“L’equilibrio economico della gestione” delle fondazioni lirico sinfoniche “può essere considerato un risultato tendenzialmente acquisito, in misura pressoché generalizzato. Non altrettanto può dirsi invece per quello finanziario”. È quanto emerge dalla II Relazione del 2019 condotta dal Commissario straordinario del Governo sul monitoraggio dello stato di attuazione dei piani di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche, Gianluca Sole. Nonostante i dati dimostrino come l’analisi condotta su un arco di cinque anni evidenzi segnali di tendenziale riequilibrio, infatti, esiste una elevata eterogeneità nelle condizioni delle diverse fondazioni. “Dato indiscutibile” è che “tra le nove FLS vi sono situazioni da considerare ancora particolarmente critiche, ovvero sanabili solo con interventi di natura straordinaria”. 

La Relazione evidenzia come le rilevazioni consentono di avere conferma del “grado di impatto e dell’efficacia che hanno avuto le azioni e le misure poste in essere in questi anni dalle fondazioni sulla base dei rispettivi Piani di risanamento e delle loro successive integrazioni”. Permangono situazioni particolarmente critiche presso la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova e la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

La Relazione fa riferimento ai dati contabili relativi al primo semestre 2019, trasmessi nei mesi di settembre e ottobre. In particolare, la Relazione contiene una valutazione di raffronto con le previsioni di chiusura al 31 dicembre 2019, valutazione valutata dalle stesse fondazioni. In alcuni casi, la verifica è stata estesa anche alle previsioni per il 2019, contenute nei Piani di risanamento approvati. Il confronto è stato anche realizzato con i risultati registrati nello stesso periodo dell’esercizio del 2018.

IL QUADRO NORMATIVO

Delle 14 fondazioni che compongono il sistema delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, nove hanno avuto accesso alle misure in tema di risanamento previste dalla Legge Bray (L. n. 112/2013. Si tratta della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova e Arena di Verona.

Le Fondazioni lirico-sinfoniche erano state infatti impegnate, con la legge 112/2013 a produrre risultati economici, finanziari e patrimoniali per delineare uno stabile e progressivo avanzamento verso l’obiettivo dell’effettivo risanamento. I piani di risanamento prevedono infatti misure quali il risanamento del debito, il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento e l’individuazione di soluzioni idonee a riportare le fondazioni, entro tre esercizi finanziari successivi, nelle condizioni di equilibrio strutturale patrimoniale ed economico. Il supporto statale sarebbe consistito in interventi finanziari di sostegno straordinario con incremento del contributo pubblico.

La legge di bilancio 2016 ha poi esteso di un ulteriore triennio il monitoraggio e il controllo sull’azione di risanamento. Si è reso obbligatorio il pareggio economico in ciascun esercizio e il tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario entro l’esercizio finanziario 2018. La Legge di bilancio 2018 ha poi esteso le stesse misure all’esercizio finanziario 2019. È necessario ricordare che, in questo senso, la Manovra 2019 ha poi prorogato le funzioni del Commissario straordinario del Governo sul monitoraggio dello stato di attuazione dei piani di risanamento fino al 31 dicembre 2020.

La Relazione, nella ricostruzione del quadro normativo, cita anche la Legge di bilancio 2017 che, a partire dal 2017, ha previsto un fondo “extra FUS” a favore delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Con esso si mira a “ridurre il debito fiscale e (…) favorire le erogazioni liberali assoggettate” all’Art Bonus. Si richiama poi la Legge di Bilancio 2019 che ha prorogato le funzioni del Commissario straordinario fino al 31 dicembre 2020 e ha previsto un fondo di 12,5 milioni di euro per sostenere “le azioni e i progetti proposti dalle fondazioni lirico-sinfoniche avuto riguardo esclusivamente alla riduzione del Debito esistente”.

I fondi complessivamente stanziati a favore delle Fondazioni risultano pari a 158,1 milioni di euro di cui 156,2 milioni sono stati già assegnati come finanziamenti. 

IL DEBITO VERSO LO STATO

Una parte della Relazione illustra quale sia lo stato dell’arte in termini di debito complessivo delle fondazioni lirico-sinfoniche verso lo Stato. Tale debito è pari a 134.776.434,8 euro ed è ripartito in questo modo: la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari risulta essere debitrice per 4.195.113 euro, la Fondazione Teatro Comunale di Bologna per 15.262.382 euro, la Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino per 28.328.553 euro, la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova per 10.443.019 euro, la Fondazione Teatro San Carlo di Napoli per 25.854.911 euro, la Fondazione Teatro Massimo di Palermo per 7.464.923 euro, la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma per 22.148.925 euro, la Fondazione Teatro Lirico di Giuseppe Verdi di Trieste per 11.236.119 euro e la Fondazione Arena di Verona per 9.842.490 euro.

