Negli ultimi due decenni, a livello internazionale, abbiamo assistito a un crescendo wagneriano di interesse nei confronti degli effetti della partecipazione culturale sulla salute, sia dal punto di vista della ricerca scientifica che delle pratiche messe in atto. 

L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato a inizi novembre - a Helsinky – la sua prima scoping review, nonché la più grande ricerca mai effettuata su questo tema, disponibile nell’Health Evidence Network Report 67. Si tratta di uno dei risultati del progetto “Contesti Culturali per la Salute e il Benessere” (Cultural Contexts of Health and Wellness – CCH) dell’Ufficio Regionale Europa dell’OMS.
Il documento sintetizza i riscontri di oltre 3000 studi revisionati che mostrano un’importante influenza dell’arte nella prevenzione e promozione della salute e nella gestione e cura delle malattie durante tutto il corso della vita.

L’OMS  evidenzia la mancanza di consapevolezza diffusa a ogni livello di questi riscontri e dei convergenti risultati delle più recenti ricerche scientifiche. Sottolinea inoltre l’opportunità per i policy makers di valorizzare questa risorsa intervenendo con politiche cross settoriali, sostenendo la ricerca e inserendo il tema nell’alta formazione delle professioni socio-sanitarie-assistenziale, educative e culturali.

Il report, definito dal Professor Enzo Grossi, epidemiologo,  pioniere nel nostro paese in ambito di Cultura e Salute, “un libro bianco”, mira a colmare questa lacuna raccogliendo gli studi in materia in un unico documento e sviluppando alcune raccomandazioni per i paesi membri europei.

IL CONTESTO

Per l'OMS, l'interesse crescente dei settori culturali per la Salute  e viceversa, si confronta con una serie di importanti evoluzioni nell'ambito della politica sanitaria globale (e.g. Health in All Policies, Health 2020, European health policy framework, WHO Thirteenth General Program of Work 2019-2023, 2030 Agenda for Sustainable Development) che incoraggiano lo sviluppo del capitale sociale come risorsa per la Salute e invitano a delineare strategie per promuovere la resilienza, l'equità e il benessere nel corso di tutta la vita. La Cultura è naturalmente connessa con questi temi. 

Il recente studio rappresenta il primo riconoscimento ufficiale in ambito sanitario e a livello europeo dell’importanza della partecipazione culturale per la Salute di un individuo e di una comunità.
È un ulteriore passo verso una concezione olistica della Salute, un approccio alla medicina di tipo bio-psico-sociale,  che considera un contesto complesso per il benessere di ogni individuo in cui tutte le diverse dimensioni sono connesse tra loro (Engel, 1977; Diderichsen et el. 2011; Glasdam, 2009; Marmot, 2008; Seedhouse, 2001; Dahlgren & Whitehead, 1991).

LO STUDIO

Lo studio prende in considerazione la letteratura accademica mondiale in lingua inglese e russa da Gennaio 2000 a Maggio 2019. Sono state identificate oltre 900 pubblicazioni, di cui oltre 200 recensioni, revisioni sistematiche, meta-analisi e meta-sintesi che coprono oltre 3000 studi, e altri 700 ulteriori studi individuali.

La letteratura esaminata include studi pilota, casi studio, indagini trasversali su piccola scala, studi longitudinali rappresentativi a livello nazionale, etnografie a livello di comunità e studi randomizzati che attingono a teorie appartenenti a diverse discipline.

I metodi di ricerca comprendono scale psicologiche, marker biologici, neuroimaging, valutazioni fisiologiche, osservazioni comportamentali, interviste ed esami di cartelle cliniche.

Gli studi presi in considerazione variano comunque in qualità e in alcuni casi i risultati rimangono da confermare o da comprendere meglio. Tuttavia, questo report fa una triangolazione dei risultati di diversi approcci che, ognuno con i propri punti di forza, possono aiutare a risolvere debolezze e pregiudizi intrinsechi nei singoli casi. Inoltre, il report considera il ruolo della Cultura non solo in relazione a specifiche patologie, ma anche in termini di prevenzione, promozione e determinanti più ampie del benessere.

I RISULTATI

La scoping review articola l’analisi in cinque classi di interazione tra Arte e Salute: arti performative, arti visive, design e craft, letteratura; e arte digitale e elettronica; considera inoltre diverse modalità di intervento come la partecipazione culturale (visite a musei, concerti ecc.), i programmi d’arte partecipativi, i processi espressivi, l’arte terapia, gli interventi artistici nelle strutture sanitarie e l’arte su prescrizione medica. Queste diverse attività artistiche che possono comportare coinvolgimento, stimolo all’immaginazione, impatto estetico, attivazione sensoriale, evocazione di emozioni e sollecitazione cognitiva e, a seconda della loro natura, anche interazione sociale, attività fisica, umanizzazione dei contesti di cura, alleanza con i loro processi, innescando risposte psicologiche, fisiologiche, sociali e comportamentali che sono collegate al benessere per percepito.

