"La precarietà dei lavoratori nel campo artistico è dettata dalla mancanza di fondi e da un sistema distorto del finanziamento pubblico. È necessario riconsiderare la materia dei contributi del FUS -Fondo Unico per lo Spettacolo- in una prospettiva autenticamente democratica e pluralista, sottraendola a giudizi eccessivamente discrezionali che hanno contribuito a creare un regime di concorrenza sleale all’interno dell’intero sistema dello spettacolo". Lo dichiara il capogruppo Fdi in commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, intervenuto nel corso dell'audizione in merito all’indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore spettacolo. 

"Ho presentato una proposta di legge volta proprio a questo, che limita il potere delle commissioni consultive e sposta il baricentro dai grandi operatori ad un finanziamento più diffuso. Nel 2018 Bonisoli si impegnò a garantire una tranche di finanziamenti per le imprese escluse dal FUS, perlopiù in maniera arbitraria, ma, dopo un primo stanziamento, non è stato dato seguito mentre i grillini sono sempre al governo".

"Un ringraziamento al Movimento Spettacolo dal Vivo, che raggruppa centinaia di operatori e lavoratori dello spettacolo - a cui va la nostra solidarietà - per aver denunciato la grave sperequazione nella gestione del FUS".

 

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