Dall'8 al 20 gennaio alla Fiera di Roma si tiene il concorso per selezionare 1052 dipendenti ministeriali per il ruolo di AFAV (assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza). Sono attese 210 mila persone da tutta Italia. Le testimonianze dei primi due giorni di selezione, raccolte dall'associazione Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali, raccontano di giornate "all'insegna dei disagi nonostante la mala organizzazione dell'intero concorso abbia spinto oltre la metà degli iscritti a non presentarsi alla Fiera di Roma".

"Un concorso assurdo fin dal principio - spiega l'associazione - che testimonia l'enorme ritardo che il nostro Paese ha nella selezione delle figure professionali necessarie per il funzionamento dei nostri Istituti culturali. Chiedendo solo il diploma come requisito d'accesso, per una figura dalle mansioni mal definite (sorta di super custode multifunzionale), l'organizzazione ha spinto 210 mila persone ad iscriversi, alcune delle quali ultraspecializzate, raccogliendo oltre 2 milioni di euro di tasse d'iscrizione. Ma tutto è stato organizzato a Roma, con una convocazione arrivata 20 giorni prima, con prove che iniziavano alle 8.30 del mattino. Una serie di scelte nefaste e non adeguate ai tempi e alle esigenze del Ministero". 

"In questi primi due giorni di selezione, molti più della metà degli iscritti non si sono presentati" spiega Daniela Pietrangelo dell'associazione Mi Riconosci, che da anni si occupa di tematiche legate al lavoro culturale "è giusto che le persone non possano entrare a lavorare al Ministero non perchè non passano una prova, ma perchè la macchina organizzativa discrimina chi vive lontano da Roma, o non può prendere ferie, o non può permettersi viaggio e alloggio? Sappiamo bene quanto ciò sia diffuso nei concorsi pubblici, ma oggi, nel 2020, con le tecnologie a disposizione, come può essere accettabile?"

"Ieri ci sono stati alcuni problemi, l'attesa per ore al freddo e in piedi, il numero di navette dalla stazione ampiamente insufficienti, poco controllo dei cellulari e delle carte d'identità, ma tutto sommato il tutto è stato accettabile" continua Emanuela Tarsi, restauratrice di Ancona che ieri ha svolto la prova preselettiva "Ma è stato accettabile perchè quasi due terzi degli iscritti non si è presentato: cosa sarebbe accaduto se tutte e 20 mila le persone previste fossero arrivate a Roma? Sarebbe collassata l'organizzazione. Io per esserci ho preso un autobus partendo alle 3 di notte, sono arrivata in condizioni davvero pessime. Molti non hanno avuto questa possibilità e hanno disertato. Vogliamo sperare che il tutto non sia stato organizzato in modo da far calare volutamente l'affluenza: ogni iscritto ha pagato una tassa, e molti l'hanno pagata inutilmente data la cattiva organizzazione"

Gli attivisti chiedono al Ministro di "prendere urgentemente posizione riguardo quanto sta accadendo, di chiedere adeguate spiegazioni a Formez-Ripam (organizzatori del concorso) per fare in modo che l'organizzazione dei prossimi concorsi cambi drasticamente, e di rimborsare la tassa d'iscrizione a tutti coloro che non hanno potuto svolgere la prova".

L'associazione raccoglierà testimonianze fino alla fine delle prove preselettive, lunedì 20 gennaio. 

 

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