Ha preso il via in commissione Ambiente della Camera l’esame della proposta di legge presentata da Nicola Pellicani (Pd) “Modifiche e integrazioni alla legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna”. La proposta di legge affronta il tema della salvaguardia di Venezia e del suo fragile impianto architettonico artistico e ambientale, comprendendo diversi temi che, spiega Pellicani, “per essere risolti vanno necessariamente affrontati in modo unitario, attraverso un vero e proprio ‘dossier Venezia’. Ciò significa mettere in campo una molteplicità di azioni al fine di contemplare la salvaguardia e lo sviluppo, nel rispetto di un sistema urbano ambientale delicatissimo che rappresenta un patrimonio dell'umanità”.   

“Solo affrontando in modo unitario i problemi sul tappeto sarà possibile ribadire la specialità di Venezia, facendo i conti anche in termini concreti con il tema dei suoi limiti. Vale a dire fare i conti con la fragilità e la unicità di Venezia e della sua laguna, che non deve affrontare solo con l'acqua alta, ma con la marea di visitatori che quotidianamente arriva in città, con il dilagare degli affitti turistici, che favoriscono lo spopolamento della città, e con il gigantismo delle navi”.   

La proposta di legge prevede un piano di interventi triennali per un valore di due miliardi. È prevista inoltre la possibilità di introdurre forme di autonomia impositiva, in quanto, per affrontare i problemi della città, vanno garantiti finanziamenti adeguati e costanti. La proposta, agli articoli 17 e 18, prevede un piano di interventi triennali per un valore di due miliardi, ma in un'ottica di federalismo fiscale si impegna anche a individuare le risorse per finanziare gli interventi di salvaguardia, compresa la manutenzione e la gestione del MOSE, al momento della sua entrata in funzione.   

L'articolo 4, ritenendo importante ripristinare un'istituzione storica della città che esisteva già al tempo della Repubblica di Venezia che venne istituito come organo decentrato del ministero dei lavori pubblici e poi delle infrastrutture nel 1907, prevede, come chiesto dalle istituzioni e dalle categorie cittadine, il ripristino del Magistrato alle acque, sciolto, sull'onda emotiva, nel 2014 dopo lo scandalo sul Mose, attribuendogli competenze relative alla ricostruzione ambientale, gestione, cura e difesa della laguna delle opere connesse.

L'articolo 12 affronta il tema del traffico acqueo e del moto ondoso nell'ambito della gestione della laguna. Propone quindi di eliminare la frammentazione delle competenze per la disciplina e il controllo della navigazione laguna, con l'obiettivo di riunificare tali norme della città metropolitana. Per rendere possibile tutto ciò si rende necessaria l'adozione di una serie di provvedimenti, previsti nella proposta, per modificare l'attuale legislazione, relativi in particolare alle norme attinenti alla navigazione marittima.

L'articolo 5 prevede l'istituzione di un'Autorità di garanzia pubblica quale soggetto individuato per gli interventi di salvaguardia della città di Venezia della sua laguna e l'attività di manutenzione e gestione del Mosé, nonché del Centro previsioni maree, adeguatamente potenziato. Si propone quindi una gestione sistemica di tutte le attività di salvaguardia attraverso un'autorità composta da governo, regione Veneto, città metropolitana di Venezia, Comune di Venezia, autorità portuale di Venezia e Magistrato alle acque.   

L'articolo 6 prevede l'istituzione a Venezia di un centro di studi d'eccellenza sui cambiamenti climatici. La legge di bilancio 2020 ha già recepito tale indicazione, prevedendo un finanziamento di 500 mila euro all'anno per l'istituzione di un centro con tali caratteristiche, avvalendosi del contributo delle istituzioni scientifiche veneziane. Prenderà quindi forma un centro di ricerca sulle ripercussioni sulla laguna sulla fascia costiera dell'aumento del livello marino, della subsidenza, della temperatura, riguardo alla biodiversità lagunare, e lotta all'erosione.   

All'articolo 8 della proposta di legge si prevede un rafforzamento dello strumento finalizzato al recupero di opere artistiche architettoniche, cosiddetto art bonus. Viene innalzato al 10 per cento per gli interventi su Venezia, a partire dalla basilica di San Marco. Il governo ha già fatto propria la proposta attraverso l'approvazione di un emendamento al decreto-legge sisma, estendendo per i beni ecclesiastici di Venezia i benefici fiscali, già previsti per i beni pubblici, privati che intendono investire nel restauro del patrimonio monumentale.   

All'articolo 7 la proposta di legge prevede interventi di manutenzione e rigenerazione urbana per favorire il ripopolamento residenziale della città attraverso contributi finalizzati al disinquinamento, alla manutenzione, al restauro di immobili, regolamentazioni sulle destinazioni d'uso degli edifici. In conclusione, all'articolo 10, la proposta prevede l'istituzione di un fondo di dieci milioni annui per un triennio, per sostenere il rilancio del distretto del vetro artistico e la valorizzazione e promozione delle attività tradizionali delle isole, comprendendo anche un piano straordinario di contrasto la contraffazione. È inoltre previsto, all'articolo 1, comma 8, il sostegno per lo sviluppo di nuove professioni ad alto valore innovativo, legati all'economia digitale e alle nuove tecnologie.

 

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