Il flusso dei clienti registrato nel 2018 per il complesso degli esercizi ricettivi è stato pari a circa 128 milioni di arrivi e 428,8 milioni di presenze, con un periodo medio di permanenza di 3,35 notti. Rispetto al 2017, gli arrivi e le presenze sono in aumento, rispettivamente del 4,0 per cento e del 2,0 per cento; la permanenza media, invece, è sostanzialmente stabile. È quanto emerge dall'Annuario statistico 2019 dell'Istat che offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto.

L’andamento dei flussi turistici è stato positivo per entrambe le componenti della domanda turistica, sia negli esercizi alberghieri sia negli esercizi extra-alberghieri. In particolare, negli esercizi alberghieri, per i clienti residenti si registra un aumento del 3,1 per cento degli arrivi e dello 0,8 per cento delle presenze; per la componente non residente, si rileva un incremento del 3,2 per cento degli arrivi e del 2,3 per cento delle presenze.

TURISTI STRANIERI

L’analisi dei dati relativi all’anno 2018 fornisce elementi di dettaglio sulla struttura e sull’evoluzione del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi. Nel periodo 2015-2018, la componente non residente della clientela aumenta considerevolmente, passando da circa 192,6 milioni di presenze nel 2015 a 216,5 milioni nel 2018 (+12,4 per cento); tale aumento è stato continuo per tutto l’intervallo temporale considerato, in particolare del 3,5 per cento tra il 2016 e il 2015, del 5,6 per cento tra il 2017 e il 2016 e del 2,8 per cento tra il 2018 e il 2017.

Le presenze dei clienti provenienti dai paesi dell’Unione europea salgono da circa 132,2 milioni nel 2015 a 147,9 milioni nel 2018, mentre la relativa quota sul totale delle presenze dei clienti non residenti si riduce dello 0,3 per cento, passando dal 68,6 a 68,3 per cento. Le maggiori presenze continuano a essere quelle dei clienti provenienti dalla Germania (27,1 per cento), dalla Francia (6,6 per cento), dal Regno Unito (6,5 per cento) e dai Paesi Bassi (5,1 per cento). Tra il 2015 e il 2018, l’incidenza dei clienti provenienti da Francia, Regno Unito e Paesi Bassi sul totale delle presenze risulta essere all’incirca stabile, mentre si rileva un lieve calo per la quota di clienti provenienti dalla Germania (-0,6 punti percentuali). Considerando i clienti provenienti dai paesi europei extra Unione, si evidenzia un qualche aumento della quota di presenze dei clienti provenienti dalla Russia (0,2 punti percentuali dal 2015 al 2018) mentre, nell’ambito dei paesi extra europei, si osserva una modesta riduzione della quota di presenze dei clienti provenienti dalla Cina e dal Giappone (rispettivamente -0,4 e -0,2 punti percentuali); aumentano invece le presenze dei clienti provenienti dagli Stati Uniti d’America (+0,7 per cento).

STAGIONALITÀ DEI FLUSSI TURISTICI

L’andamento dei flussi turistici mensili dell’anno 2018 indica il persistere delle differenze di comportamento tra la clientela residente e quella non residente, con una più marcata concentrazione dei flussi della prima nel periodo estivo: nei mesi di giugno, luglio e agosto è stato rilevato il 52,6 per cento delle presenze complessive annue di clienti residenti rispetto al 44,6 per cento di quelle relative ai non residenti. Con riferimento a questi ultimi, nell’insieme dei mesi di maggio, settembre e ottobre del 2018 si è registrato il 30,1 per cento delle presenze annue, mentre per la componente italiana il medesimo periodo assorbe solo il 18,9 per cento del totale annuo.

STRUTTURE RICETTIVE PREFERITE

Si confermano anche per il 2018 differenze tra i residenti e i non residenti nella scelta della categoria alberghiera: i clienti non residenti sono più orientati verso gli alberghi a 4 e 5 stelle, i quali assorbono il 55,5 per cento delle relative presenze (contro il 39,9 per cento delle presenze alberghiere registrate per i residenti). Una grande differenza si rileva anche per gli alberghi a 3 stelle e le residenze turistico-alberghiere, dove la componente nazionale raggiunge il 52,1 per cento delle relative presenze alberghiere contro il 39,0 per cento della componente estera.

Per quanto riguarda, invece, gli esercizi extra-alberghieri, sia i clienti residenti sia quelli non residenti si concentrano prevalentemente nei campeggi e nei villaggi turistici (rispettivamente il 45,6 e il 43,9 per cento del totale delle presenze nelle strutture extra-alberghiere) e, a seguire, negli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (con quote di presenze rispettivamente del 27,8 e del 34,9 per cento). Negli agriturismi la quota di presenze dei clienti non residenti è del 10,2 per cento del totale, mentre quella dei residenti risulta leggermente inferiore (7,6 per cento).

METE PREFERITE 

Il Nord-est continua a essere la meta preferita sia dai clienti residenti (36,3 per cento del totale presenze nazionali), sia dai non residenti (43,1 per cento del totale presenze estere), con una prevalenza, quindi, della clientela non residente rispetto a quella residente. 