Lo studio evidenzia che per esempio, le componenti estetiche ed emotive delle attività artistiche che possono offrire opportunità di espressione emotiva, regolazione delle emozioni e riduzione dello stress. La regolazione delle emozioni è intrinseca al modo in cui gestiamo la nostra salute mentale, mentre lo stress è un noto fattore di rischio per l'insorgenza e la progressione di una serie di patologie, dai processi infiammatori alle malattie cardiovascolari, fino alle neoplasie.  La stimolazione cognitiva tramite l’esperienza artistica offre occasioni di apprendimento e sviluppo delle competenze. Si associa a un minor rischio di sviluppare demenze e malattie mentali come la depressione. L'interazione sociale che si genera durante la partecipazione a progetti artistici può ridurre la solitudine, compensare la rottura di reti  sociali, entrambe collegate a risposte fisiologiche avverse come il declino cognitivo, funzionale e motorio, malattie mentali e mortalità prematura. Inoltre, i programmi artistici inclusivi migliorano il capitale sociale e aiutano a ridurre la discriminazione, che è causa di sofferenze psichiche. L'attività fisica, ancor più se realizzata in luoghi di bellezza,  riduce i comportamenti sedentari, che sono associati a dolore cronico, depressione e demenza.  Lo sviluppo di progetti artistici che abbiano tra gli obiettivi il benessere, in luoghi di cultura come all’interno delle strutture sanitarie può incoraggiare stili di vita sani e migliorare il controllo e la prevenzione del proprio stato di Salute.

Nell’ambito della prevenzione e promozione del benessere, la review documenta come l’Arte sia in grado migliorare:

  • le determinanti sociali della Salute: come la coesione sociale e le disuguaglianze sociali;
  • lo sviluppo del bambino, partendo dal periodo perinatale: il legame madre-figlio, l’acquisizione del linguaggio, le capacità di apprendimento;
  • il comportamento positivo  nei confronti della Salute: la promozione di sani stili di vita, la riduzione dello stigma della malattia coinvolgendo gruppi emarginati e difficili da raggiungere;
  • la prevenzione delle malattie: il miglioramento del benessere percepito  e della Salute mentale, la riduzione dell’impatto del trauma, il rischio di declino cognitivo, la fragilità, l’aumento della longevità e della qualità della vita; 
  • l’assistenza: il miglioramento delle competenze e il benessere dei caregiver formali e informali.

Nell’ambito della gestione e cura delle patologie, gli studi dimostrano benefici dell’Arte:

  • nel modo in cui le persone vivono le malattie, anche quelle mentali;
  • nell’assistenza ai pazienti in condizioni acute: neonati prematuri, pazienti ricoverati in ospedale, soggetti sottoposti a chirurgia invasiva e a terapia intensiva;
  • per le persone con disturbi neurologici: disturbo dello spettro autistico (ASD), paralisi cerebrale, ictus, afasia, altre lesioni cerebrali acquisite, disturbi neurologici degenerativi e demenze;
  • nella gestione delle malattie come neoplasie, patologie croniche, respiratorie e degenerative, diabete e malattie cardio vascolari;
  • nell’assistenza ai malati terminali: cure palliative e lutto.

CONCLUSIONI

Il documento, che costituisce la review più ampia mai effettuato, è fecondo di stimoli e sviluppi, nonostante i limiti, come per esempio quella di non essere una revisione sistematica e di non presentare una discussione dettagliata degli approcci metodologici utilizzati in ciascuno studio. In primo luogo, è la conferma che esiste una sostanziale mole di prove scientifiche, consolidate, sui benefici della Cultura in termini di benessere e Salute. In secondo luogo, la ricerca evidenzia come l’Arte permetta di affrontare stati complessi per i quali al momento non esistono soluzioni biomedicali adeguate, stimolando le risorse interiori di ogni individuo e adottando una lente olistica per trattare la malattia nel suo complesso, non limitandola meramente a una condizione fisica, come sottolineato anche dai precedenti articoli di questa rubrica.

Le attività culturali inoltre, come evidenzia l’OMS, possono coinvolgere gruppi minoritari o difficili da raggiungere, in povertà educativa, con maggiori rischi di Salute. Lo studio sottolinea anche l’impatto economico che la cultura può apportare in campo sanitario, in termini di riduzione di costi potenziali della sanità pubblica.

Ora la sfida è quella di individuare indicatori e processi per misurare efficacemente la dimensione dell’impatto della partecipazione culturale sul benessere umano rispetto ad altre tipologie di attività e intraprendere studi sui protocolli di intervento efficaci, longitudinali e comparativi, che possano dimostrare i nessi causali e replicare le pratiche e le politiche efficienti in altri contesti.

