Culture Action Europe, la più grande rete europea che si occupa di politiche culturali, fa un bilancio del 2019 e in un report ripercorre le attività portate avanti in campo culturale nell’anno che sta per concludersi. A partire dalle campagne a sostegno del settore in Europa: due in particolare, ricorda il CAE, hanno coinvolto cittadini e addetti ai lavori nel 2019. L’ultima in ordine di tempo è stata lanciata a seguito dell'annuncio dei commissari designati e dei loro portafogli da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La campagna mirava a esortare la presidente a riportare la parola “cultura” nel titolo delle competenze affidate alla commissaria Mariya Gabriel (“Innovazione e giovani”). Obiettivo raggiunto: era fine novembre quando von der Leyen annunciò il nuovo nome del portafoglio della Gabriel (“Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e giovani”). Nel marzo scorso, invece, iniziava la campagna del CAE in vista delle elezioni europee di maggio, con l'obiettivo di incoraggiare eurodeputati e candidati a far valere le loro posizioni sulle questioni culturali e a promuovere più informazione tra i cittadini dell’UE. L’appello a riconoscere esplicitamente la dimensione culturale dell'Europa è stato tradotto in 13 lingue mentre con i podcast “Salon Culture” - dedicati alla discussione sugli sviluppi della politica culturale in Europa - il CAE ha intervistato i deputati per far emergere le loro posizioni, “guidando” la discussione fino al dialogo online con gli elettori, che si è svolto il 25 aprile. Uno spazio di confronto che ha coinvolto quasi 6500 persone – si legge nel report del CAE – provenienti da 44 Paesi.

A giugno 2019 i membri della rete CAE si sono incontrati a Bruxelles. Gli argomenti principali discussi sono stati la strategia post-elettorale e la sfida dei fondi alla cultura. Nello specifico, si è parlato del quadro finanziario pluriennale e delle risorse per Europa Creativa 2021-2027. In questo caso la “battaglia” è ancora aperta: i negoziati sul bilancio a lungo termine 2021-2027 continuano e gli occhi del CAE sono puntati sul capitolo Europa Creativa. Secondo la rete europea i finanziamenti per il programma nei negoziati sul bilancio dell’Ue sono “gravemente minacciati”: ecco perché Culture Actione Europe ha chiesto “urgentemente ai membri, ai partner e tutte le parti interessate di esercitare pressioni sui ministri della Cultura, delle Finanze e degli Affari esteri” inviando una lettera in cui si chiede di sostenere “un bilancio rafforzato per Europa Creativa” e il “riconoscimento del grande impatto della cultura”. La strategia del CAE, ricorda infine il report, concentra il lavoro su alcune priorità strategiche: condizioni di lavoro nel settore culturale, difesa della libertà di espressione artistica e ricerca culturale, pratiche STEAM. Un’attenzione anche alle aree periferiche: le pratiche culturali nei territori non urbani sono state il tema della conferenza Beyond the Obvious 2019 ha avuto lo scopo di innescare il dibattito sulla cultura e le pratiche culturali nei territori periferici e di sviluppare congiuntamente approcci di difesa delle arti e della cultura nelle aree rurali e periferiche.

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