Poli museali chiamati a raccolta a Roma per una giornata di confronto e verifica dedicata al programma MuSST – Musei e Sviluppo dei Sistemi Territoriali. La seconda edizione del Programma, ha detto in apertura dei lavori il direttore generale Musei del Mibact Antonio Lampis, “ha fatto aprire lo Stato, le Regioni e i Comuni a un dialogo che si riconnette molto strettamente con il privato, toccando un tema fondamentale, quello della governance partecipata e sostenibile”.

Oltre a Lampis c’è stato spazio nella mattinata per le relazioni dei componenti della commissione tecnica del programma: Manuel Roberto Guido, Coordinatore Commissione tecnica MuSST#2 su “L’esperienza del programma MuSST”; “I Comuni e le pratiche di valorizzazione integrata territoriale” di Vincenzo Santoro, Dipartimento cultura e turismo ANCI; “Progettazione integrata e partecipata: verso l’impresa culturale” Claudio Bocci, Direttore Federculture; Giuliano Volpe, Consiglio superiore Beni culturali e Paesaggistici MiBACT, “Prospettive della valorizzazione integrata territoriale: le esperienze della gestione dal basso”.

MANUEL GUIDO

Il racconto di questi due anni di lavoro è stato affidato a Manuel Roberto Guido, già dirigente della Direzione Musei e ora in pensione, ma che dedica ancora (pro bono, ha sottolineato Lampis) il suo impegno e la sua esperienza a questo e ad altri progetti della Dg Musei. A lui è stato dedicato un lungo applauso proprio per questo suo lavoro volontario.

IL PROGRAMMA - “Abbiamo promosso una strategia di sistema in grado di coinvolgere il patrimonio culturale nella sua interezza pure avendo come punto di riferimento i singoli musei. Per ottenere tale obiettivo - ha spiegato Manuel Guido - si sono proposti metodi e strumenti utili e valorizzare, in contesti territoriali definiti e adeguatamente sensibili e maturi, tutti i beni patrimoniali, materiali e immateriali, le competenze e le relazioni tra gli attori. Una valorizzazione fondata pertanto sull'identità culturale di un territorio, alla quale sono chiamati a collaborare tutti i livelli istituzionali e gli attori sociali che quel determinato contesto esprime”. 

GLI OBIETTIVI - “Il programma - ha aggiunto Guido - si propone di sensibilizzare e potenziare i poli museali regionali in quanto attrattori culturali con una loro rilevanza strategica nell'ambito della costruzione del sistema museale Nazionale; sollecitare la progettazione partecipata e incoraggiare forme di partenariato tra istituzioni e imprese pubbliche e private del territorio per la costruzione di reti impegnate nello sviluppo locale; favorire la messa a sistema degli strumenti e delle competenze dei diversi soggetti che operano sul territorio nel campo dei beni culturali, del turismo sostenibile, dello sviluppo locale, della promozione della conoscenza del marketing territoriale; favorire la nascita di ‘comunità di pratica’ che forniscano indicatori significativi per la ricerca per l'operatività, e repertori che agevolino la trasferibilità delle esperienze”. 

LAMPIS

“Questo progetto tocca un tema fondamentale, quello della governance partecipata, sostenibile, di cui anche l’Anno europeo del patrimonio culturale ne indicava la necessità”, ha sottolineato Lampis. In quest’ottica, ha spiegato, “i Poli museali hanno sviluppato una rete di relazioni che era indispensabile per la nazione ma anche per questo ministero. Musst2 ha fatto aprire lo Stato, le regioni e i comuni a un dialogo che si riconnette molto strettamente con il privato”.  

FEDERCULTURE

Il direttore di Federculture, Claudio Bocci, ha sottolineato come con il progetto Musst2 "abbiamo voluto tramutare a livello ministeriale quelle idee di valorizzazione di ambiti vasti". Nel 2016 ci fu "un primo tentativo di allargare la progettualità dal basso. In questa seconda fase i promotori sono stati i poli museali. In questo momento il fatto più importante è quello culturale. I poli hanno dimostrato una grande reattività e sensibilità. Tutti i poli regionali hanno lavorato con intelligenza e acume". Per Claudio Bocci "la via è una progettazione integrata e dal basso con il coinvolgimento anche dei privati". 

ANCI

“Da questo percorso che è stato fatto sono venuti fuori risultati molto interessanti, non tutti corrispondenti alle aspettative, ma la strada tracciata è quella giusta e occorre insistere su questo percorso”, ha commentato Santoro, sottolineando che “forse il coinvolgimento dei comuni in maniera diretta può essere ulteriormente stimolato, ma sicuramente l’impostazione è quella giusta. Ci auguriamo che questo progetto possa continuare partendo dai risultati e dalle discussioni che abbiamo avuto”.

 

Articoli correlati