Rispetto all’anno precedente, nel 2018 le presenze dei clienti residenti crescono dell’1,1 per cento sul territorio nazionale. Tale incremento è da ricondurre principalmente al Centro, al Nord-est e al Sud (con una variazione positiva dell’1,5 per cento circa in tutte le ripartizioni), mentre si rileva una leggera flessione delle presenze nel Nord-ovest (-0,6 per cento). Per quanto riguarda gli arrivi, invece, si osserva una variazione positiva del 3,6 per cento da ascrivere principalmente al Centro e al Sud della Penisola (rispettivamente +6,5 e +4,4 per cento rispetto al 2017). Le presenze dei clienti non residenti sono in aumento in quasi tutte le ripartizioni geografiche. In particolare, sensibili variazioni si rilevano nel Sud e nelle Isole (rispettivamente +7,7 per cento e + 7,4 per cento) e nel Centro (+5,5 per cento). Il Nord-ovest accusa una lieve diminuzione, con una caduta dello 0,5 per cento delle presenze dei non residenti rispetto all’anno precedente. Anche per i clienti non residenti si rilevano variazioni molto positive degli arrivi, soprattutto nel Sud e nelle Isole (+13,7 per cento e +8,2 per cento rispettivamente). 

La distribuzione delle presenze turistiche per regione di destinazione presenta delle notevoli differenze tra la componente residente e quella non residente. I clienti non residenti si concentrano principalmente in cinque regioni: Veneto, Trentino-Alto Adige, Toscana, Lombardia e Lazio, che nel 2018 rappresentano il 69,1 per cento di tutte le presenze straniere in Italia. Le presenze in Veneto dei non residenti, inoltre, costituiscono da sole il 10,9 per cento di tutte le presenze in Italia. La componente nazionale è, invece, meno concentrata: le prime cinque regioni (Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lombardia) nell’insieme assorbono, infatti, il 52,0 per cento del totale delle presenze dei clienti residenti. 

Analizzando il complesso delle presenze in strutture alberghiere per regione di destinazione, il Trentino-Alto Adige, il Veneto e l’Emilia-Romagna sono le regioni con il più alto numero di presenze negli esercizi alberghieri, segnando, rispettivamente, 38,8, 33,0 e 31,7 milioni di notti. In particolare, nel Trentino-Alto Adige, in Veneto, in Lombardia e nel Lazio, si osserva una forte presenza di clienti non residenti: i 78,3 milioni di presenze straniere negli alberghi di queste quattro regioni rappresentano, infatti, il 56,2 per cento del totale delle presenze dei non residenti nelle strutture alberghiere. Se si considera la sola componente dei residenti, le presenze negli alberghi, invece, si concentrano in Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Veneto (62,6 milioni di presenze italiane negli alberghi di tali regioni, pari al 44,6 per cento del totale delle presenze alberghiere dei residenti). 

Per quanto riguarda, invece, le strutture extra-alberghiere, il Veneto e la Toscana raggiungono, rispettivamente, 36,2 e 23,3 milioni di presenze complessive; rappresentano da sole il 39,9 per cento del totale presenze negli esercizi extra-alberghieri.

IL TURISMO NEI COMUNI ITALIANI

Negli esercizi ricettivi dei primi 50 comuni italiani si concentrano oltre 175 milioni di presenze, pari al 40,8 per cento del totale. Queste destinazioni, nel loro complesso, assorbono poco più di un terzo delle presenze della componente residente della clientela (33,5 per cento) e quasi la metà (48,0 per cento) di quelle dei non residenti. Esse sono principalmente localizzate nell’Italia settentrionale. 

Anche per il 2018, Roma si conferma la principale destinazione con circa 29 milioni di presenze, che rappresentano il 6,8 per cento del totale nazionale (4,1 per cento della clientela nazionale e 9,4 per cento di quella estera). Venezia è il secondo comune italiano per numero di presenze turistiche totali, seguito da Milano (entrambi con 12 milioni di presenze circa, pari al 2,8 per cento di quote sul totale nazionale). Rispetto al 2017, per il comune di Roma si rileva un incremento delle presenze del 7,6 per cento, per Venezia del 3,7 per cento (passando dal 3° al 2° posto della graduatoria dei primi 50 comuni). Per il comune di Milano si osserva un incremento delle presenze più contenuto (+1,7 per cento rispetto all’anno precedente). 

Accanto alle grandi mete turistiche vi sono anche comuni che, seppur di dimensioni demografiche modeste, segnano in proporzione un numero di presenze rilevanti in quanto gravitano attorno a poli di forte attrattività, come ad esempio Cavallino-Treporti, Jesolo, San Michele al Tagliamento e Caorle, tutti localizzati in prossimità di Venezia. Il primo comune del Sud-Italia presente in graduatoria è Napoli, all’undicesimo posto con circa 3,7 milioni di presenze, pari allo 0,9 per cento di presenze sul totale nazionale.

 

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