Il debito è una parte del debito totale delle fondazioni monitorate e, specifica la Relazione, al crescere del debito si deve considerare come più consolidata l’esposizione debitoria di ciascuna fondazione e la sua sostenibilità finanziaria nel lungo periodo.

I PRINCIPALI RISULTATI DELL’ANALISI

Dall’analisi dei periodi considerati dalla Relazione emerge un aumento dei ricavi (+6,7%) e nei risultati d’esercizio (+39,5%). Positivo, secondo il documento, anche l’incremento dei contributi da privati (+14,3%), elemento posto sotto l’attenzione delle fondazioni in tutte le relazioni ed i documenti pubblicati. 

Sotto il profilo patrimoniale e finanziario, il documento evidenzia un “lieve” decremento dei debiti (-2%) e una “significativa” riduzione dei crediti (-11%). Incremento anche per i patrimoni netti aggregati (+14%). 
È aumentato il numero degli spettatori così come il numero delle alzate.

FONDAZIONE PETRUZZELLI E TEATRI DI BARI

Secondo la Relazione, la rilevazione sulla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari “sembra confermare la dinamica di risanamento in atto, al netto di alcuni ‘punti di attenzione’ (e.g. sul margine di produzione, sui valori di Ebitda e sul valore dei debiti totali)”. Rimane valida, sostiene il Commissario, la raccomandazione di tenere una gestione rigorosa che garantisca un ottimale utilizzo delle risorse legale al personale. 

Rispetto al finanziamento da parte dei privati, si registrano proventi da attività di fund raising per 0,22 milioni di euro. “Un risultato che può essere valutato positivamente” considerando anche quanto emergeva dalla precedente Relazione. 
Il debito totale della Fondazione al 30 giugno 2019 cresce fino a 8,1 milioni di euro, corrispondente al +17,9% rispetto alla previsione di Piano 2019 di 6,87 milioni di euro. Il patrimonio netto, invece, risulta pari a 4,69 milioni di euro in linea con quanto stimato nel Piano.

FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Per la Fondazione Teatro Comunale di Bologna si registra una “tendenziale coerenza fra i risultati infra-annuali e quelli stimati alla chiusura dell’esercizio”. La Fondazione, quindi, sostiene il documento, “sembra proseguire in maniera stabile nel suo processo di risanamento. 

Esistono sicuramente margini di miglioramento individuati nell’efficienza operativa e nel volume dei contributi privati. 

FONDAZIONE TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

Di “estrema criticità” si parla in riferimento alla Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, rispetto alla quale nella precedente Relazione si faceva riferimento a un debito totale stazionario se rapportato al consuntivo 2017 (-4%). Il livello di indebitamente rimane “il più elevato tra tutte le fondazioni lirico-sinfoniche sottoposte a monitoraggio”. Un debito che si attesta su un valore complessivo di 59,5 milioni di euro (nella precedente Relazione era pari a 59,3 milioni di euro). 

Alla Fondazione viene suggerito di procedere con un’operazione di ri-patrimonializzazione dell’Ente per consolidare un valore patrimoniale coerente con il livello di indebitamento esistente e per dotare la Fondazione di ulteriori risorse finanziarie indispensabili per far fronte ai debiti netti “a breve termine” residui.

FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE

Segnali di miglioramento per la Fondazione Teatro Carlo Felice ma, nonostante ciò, la Relazione evidenzia la permanenza di “note criticità finanziarie e patrimoniali, in ampia parte determinate da un livello di indebitamento che allo stato continua ad essere troppo elevato e ben superiore agli obiettivi di Piano”. 

Si rilevano infatti ricavi totali pari a 14,2 milioni di euro, che corrispondono al -36,55% rispetto agli obiettivi di Piano, e debiti per 32,9 milioni di euro, un livello più elevato rispetto alle previsioni del Piano (+16 milioni di euro). Riguardo a questo ultimo punto, la Relazione ricorda come la fondazione dovrebbe ricevere dal Ministero dell’Economia le ultime tranche del finanziamento destinato a fornire le risorse finanziarie necessarie a chiudere delle posizioni debitorie ancora in essere con fornitori ed artisti.
La condizione finanziaria rimane quindi “fragile”, superabile attraverso un maggior sostegno finanziario da parte degli enti soci nella gestione e nel rafforzamento della posizione patrimoniale della Fondazione. 

