Prima il riconoscimento di Città della Cultura del Lazio del 2020, ora la sfida “nazionale” di candidarsi a Capitale italiana della Cultura 2021. Il Comune di Cerveteri non si adagia sugli allori e continua a puntare sulla cultura per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Merito anche dell’assessora Federica Battafarano, che sul tema ha le idee molto chiare: “La cultura non deve essere solo eventi offerti alla comunità ma deve essere anche un motore di coesione sociale, i cittadini devono essere protagonisti del territorio”, spiega.

E da questo presupposto partirà il dossier di candidatura a Capitale italiana della Cultura, che dovrà essere consegnato al ministero dei Beni culturali entro il 2 marzo per poi essere esaminato da una giuria di sette esperti di chiara fama. “Per il nostro dossier ci ispiriamo indubbiamente al modello di Parma 2020, stiamo preparando un avviso pubblico per selezionare la società di progettazione alla quale indicheremo  le linee guida”, spiega la Battafarano ad AgCult. “Nel 2019 – anno in cui abbiamo celebrato i 15 anni dal riconoscimento Unesco - abbiamo fatto un lavoro straordinario, investendo risorse molto importanti nel settore della cultura e dello spettacolo”.

“Il nostro obiettivo – prosegue – è di allargare e qualificare il pubblico della cultura, vogliamo abbracciare l’idea di un ‘abitante culturale’ che partecipi attivamente ai progetti di rigenerazione del territorio. La sfida che vogliamo cogliere è rendere il cittadino protagonista di quello che andremo a fare. Abbiamo dimostrato di sapere fare molto – per esempio la gestione del Jova Beach Party, il tour estivo di Lorenzo Jovanotti che ha scelto proprio Marina di Cerveteri per la sua unica tappa nel Lazio - però adesso vogliamo dimostrare di saper fare cultura non solo attraverso gli eventi, ma creando un nuovo modello di sviluppo che guardi alla cultura intesa come promozione della produzione creativa e della fruizione culturale, ma anche come tutela e valorizzazione del patrimonio”.

Altri punti di forza della candidatura di Cerveteri saranno la sinergia con le altre realtà territoriali e la sua posizione strategica, non lontano né dall’aeroporto di Fiumicino né dal porto di Civitavecchia. “Candidiamo non solo Cerveteri ma l’intero comprensorio. Il nostro è un territorio straordinario, che coniuga nel raggio di pochi chilometri un patrimonio storico, archeologico e naturalistico unico, che ospita il sito Unesco della Necropoli Etrusca della Banditaccia, la zona protetta della Palude di Torre Flavia e il Castello di Santa Severa”.

Vinca il migliore quindi, conclude l’assessora alla Cultura di Cerveteri, in ogni caso ne sarà valsa la pena: “Pensiamo di avere delle buone possibilità, vale la pena comunque provarci. In Italia abbiamo un patrimonio archeologico incredibile e questi investimenti devono essere un volano per promuovere i siti Unesco e la nostra ricchezza culturale”.  

 

Articoli correlati