Queste conclusioni hanno importanti implicazioni per le politiche del settore culturale, sociale nonchè di quello sanitario. Come sottolinea Grossi, “L’esposizione alla bellezza attraverso meccanismi «neuroestetici» e psicosociali promuove il benessere psicologico e la salute cerebrale creando le basi per nuove politiche di prevenzione primaria delle malattie croniche degenerative. Conseguentemente le politiche che puntano a promuovere l’accesso culturale possono essere considerate a tutti gli effetti come politiche per la salute e per il ridisegno del welfare”.

L’OMS non solo riconosce per la prima volta l’importanza della cultura per la salute, ma suggerisce ai paesi membri di sostenere lo sviluppo di strategie a lungo termine che forniscano una collaborazione più sinergica tra le istituzioni sanitarie e quelle culturali. Tra le raccomandazioni per i paesi membri della Regione Europea troviamo l’invito a:

  • riconoscere il ruolo di pratiche artistiche nel migliorare la salute e il benessere attraverso l’implementazione di interventi artistici per cui esiste una base di prove sostanziale, come per esempio l’ascolto della musica prima degli interventi chirurgici, l’utilizzo dell’arte visiva con le persone affette da demenza e dei community art programmes per la salute mentale; a condividere l’esperienza di interventi artistici che i Paesi hanno ritenuto efficaci nei loro contesti e a promuovere la ricerca nel campo dell’arte e della salute;
  • considerare il valore aggiunto della partecipazione culturale per la salute garantendo accesso alle diverse forme d’arte ai diversi gruppi sociali nel corso della loro vita, in particolare alle minoranze svantaggiate; incoraggiando le organizzazioni artistiche e culturali a rendere la salute e il benessere parte integrante e strategica del loro lavoro; promuevendo attivamente la consapevolezza pubblica dei potenziali benefici dell’impegno artistico per la salute; sviluppando interventi che incoraggino l’impegno artistico a sostenere stili di vita sani;
  • evidenziare la natura intersettoriale del campo della cultura e della salute rafforzando le strutture e i meccanismi di collaborazione tra i settori culturali, quelli educativi, sociosanitari e assistenziali; introducendo linee di rinvio dai programmi sociosanitari a quelli artistici (come per esempio il social prescribing); sostenendo l'inclusione dell'educazione artistica e umanistica nella formazione degli operatori sanitari per migliorare le loro capacità cliniche, personali e comunicative.

La ricchezza delle esperienze e delle sperimentazioni nel nostro Paese e in tutta Europa e il riconoscimento politico del potere della cultura nell’ambito sanitario, creano oggi le condizioni per fare un salto di qualità e sfruttare a pieno il grande potenziale della Cultura in termini di contributo al welfare.
Non sprechiamo questo momento e soprattutto non commettiamo l’errore tipico e ricorrente delle progettualità culturali di anteporre le ragioni comunicative di perseguire piccoli obiettivi tattici a breve termine per cavalcare l’onda dei temi caldi. Riflettiamo sulle condizioni che permettono ai processi di produzione e diffusione culturale di offrire soluzioni concrete alle problematiche del benessere della società, creiamo reti e modelli di azione efficaci. I tempi sono maturi.

Abstract

The World Health Organization (WHO) presents a scoping review on the effects of culture on health and well-being in the Health Evidence Network Report 67.
Since the beginning of the 21st century, there has been a major increase in research exploring the effects of the arts on health and well-being. This has occurred alongside developments in practice and policy activities in different Member States across the WHO European Region and further afield. However, because of a lack of awareness of the evidence underpinning these activities, there has been little consistency in policy development across different Member States in the Region. The WHO report aims to close this awareness gap by mapping the current available evidence in the field of arts and health. The results of over 3000 studies have identified an important influence of art in the prevention and promotion of health and in the management and treatment of diseases throughout life.

Riferimenti

Dahlgren, G., & Whitehead, M. (1991). Policies and strategies to promote social equity in health. Institute for future studies, 14, 67.
Diderichsen, F., Andersen, I., Manuel, C., Andersen, A.-M. N., Bach, E., Baadsgaard, M., Søgaard, J. (2012). Health Inequality - determinants and policies. Scandinavian Journal of Public Health, 40(8_suppl), 12–105.  
Engel, G. (1977). The need for a new medical model: a challenge for biomedical science. Science, 196:126-9.  
Fancourt, D., Finn S. (2019). What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe (Health Evidence Network (HEN) synthesis report 67).
Glasdam, S. (2009). Public health in a critical perspective. Copenhagen: Nyt Nordisk forlag Arnold Bursck.
Marmot, M., Friel,S., Bell, R., Houweling, T. AJ., Taylor S.(2008). Closing the gap in a generation: health equity through action on the social determinants of health. The Lancet, 372 (9650), 1661-1669.
Seedhouse, D. (2001). Health: the foundations for achievement, 2nd edn. Wiley, Chichester, UK.

 

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