“Matera 2019 ha fatto capire che il Sud non è una causa persa, ma è luogo dove investire, sperimentare un futuro possibile per il nostro Paese. E a noi meridionali ha insegnato che dobbiamo smetterla con questa cappa di rassegnazione, rimboccandoci le maniche possiamo fare grandi cose”. Lo ha detto il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, nel corso della conferenza stampa finale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

“Adesso dobbiamo restituire ai cittadini una prospettiva per il dopo. La vera sfida parte dal 2 gennaio 2020 intorno alla cultura, alla scienza, all’innovazione e alla tecnologia, bisogna puntare sulle industrie culturali e creative”, ha auspicato Provenzano.

“La cosa più incredibile è che tutto questo è accaduto in un’area interna del Sud – ha sottolineato Provenzano -. Questo ci deve spingere a spezzare l’isolamento dei luoghi e a rompere la solitudine delle persone che ci vivono, attraverso opere di infrastrutture materiali e sociali”.

Provenzano ha infine lanciato la proposta di far diventare Matera “capitale della cultura delle aree interne, che è un tema decisivo su cui passano i divari territoriali del nostro Paese. Matera, inoltre, ha dimostrato di essere un’area interna capace di aprirsi al mondo. Sarebbe importante che lo facesse guardando verso lo Ionio, verso Taranto, una città che vive momenti drammatici. Possiamo immaginare una sinergia tra le due aree. E’ una scommessa su cui puntare”, ha concluso il ministro. 

 

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