"Chiediamo di stabilire dei criteri più equi nella distribuzione delle risorse del Fus, che hanno creato delle differenze insostenibili e un ingessamento del sistema culturale che sta portando a una spoliazione continua di tante realtà virtuose”. Lo sottolinea ad AgCult Vincenzo Zingaro (Movimento Spettacolo dal Vivo) a margine dell’audizione in commissione Cultura della Camera in merito all’indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore spettacolo. “Uno scempio e una mattanza culturale che non è concepibile in un paese democratico, con ricadute anche su migliaia di posto di lavoro. Un danno non solo culturale ma anche economico”, ha aggiunto Zingaro.

“Il governo Conte – gli ha fatto eco Mvula Sungani - aveva preso un impegno nel 2018, sono stati già licenziati decine di artisti a causa di questa mattanza. Abbiamo chiesto che nel 2020 siano mantenute le promesse fatte dal governo per poterci permettere di arrivare vivi al 2021, la prossima scadenza dei decreti Fus. Ci aspettiamo che venga mantenuta questa promessa e che venga messa mano ai decreti prima dell’assegnazione del 2021 altrimenti rischiamo di arrivarci con il decreto ‘killer’”. 

LE RICHIESTE

“Noi del MOVIMENTO SPETTACOLO DAL VIVO chiediamo a questo GOVERNO di intervenire urgentemente, adottando misure volte a ripristinare condizioni più EQUE di distribuzione dei fondi a sostegno dello Spettacolo dal vivo; 

prima fra tutte, chiediamo l’ELIMINAZIONE DELLO SBARRAMENTO QUALITATIVO ATTRIBUITO ALLE COMMISSIONI CONSULTIVE, in quanto strumento assolutamente arbitrario e antidemocratico, inadeguato a costituire un parametro di accesso preventivo. Chiediamo che il FULCRO della valutazione da parte della Pubblica Amministrazione sia la VALUTAZIONE QUANTITATIVA, secondo parametri oggettivi inequivocabili, e che la VALUTAZIONE QUALITATIVA concorra come volano per la crescita o meno di una Struttura, e non come una tagliola da usare a piacimento dai commissari di turno. Tale fondamentale misura sarebbe il primo passo volto a riqualificare l’intervento pubblico nel settore, garantendo trasparenza e oggettività dei criteri di assegnazione dei contributi del FUS, restituendo dignità alle Imprese Culturali e credibilità al MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI.

Chiediamo che la FILIERA FORMAZIONE/PRODUZIONE/PROMOZIONE, che nel mondo dello spettacolo dal vivo è fondamentale ed è l’unico strumento che garantisce alle nuove generazioni di artisti e tecnici una prospettiva di lavoro futuro, venga salvaguardata e potenziata con interventi di sostegno ai soggetti in grado di garantire con strutture adeguate (Teatri, Spazi, ecc.), una fondamentale presenza sul territorio, che già costituisce il tessuto di promozione nazionale dello Spettacolo dal Vivo.

Chiediamo che per l’emergenza occupazionale e per il grave problema del precariato nel mondo dello spettacolo dal vivo venga istituito un tavolo di confronto con il MINISTERO del LAVORO, per la ricerca di imminenti soluzioni, con l’intento di individuare anche altre forme di finanziamento, incentivi o defiscalizzazioni a favore dello Spettacolo dal Vivo.

Chiediamo che per le meritevoli imprese storiche, ingiustamente cancellate dal FUS nell’attuale triennio, l’intervento di salvaguardia attuato dal Governo Conte, attraverso l’assegnazione di PROGETTI SPECIALI, avvenuta nel 2018 e in maniera estremamente ridotta nel 2019, possa avere seguito nel 2020, con contributi adeguati al valore dei progetti presentati, permettendo la salvaguardia di queste imprese virtuose, che stanno continuando stoicamente l’attività, in attesa dell’auspicata riforma del FUS. 

Riteniamo che l’imminente scadenza del 31 gennaio 2021, data in cui si chiuderà l’ennesimo bando triennale per la distribuzione delle risorse FUS, imponga due linee di operatività: una relativa alla realizzazione della nuova Legge sullo Spettacolo dal Vivo ed una, di particolare urgenza, per la  modifica del Decreto  27 Luglio 2017.

Ci rendiamo disponibili a partecipare ad un TAVOLO DI LAVORO e di PROPOSTE, insieme ai membri delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, ai rappresentanti del Governo e ad altri rappresentanti di settore, con l’auspicio di riuscire a concordare finalmente una RIFORMA davvero emblematica di quel respiro e di quel cambiamento che tutta l’Italia ha chiesto a viva voce in ogni ambito..
 

 

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