Un provvedimento organico collegato alla Manovra (quindi con un binario accelerato) dedicato al turismo. È quello a cui sta pensando il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini e che lo ha annunciato nel corso della sua audizione alla Camera di fronte alla Commissione Attività produttive dove ha esposto le linee programmatiche del suo dicastero in materia di turismo. All’interno di questo provvedimento dovrebbero confluire una serie di temi che in parte hanno già interessato il Parlamento. 

Franceschini ha poi toccato anche altri ambiti in materia di turismo, cercando la condivisione della commissione sul tema che per lui è centrale nell’azione di governo in materia turistica: il tema strategico è quello di “moltiplicare gli attrattori di turismo internazionali in Italia e riorganizzare i flussi di turismo interno”.

Annunciato per il 2020 l’anno dedicato al treno turistico. 

PROVVEDIMENTO ORGANICO COLLEGATO ALLA MANOVRA

All’attenzione del Parlamento ci sono da tempo una serie di problemi “a cominciare dal Codice identificativo voluto dal precedente governo che condivido assolutamente e su cui abbiamo un decreto attuativo in fase di firma”. 

“Al Senato - ha aggiunto - cerchiamo di rinnovare il tax credit per gli alberghi e, se riusciamo, a fare in modo che il bonus facciate possa essere esteso alle persone giuridiche quindi anche agli alberghi. Abbiamo poi il tema della tassa di soggiorno, un meccanismo desueto legato alle stelle. Forse bisognerebbe passare a una percentuale del costo delle camere. Come anche il tema della regolazione delle locazioni turistiche.

Tutti temi, ha spiegato Franceschini, che “vorrei portare all’interno di un provvedimento discusso - non solo in sede di conversione o approvazione - ma anche in modo preventivo dal Parlamento dedicato esclusivamente al turismo”. Nella nota al Def abbiamo inserito un collegato ‘cultura e turismo’ che potrebbe avere un percorso veloce e “vorrei poterlo dividere in modo che ci sia un provvedimento organico in materia di turismo da poter discutere preventivamente”.

DELOCALIZZARE È ORMAI UN’ESIGENZA, NON OPPORTUNITÀ

“Distribuire i flussi turistici non è più solo un'opportunità di crescita o di distribuzione di ricchezza, è un'esigenza”. “Perché se non riusciamo a moltiplicare gli attrattori turistici internazionali e tutti vorranno continuare ad andare negli stessi luoghi avremo sempre più in fretta un problema di compatibilità tra flussi turistici enormi e fragilità del patrimonio storico-artistico e del paesaggio. Questo è il nodo di fondo. La Capitale italiana della Cultura ad esempio è un modo di portare sulla ribalta internazionale città che magari non hanno flussi turistici rilevanti”.

2020 ANNO ‘DEL TRENO TURISTICO’

“Stiamo lavorando e l'anno prossimo sarà l’anno del treno turistico”. “Ci sono circa 800 chilometri di binari abbandonati ma ancora funzionali che attraversano paesaggi straordinari del Paese. La Fondazione Fs sta facendo un lavoro assolutamente meritorio di recupero dei treni storici a cui si può affiancare un lavoro sui treni turistici. È un patrimonio enorme, lo cito come potrei citare il lavoro fatto sui cammini, come anche i borghi che hanno avuto una crescita enorme con l'anno dei borghi. C'è un patrimonio infinito”.

TURISMO CON BENI CULTURALI SCELTA STRATEGICA

Riportare il turismo insieme ai beni culturali è “una scelta strategica per l’Italia e spero che possa essere condivisa dal sistema paese e che resti permanente” chiunque si ritrovi al governo in futuro. 

Questo mandato del governo, ha ricordato Franceschini, è cominciato “con la scelta di riportare le competenze del turismo insieme ai beni culturali. Scelta che era già stata fatta nel 2014 e che il Parlamento aveva condiviso in misura abbastanza larga. Non c'è solo il settore del turismo culturale, ma anche gli altri tipi di turismo hanno nel patrimonio culturale una chiave formidabile per aumentare la propria competitività. All'inizio di questa legislatura era stata fatta una scelta diversa, noi abbiamo ritenuto di riportarlo insieme alla cultura”. 

Nella riorganizzazione del ministero è prevista “una direzione generale turismo che avrà al suo interno tre servizi: il primo si occuperà dei rapporti con le Regioni, il secondo che si occuperà dell’attuazione del Piano strategico del Turismo, il terzo si occuperà della promozione del sistema paese. Il lavoro dell'Enit non dovrà essere solo di promozione turistica internazionale ma anche di promozione turistica interna. È necessario distribuire i flussi turistici interni in una maniera migliore”.

RISORSE

Franceschini ha evidenziato che “stiamo recuperando 50 milioni che non erano stati impegnati” e ha annunciato che “ripartirà il comitato permanente per il turismo, il decreto è stato mandato alla Conferenza Stato-Regioni”. 

PIANO STRATEGICO DEL TURISMO

Il Piano strategico del turismo “è in vigore fino al 2022 e va assolutamente ripreso, è fondamentale per ricondurre a unità l'azione del governo, del Parlamento e delle Regioni”. 

“Noi dobbiamo governare in modo intelligente una crescita esponenziale del turismo internazionale”. Già oggi, ha spiegato Franceschini, “ci sono luoghi che hanno un problema di sovraffollamento: se non lo governiamo in fretta avremo problemi di sicurezza del patrimonio e di sicurezza anche delle persone. Esistono esigenze di misure di emergenza e altre strategiche. Anche se io sono contrario ai ticket a pagamento per luoghi delle città”, è necessario pensare “a sistemi di regolazione di ingresso”. Il tema strategico è invece quello di “moltiplicare gli attrattori di turismo internazionali in Italia e riorganizzare i flussi di turismo interno”.

 

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