L’alpinismo entra nella lista Unesco del patrimonio culturale immateriale. La candidatura, di carattere transnazionale, è stata presentata da Francia, Italia e Svizzera. Per il nostro paese si tratta dell'undicesimo elemento iscritto nella prestigiosa lista. La decisione è arrivata durante la riunione annuale del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale che si sta tenendo a Bogotà (Colombia). Ieri era stata la transumanza ad entrare nella lista del patrimonio culutrale immateriale (leggi). 

La candidatura, coordinata dall’Ufficio UNESCO del Segretariato Generale del MIBACT che ha seguito il processo istruttorio tecnico di negoziazione e di relazioni internazionali, coinvolge a livello nazionale i territori dell'intero arco alpino e dell'Appennino Centrale, tra cui i massicci del Monte Bianco, del Monte Rosa, le Dolomiti e il Gran Sasso.

L'alpinismo è l'arte di scalare cime e pareti in alta montagna, in tutte le stagioni, su terreni rocciosi o ghiacciati. Si tratta di abilità fisiche, tecniche e intellettuali, utilizzando tecniche appropriate, attrezzature e strumenti altamente specifici come asce e ramponi. L'alpinismo è una pratica fisica tradizionale, caratterizzata da una cultura condivisa fatta di conoscenza dell'ambiente di alta montagna, della storia della pratica e dei valori associati, e di competenze specifiche. La conoscenza dell'ambiente naturale, delle mutevoli condizioni meteorologiche e dei pericoli naturali è anch'essa essenziale.

L'alpinismo si basa anche sugli aspetti estetici: gli alpinisti si sforzano di ottenere eleganti movimenti di arrampicata, la contemplazione del paesaggio e l'armonia con l'ambiente naturale. La pratica mobilita principi etici basati sull'impegno di ogni singolo individuo, come ad esempio non lasciare tracce durature e assumere il dovere di fornire assistenza.

Un'altra parte essenziale della mentalità alpinista è il senso dello spirito di squadra, rappresentato dalla corda che collega gli alpinisti. La maggior parte dei membri della comunità appartiene ai club alpini, che diffondono le pratiche alpine in tutto il mondo. I club organizzano gite di gruppo, diffondono informazioni pratiche e contribuiscono a varie pubblicazioni, fungendo da motore della cultura alpinista. Dal XX secolo, i club alpini di tutti e tre i paesi hanno coltivato relazioni attraverso frequenti incontri bilaterali o trilaterali a vari livelli.

LE REAZIONI

“Siamo orgogliosi di questo nuovo riconoscimento dell'UNESCO, che segna un ulteriore impegno nella promozione del dialogo interculturale e della cooperazione. È inoltre la dimostrazione di una sempre maggiore attenzione mostrata dal MiBACT nel rapporto tra le politiche culturali, le comunità locali e gli impatti turistici”, ha commentato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini

"Non possiamo che essere felici per questo prestigioso riconoscimento di un’attività nata tra le nostre montagne – commenta l’Assessore all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale della Valle d'Aosta, Albert Chatrian – e che fa parte della cultura e delle tradizioni valdostane. Ai sindaci di Courmayeur e di Chamonix vanno le nostre congratulazioni e il nostro più sincero ringraziamento per l’impegno che hanno profuso per sostenere questa candidatura. Questo riconoscimento, arrivato nella Giornata internazionale della Montagna, riveste un’importanza duplice: da un lato aumenta l’attenzione verso la montagna, ambiente da salvaguardare per via delle importanti evoluzioni dovute ai cambiamenti climatici, dall’altro ci auguriamo che possa rappresentare un tassello in più nel percorso dell’altra candidatura che stiamo portando avanti, quella del Monte Bianco come patrimonio culturale".

 

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