Gli Stati Uniti “rispetteranno le leggi dei conflitti armati”. Il capo del comando interforze Mark Milley risponde così - durante un punto stampa insieme al segretario alla Difesa degli Usa, Mark Esper - alla domanda di un cronista che gli chiedeva se Washington fosse disposta a colpire siti culturali iraniani. “Seguiremo le leggi”, ribadisce Milley smentendo di fatto le parole del presidente Usa, Donald Trump, che aveva minacciato di “colpire rapidamente e duramente siti iraniani di altissimo livello, molto importanti per l’Iran e per la cultura iraniana”.

A difesa del patrimonio culturale iraniano era intervenuta la comunità internazionale. Il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay, ricevendo l’ambasciatore iraniano presso l’agenzia delle Nazioni Unite, Ahmad Jalali, ha ricordato la Convenzione del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e la Convenzione del 1972 sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale, due strumenti giuridici che sono stati ratificati sia da Stati Uniti che dall’Iran. Dello stesso avviso ICOM e ICOMOS che, in una dichiarazione congiunta, ricordano anche la risoluzione 2347 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottata all’unanimità nel 2017, che equipara gli atti di distruzione del patrimonio culturale ai crimini di guerra

 

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