FONDAZIONE TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI

“Pienamente in atto” il risanamento della Fondazione Teatro San Carlo di Napoli, che dimostra la sua capacità di raggiungere un equilibrio economico. La Relazione evidenzia la necessità di sviluppare la capacità di generare risorse e flussi di cassa per sostenere il risanamento e per orientare nuovi investimenti sullo sviluppo. Performance positive anche sul fronte patrimoniale e finanziario. 

I dati contabili dimostrano che il patrimonio di 29,7 milioni di euro risulta essere in previsione di progressiva riduzione a fine esercizio per arrivare a 18,2 milioni di euro. Il debito totale è di 31,9 milioni quando la stima lo prevedeva pari a 33 milioni di euro.

FONDAZIONE TEATRO MASSIMO DI PALERMO

I risultati prodotti dalla Fondazione Teatro Massimo di Palermo “sono per buona parte da valutare in senso positivo, nella direzione data del risanamento dell’ente”. Rimangono due indicatori critici, essenziali per consolidare il risanamento e per impostare una prospettiva di rilancio. Si tratta dell’eccessivo livello dei crediti e della scarsa capacità di raccolta di fondi e contributi da privati. 

Agendo su questi due indicatori, si evidenzia nel documento, si libererebbero risorse economiche e finanziarie che potrebbero essere investite nello sviluppo e che gioverebbero a “tutto il territorio di riferimento e, quindi, dell’intera Sicilia”.

FONDAZIONE TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Nonostante risultati positivi sul piano commerciale ed operativo, permane per la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma “una condizione fortemente critica, patrimoniale e finanziaria, in ragione dell’eccessivo indebitamento che si raffronta ad una cronica ‘sotto-patrimonializzazione’ dell’Ente”. Il debito, infatti, risulta essere pari a 48,2 milioni di euro, un debito “troppo elevato” per ritenere che sia possibile ridurne la dimensione senza interventi di natura straordinaria. A fronte di tale livello di debito, il patrimonio netto è pari a 7,6 milioni di euro.

Il Commissario straordinario ripropone “l’invito a interventi di adeguata ri-patrimonializzazione da parte degli Enti soci”, sollecitati negli anni. Al management si richiede “una gestione rigorosa ed efficiente, che implementi le azioni avviate con il Piano e che mantenga un attento equilibrio tra qualità della produzione, ricavi e costi connessi”, per raggiungere e mantenere un flusso di cassa in equilibrio. 

Si richiede poi la conclusione della transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrare per il rientro rateale da una parte dell’ingente debito tributario accumulato e la risoluzione del contenzioso giuslavoristico.

FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

Per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, lo scenario che si delinea nel 2019 è “di sostanziale coerenza ed allineamento con le stime operate dalla stessa Fondazione al 31 dicembre 2019”. Migliorano le performance commerciali, rispetto a quelle conseguite nel 2018, e si rafforza la situazione patrimoniale.

Rimangono come criticità l’eccessiva incidenza del costo del personale e l’ammontare assoluto del valore dei crediti.

FONDAZIONE ARENA DI VERONA

La Fondazione Arena di Verona presenta “risultati della gestione caratteristica da valutare positivamente, nella direzione del percorso di risanamento”. Non mancano criticità sul fronte patrimoniale e finanziario quale la necessità di un maggiore apporto richiesto agli altri soggetti portatori di interessi di realtà istituzionali e non, pubblici o privati.

Il patrimonio netto riportato è pari a 19,9 milioni di euro, dato che rileva un risultato inferiore rispetto a quanto previsto dal dato stimato su base annua di 24,54 euro. Per quanto riguarda il debito, esso si indica pari a 40,7 milioni di euro. Tale dato si discosta dalla stima fatta per la chiusura dell’esercizio in corso (+42,3%) e viene però mitigato dal livello dei crediti in aumento.

LE RACCOMANDAZIONI

Nella parte finale della Relazione, il Commissario straordinario espone raccomandazioni per il consolidamento dell’equilibrio economico. 

In primo piano, si sollecita la trasformazione dell’orientamento gestionale. Obiettivo in questo senso deve essere la riqualificazione dei costi per ridurre le inefficienze eliminando i costi improduttivi a vantaggio di quelli funzionali allo sviluppo di nuovi e ulteriori ricavi. Necessario poi razionalizzare ed ottimizzare i processi produttivi per evitare di impiegare risorse in eventi o spettacoli che comportano gravosi impegni produttivi. Infine, occorrerebbe potenziare i risultati economici raggiunti dando priorità alle iniziative svolte per lo sviluppo del fund raising da privati e per la ricerca di nuove forme di ricavo.

Al termine del documento, il Commissario rimarca l’importante passaggio che le fondazioni dovranno affrontare in merito alla determinazione ed approvazione delle dotazioni organiche previste dal DL 59/2019 in tema di “Misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020”. 
 

 

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