega ad AgCult il direttore della Reggia Tiziana Maffei all’indomani delle polemiche che hanno investito la decisione di non aprire in via straordinaria l’istituto nelle vigilie di Natale e Capodanno.

LA DECISIONE

La decisione di mantenere i due giorni di chiusura previsti era nota al tavolo di coordinamento turismo del territorio di cui fanno parte, oltre alla Reggia, il Comune e le associazioni di categoria. “Ho mantenuto le chiusure programmate nell’anno”, spiega Maffei che assicura che “nel 2020 ci sarà un’altra impostazione”. Intanto però il 24 dicembre sarà “l’opportunità per visitare San Leucio e altre realtà del territorio. È stato già previsto il collegamento con una navetta e noi stessi daremo informazioni. Sono state organizzate iniziative come ad esempio gli aperitivi al Belvedere di San Leucio o le attività educative per i bambini con il contributo delle associazioni locali. Abbiamo organizzato un cartellone di attività integrato in modo da offrire qualcosa di più della sola Reggia di Caserta”.

UN’OFFERTA INTEGRATA

Un modo, insomma, “per far fermare più a lungo sul territorio le persone invece di ragionare ‘prendo il treno, vado alla Reggia e scappo’. L’intenzione è quella di lavorare con il Comune per proporre un’offerta integrata e organizzata ai visitatori”.

TEATRO DI CORTE E TOMBE SANNITICHE

Ma anche alla Reggia l’attività a dicembre non si ferma. Tra le iniziative di questo mese, ad esempio, c’è “il gioiello del Teatro di Corte che normalmente è chiuso e che invece sarà aperto in occasione dei 250 anni della posa della prima pietra. In più abbiamo aperto dopo 20 anni le tombe sannitiche. In una situazione difficile ho cercato di vedere un’opportunità per offrire qualcosa di diverso: sia cose non viste all’interno della Reggia sia cose non viste nel territorio intorno alla Reggia”. 

IL PERSONALE

Alla base della decisione c’è comunque una situazione difficile di gestione del personale, dei turni e delle ferie che ha origini lontane. “Io chiaramente, in questa situazione, non ho forzato la mano - confida Maffei -: ho esigenza di far recuperare ore di permesso e ferie obbligatorie accumulate negli anni pregressi. Ho cercato di fare in modo che l’organizzazione nel rispetto della legge potesse diventare un’opportunità per il territorio”. 

 

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